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venerdì 24 maggio 2024
 
 

«Il mio primo Natale da Papa»

15/12/2013  In un'intervista concessa al quotidiano "La Stampa", Jorge Mario Bergoglio parla delle feste ormai alle porte, ma anche di fame nel mondo, sofferenza dei bambini, riforma della Curia, donne cardinale, Ior e prossimo viaggio in Terra Santa. E a chi l'accusa di essere "marxista" risponde che...

«Il Natale per me è speranza e tenerezza». Francesco racconta il suo primo Natale da vescovo di Roma in un'intervista con il quotidiano La Stampa, pubblicata nel numero in edicola domenica 15 dicembre. Francesco parla della sofferenza innocente dei bambini e della tragedia della fame nel mondo, dei rapporti con le altre confessioni cristiane e dell'«ecumenismo del sangue» che le unisce nella persecuzione, accenna alle questioni sulla famiglia che saranno trattate dal prossimo Sinodo, risponde a chi lo ha criticato dagli Usa definendolo «un marxista».

«Il Natale è l'incontro di Dio con il suo popolo. Ed è anche una consolazione, un mistero di consolazione - spiega - Tante volte, dopo la messa di mezzanotte, ho passato qualche ora solo, in cappella, prima di celebrare la messa dell'aurora. Con questo sentimento di profonda consolazione e pace. «Nella notte di Natale - aggiunge riferendosi alla Terra Santa - penso soprattutto ai cristiani che vivono lì, a quelli che hanno difficoltà, ai tanti di loro che hanno dovuto lasciare quella terra per vari problemi». A proposito della sofferenza dei bambini, Francesco afferma: «Davanti a un bambino sofferente, l'unica preghiera che a me viene è la preghiera del perché. Signore perché?».

E per quanto riguarda l'accusa di essere «marxista» che gli è stata rivolta dagli ultra-conservatori americani dopo la pubblicazione dell'esortazione «Evangelii Gaudium», il Papa risponde: «L'ideologia marxista è sbagliata. Ma nella mia vita ho conosciuto tanti marxisti buoni come persone, e per questo non mi sento offeso». In ogni caso, precisa, «Nell'esortazione non c'è nulla che non si ritrovi nella Dottrina sociale della Chiesa». Rispondendo a una domanda sull'unità dei cristiani, Bergoglio parla dell'«ecumenismo del sangue»: «In alcuni paesi ammazzano i cristiani perché portano una croce o hanno una Bibbia, e prima di ammazzarli non gli domandano se sono anglicani, luterani, cattolici o ortodossi. Il sangue è mischiato. Per coloro che uccidono, siamo cristiani».

Sui sacramenti ai divorziati risposati, Francesco ricorda che l'esclusione dalla comunione «non è una sanzione». E afferma che questi temi saranno approfonditi e chiariti nel prossimo Sinodo. La riforma della Curia: il Papa spiega che a febbraio gli otto cardinali suoi «consiglieri» gli consegneranno «i loro primi suggerimenti» concreti. E sull'intenzione di nominare delle donne cardinale, che qualcuno gli ha attribuito, taglia corto: «È una battuta uscita non so da dove. Le donne nella Chiesa devono essere valorizzate, non "clericalizzate"».

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