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sabato 25 giugno 2022
 
Cinema
 

Christian Bale, Giobbe senza redenzione

25/08/2014  L'attore dà una prova magistrale in "Il fuoco della vendetta" di Scott Cooper, nella sale dal 27 agosto. Storia di un uomo buono, ripetutamente colpito dalla sorte, che, alla fine, cederà al bisogno di farsi giustizia da solo.

Film duro, vero, meraviglioso Il fuoco della vendetta di Scott Cooper, se meraviglioso può essere definito uno sguardo così straziante e disincantato nel buio dell'animo umano. 

Russell Baze (Christian Bale) è un uomo semplice, ma buono. Di giorno, lavora nell'acciaieria locale, la stessa dove aveva lavorato il padre, ora morente e, forse malato, proprio a causa della permanenza in un ambiente non salubre. Appena può, va a trovare il suo vecchio. E altrettanta premura riserva al fratello Rodney (Casey Affleck), reduce dall'Iraq, incapace di riprendere una vita normale, indebitato con un boss della zona. Cerca in ogni modo di aiutarlo, anche offrendogli soldi. Russell vive con l'amata Lena, con la quale progetta un figlio. E' davvero un uomo buono.

La sfortuna non guarda in faccia a nessuno e una sera Russell travolge involontariamente una macchina che gli attraversa la strada, provocando la morte di alcune persone. Dovrà pagare con il carcere questa "colpa involontaria", questa terribile sfortuna, e quando finalmente uscirà, deciso a riprendere la sua vita, troverà un mondo cambiato. La prima visita è al padre, già sepolto. Scopre poi che Lena si è fidanzata con il capo della polizia locale. Cercherà di incontrarla, ma, quando saprà che è incinta, la lascerà dolorosamente andare. Chi non crollerebbe sotto colpi così violenti? Il nostro protagonista riesce in qualche modo a non lasciarsi andare, a restare in piedi. Continua a lavorare, comincia a restaurare la casa paterna, esorta il fratello a fare una vita normale...

Per lui, purtroppo, la mala sorte ha in serbo altri brutti scherzi. Il fratello Rodney, persuasosi finalmente a rimettersi in carreggiata, chiede al boss di affrontare un ultimo combattimento clandestino, in modo da saldare una volta per tutte il debito. Non sarà una buona idea, perché finirà schiacciato dalla follia di una violenta organizzazione criminale. Per Russell è troppo: di fronte all'incapacità della giustizia di catturare il criminale colpevole dell'omicidio del fratello, deciderà di farsi giustizia da solo. 

E' un uomo buono Russell, travolto inesorabilmente dalla vita. Questo personaggio, che resterà a lungo nella memoria, anche per la straordinaria bravura di Christian Bale (The Fighter), ricorda Giobbe, l'uomo biblico buono e giusto che il Signore mette alla prova. Come Giobbe, Russell è buono e giusto, e tale resta anche quando la sua vita viene spezzata da una fatalità, anche quando perde l'amore e gli affetti. Lo distingue dal personaggio biblico il desiderio estremo, o, meglio, il bisogno estremo, profondamente umano eppure senza via d'uscita, di farsi giustizia da solo, nel momento in cui gli porteranno via anche l'amato e sfortunato fratello, usato dalla nazione per la sua guerra in Iraq e poi dimenticato, lasciato solo a curarsi i suoi traumi post-bellici. 

Questo Russell è un Giobbe senza redenzione, un Giobbe che, alla fine, non è stato più capace di credere in una possibile salvezza.

Straordinaria la prova degli interpreti: Bale racconta il travaglio di un'anima con i silenzi e gli sguardi, con i gesti, come quando si trova a gettare nel cestino i resti dei pasti (rappresentazione simbolica dello sforzo disumano di lasciarsi alle spalle le tragedie che via via lo colpiscono?); più che realistico è il folle criminale Woody Harrelson; disperato e straziante il fratello Casey Affleck; convincente il boss locale Willem Dafoe, che oscilla fra affari e compassione; credibile lo sceriffo Forest Whitaker. La colonna sonora di Dickon Hinchliffe, con alcuni pezzi dei Pearl Jam, contribuisce a dare ulteriore drammaticità e profondità alla trama. 

Dopo Crazy Heart, premiato al Festival di Roma del 2013, Scott Cooper si dimostra un regista interessato a scandagliare senza retorica la psicologia umana e le contraddizioni di una nazione e di una società, operazione che gli riesce perfettamente. Il fuoco della vendetta - Out of the furnace, al cinema dal 27 agosto, è un'opera vera, drammatica e profonda, il cui pessimismo tragico merita un'analisi e un dibattito attenti (ad esempio nei cineforum). 

 
 
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