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domenica 21 aprile 2024
 
Cinema d'autore
 

Il male? Dipende dalle nostre scelte

05/12/2023  "Il male non esiste" di Ryûsuke Hamaguchi affronta il tema cruciale del rapporto dell'uomo con l'ambiente. Un film, premiato a Venezia con il Leone d'argento, di intensa spiritualità che interroga sulle questioni della colpa e del perdono

Nella confusione e nella violenza del nostro tempo, è interessante vedere come il cinema abbia bisogno di cercare sicurezza: Il male non esiste. È curioso che in pochi anni siano usciti due film con lo stesso titolo. Il primo del 2020, bellissimo, iraniano, diretto dal regista perseguitato Mohammad Rasoulof, condannava la pena di morte. Il secondo è invece giapponese, di Ryūsuke Hamaguchi, premio Oscar per il fluviale Drive My Car.

All’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia Il male non esiste ha vinto con merito il Leone d’argento – Gran premio della giuria. Il film si concentra sul rapporto tra uomo e natura, mette a fuoco la spiritualità, l’importanza di sentirsi connessi con l’universo attorno a noi. Racconta di una piccola comunità vicino a Tokyo. Una grossa azienda vuole costruire nei boschi accanto alle case un camping per ricchi, un glamping, distruggendo l’equilibrio di quel luogo.

Il dialogo si mescola allo scontro, in un film dove spesso lo sguardo è rivolto verso il cielo. Il male non esiste è una preghiera moderna dai ritmi dilatati, in cui l’indagine è prima di tutto sull’anima. È una riflessione sulla colpa, una richiesta di perdono.

Lo spirito ecologista si mescola al rispetto per la tradizione, in un film imperdibile.

 
 
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