logo san paolo
lunedì 14 ottobre 2019
 
Spy story
 

Il mistero della figlia del diplomatico scomparsa

21/02/2019  Un dissidente denuncia: la figlia dell'ex ambasciatore della Corea del Nord in Italia è stata rapita e riportata in patria per ritorsione contro il padre "traditore" del regime. Una spy story che richiama altre vicende accadute nel nostro Paese.

(Jo Song-gil - Foto Ansa)

Dove sta e come sta la ragazza di 17 anni figlia dell’ex ambasciatore nordcoreano a Roma Jo Song-gil, scomparso misteriosamente a Roma il novembre scorso? La ragazza si trova veramente in Corea del Nord dai nonni oppure sta subendo le ritorsioni del regime di Pyongyang per la defezione del padre?

Come in ogni spy story sono molti gli interrogativi che circondano la vicenda emersa in seguito alle dichiarazioni di un ex diplomatico dissidente nordcoreano. Thae Yong-ho era il numero due dell’ambasciata della Corea del Nord a Londra, ma nell’agosto del 2016 decise di fuggire e ora vive protetto in Corea del Sud. Il diplomatico ha confermato ciò che già si sapeva, cioè che il suo collega ambasciatore in Italia, Jo Song-gil, aveva deciso di tradire il regime insieme alla moglie. Oggi Jo Song-gil vive nascosto e  Thae Yong-ho lo ha invitato pubblicamente a raggiungerlo in Corea del Sud  “per lavorare insieme alla riunificazione delle due Coree”.  Ma Thae ha aggiunto particolari inquietanti sulla figlia dell’ex ambasciatore nordcoreano a Roma. La ragazza, liceale in Italia, non può mettersi in contatto con i genitori e sarebbe stata costretta con la forza a tornare in Corea del Nord.

Nel pomeriggio di mercoledì 20 febbraio il Ministero degli Esteri ha emesso questo comunicato: “Il 3 gennaio scorso la Farnesina aveva già reso noto di aver ricevuto per via diplomatica dall’Ambasciata della Corea del Nord a Roma la comunicazione relativa all’avvicendamento del funzionario presso l’Ambasciata stessa. La Farnesina ha ricevuto due note formali al riguardo. La prima, datata 20 novembre 2018, con la quale veniva data notizia dell’assunzione delle funzioni di Incaricato d’Affari a Roma da parte del Signor Kim Chon. La seconda, datata 5 dicembre 2018, con la quale si informava che l’ex Incaricato d’Affari Jo Song Gil e la moglie avevano lasciato l’Ambasciata il 10 novembre e che la figlia, avendo richiesto di rientrare nel suo Paese dai nonni, vi aveva fatto rientro, il 14 novembre 2018, accompagnata da personale femminile dell’Ambasciata”. Fin qui la nota ufficiale.

Il non meglio definito “personale femminile” era formato da pacifiche  e  premurose signore o da agguerrite amazzoni al servizio del regime? Resta il mistero e un comunicato di Amnesty International pone alcune domande: “cosa ha fatto l’Italia per tutelare la sicurezza di una persona in oggettivo pericolo, trattandosi della figlia minorenne di un rappresentante diplomatico nel nostro paese che aveva pubblicamente manifestato l’intenzione di chiedere asilo politico? Come è stato possibile che agenti dello stato nord-coreano abbiano potuto rapire a Roma e trasferire fuori dall’Italia tale persona? E cosa sta attualmente facendo l’Italia per ottenere dalla Corea del Nord garanzie sulla sua incolumità?”.

La vicenda richiama alla memoria altri due casi avvenuti in Italia. Il 17 febbraio 2003 Abu Omar, imam egiziano della moschea di Milano, fu prelevato in strada a Milano da agenti della CIA.  L’uomo, sospettato dagli americani di terrorismo, fu poi portato in Egitto, dove subì torture e sevizie. Fu uno dei tanti  casi di extraordinary rendition (consegne speciali) di presunti terroristi mess in atto dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Per quella vicenda l’Italia condannò 23 agenti della CIA (alcuni di loro furono graziati dai presidenti Napolitano e Mattarella).

L’altro caso è quello di Alma Shalabayeva, moglie di Mukhtar Ablyazov, un dissidente del Kazakistan. Nel maggio del 2013 la donna e la figlia di 6 anni furono espulse dall’Italia e costrette a un rimpatrio forzato perché in possesso di un falso passaporto diplomatico della Repubblica Centrafricana. Pochi giorni dopo il Tribunale di Roma stabilì che le due donne non andavano espulse e nel dicembre del 2013 le due donne poterono tornare in Italia come rifugiate grazie all’intervento di Emma Bonino.

Va ricordato che i servizi segreti nordcoreani sono specialisti nel sequestro di cittadini all’estero. Fra il 1977 e il 1983 diversi cittadini giapponesi furono rapiti dalla Corea del Nord. Il motivo dei sequestri non è mai stato chiarito e le ipotesi sono varie: furti di identità, necessità di insegnanti di giapponese per i servizi segreti, la volontà di togliere di mezzo testimoni scomodi. La vicenda ha rappresentato a lungo materia di scontro diplomatico fra la Corea del Nord e il Giappone.

I vostri commenti
0
scrivi
 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo
Collection precedente Collection successiva
FAMIGLIA CRISTIANA
€ 104,00 € 92,90 - 11%
MARIA CON TE
€ 52,00 € 39,90 - 23%
CUCITO CREATIVO
€ 64,90 € 43,80 - 33%
CREDERE
€ 78,00 € 52,80 - 32%
FELTRO CREATIVO
€ 22,00 € 0,00 - 18%
BENESSERE
€ 34,80 € 29,90 - 14%
AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
€ 46,80 € 38,90 - 17%
IL GIORNALINO
€ 117,30 € 91,90 - 22%
JESUS
€ 70,80 € 60,80 - 14%
GBABY
€ 34,80 € 28,80 - 17%
GBABY
€ 69,60 € 49,80 - 28%