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martedì 19 ottobre 2021
 
"Una cosa sua"
 

«Il mio lui: "Tu mi appartieni". Per mia madre è un pericolo... invidiosa!»

12/11/2018 

Sì, sono innamoratissima. E mia madre non lo capisce! Il mio Lui ha cinque anni più di me, ci vediamo ogni minuto che lui ha libero dal lavoro, salta la pausa pranzo per venirmi a prendere in università, dice che gli appartengo, che sono sua; controlla il mio cellulare, come mi vesto, chi incontro. Dice che sono tutta per lui e che non può vivere senza di me. Mia madre, divorziata, dice che lui è “pericoloso”. Forse è invidiosa?

FABIANA, 20 ANNI

— Lasciamo stare, cara Fabiana, le invidie della mamma che, come ci racconti, ti ha allevata da sola, dopo che suo marito – tuo padre – l’ha piantata con una bimba piccola. Veniamo invece alla descrizione così affascinante del tuo legame amoroso: non ti sembra vero che un uomo di venticinque anni, con un lavoro sicuro, si interessi così tanto a te, ti tenga così “in esclusiva” quasi da lasciarti senza fiato; tu per lui stai rinunciando non solo ai tuoi amici, alla tua vita “privata”, perfino al tuo gusto nello sceglierti l’abbigliamento (lui – tu ci scrivi – ha paura che altri ti mettano gli occhi addosso), ma anche a te stessa. Ci rendiamo conto che a vent’anni provare di essere così unica per qualcuno, così in esclusiva, sia esaltante. Nella tua lettera tu entri perfino nei dettagli: se lui ha qualche ora libera dal lavoro, esige che tu rinunci a lezioni universitarie per te importanti, esige sesso come e quando vuole, non mette piede in casa tua perché tua mamma non gli piace... Ma questo è amore o… cattura? Prova a pensare: tu sei per lui una deliziosa, preziosa, insostituibile “preda”. Tu aggiungi che lui è un “ragazzo d’oratorio”, che partecipa a eventi giovanili, anche se da un po’ non va a Messa. E insisti: «Da lui non ho niente da temere!». Te lo auguriamo, cara Fabiana, ma abbiamo il dovere – visto che tu ci interpelli – di avanzare una domanda: quando lui ti dice «tu mi appartieni», sei sicura di non essere per lui soltanto un “oggetto” prezioso? Sei sicura di non essere un suo “possesso”? Certo, la tua esperienza infantile di abbandono da parte del padre può influire sulla confusione che stai mettendo in atto tra possesso e amore. Tu non sei una “cosa sua”, tu sei prima di tutto di te stessa! E, nella fede, sei di Colui che ti ha voluto, che ti ama proprio come sei, e soprattutto ti ama nella libertà. Forse davvero potresti discuterne con lui.

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