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lunedì 06 dicembre 2021
 
 

Sei un naufrago, cosa salvi? Prima il cellulare, non il libro

08/05/2014  I ragazzi italiani stilano la classifica degli oggetti insostituibili e il telefonino surclassa la carta stampata. Lo dice un recente sondaggio della Doxa per il Garante dell'infanzia e dell'adolescenza.

Se un adolescente italiano potesse salvare da un naufragio solo tre oggetti, non sceglierebbe un libro. Lo dice, magari in altro modo, un sondaggio realizzato il mese scorso dalla Doxa su iniziativa del Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, che ha chiesto a un campione di 600 ragazzi dai 14 ai 17 anni, tra l’altro, “a cosa non potresti rinunciare”. Ebbene tra gli oggetti necessari, i libri sono solo al quarto posto. Indovinate  quali sono gli strumenti assolutamente insostituibili per i giovani italiani? Primo in assoluto, manco a dirlo, è il cellulare, ritenuto necessario per il 73%  degli intervistati.  Percentuale che si fa ancora più alta se si prende in considerazione solo il target femminile: 78%. Al secondo posto sta un altro dispositivo digitale, il pc, che raccoglie il 39% dei consensi dei teenager. Al terzo gradino del podio si classifica lei, l’intramontabile televisione, scalzata sì dal primo posto, ma ancora capace di  attirare interesse.

E il nostro libro? Sta fuori medaglia, al quarto posto, incassando un 27 per cento di consensi. Come dire: solo uno su quattro dei ragazzi italiani ritiene indispensabile la lettura di un buon romanzo, o lo studio su un testo scolastico.  Dietro di lui, a distanza, si sono piazzati nell’ordine: la consolle e il tablet (entrambi al 9%), i giornalini (al 6%) e l’evergreen radio (ma solo al 3%).

Qualcuno dirà a commento del sondaggio: nulla di nuovo rispetto  alla straprevista fine dell’era Gutenberg e al veloce tramonto della carta stampata, dai quotidiani agli elenchi del telefono. Qualcun altro, viceversa, terrà buono   quel 27% per prender coraggio e sostenere che l’era digitale non si sbarazzerà così presto del supporto cartaceo, che anzi convivrà in qualche modo con la rete,  il “digitale” e l’e-book.  

     Ma che dire invece del fatto che, sempre secondo l’indagine Doxa, più della metà degli adolescenti intervistati non è mai stata a un concerto di musica nell’ultimo anno?  Che nello stesso periodo il 42%  non ha mai messo piede in un teatro? E il 47% è stato al massimo una volta, o mai, a visitare un monumento, un museo o una mostra?  Al contempo, invece, il 68% degli adolescenti sceglie, nel tempo libero, di andare a passeggiare nei centri commerciali, dalle due alle tre volte al mese fino a più volte in una sola settimana.   
    Magari adesso qualcuno inveirà contro il consumismo fino a maledire i “non luoghi”, per usare la fortunata definizione di Marc Augè. Però, a pensarci bene, anche tra le rutilanti gallerie dei mall sta sempre uno straccio di libreria. Per ora.

 
 
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