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domenica 28 novembre 2021
 
SYM 2015
 

Il mondo a Torino per don Bosco

11/08/2015  Circa cinquemila giovani sono arrivati in Piemonte per l'incontro internazionale della gioventù salesiana a conclusione dell'anno del bicentenario della nascita del "Santo dei giovani". «Questo», ha detto il rettor maggiore don Angel Fernandez Artime, «è il segno universale di come Don Bosco continui a toccare i cuori di tutti i giovani»

Sono arrivati dalla Colombia e dall’Argentina, dalla Thailandia e dal Nord America, ma anche dal Sudan così come da ogni parte d'Italia, con gli zaini carichi di entusiasmo e speranze, le magliette con il volto di Don Bosco e la gioia di condividere con la grande famiglia salesiana una settimana di festa e preghiera. Nella città deserta di metà agosto, tra i torinesi che si preparano a partire per il mare, più di cinquemila tra giovani, suore, sacerdoti e animatori hanno invaso le vie svuotate dal caldo per chiudere un anno di celebrazioni dedicate al Bicentenario della nascita del Santo dei giovani.

Un intenso programma attende il Salesian Youth Movement, in vista della grande marcia di sabato 15 agosto da Castelnuovo Don Bosco al Colle, dove domenica mattina, proprio nel giorno del compleanno di “Giovannino”, il rettor maggiore dei Salesiani don Angel Fernandez Artime celebrerà la messa. Per i “figli” di Don Bosco, sparsi in oltre 130 Paesi di tutto il mondo e ospitati sotto la Mole nelle tante case salesiane di Torino, l’appuntamento ogni mattina è alle 9 al PalaRuffini. Qui, fino a venerdì, la giornata si aprirà tra canti, dibatti e testimonianze sugli insegnamenti che il Santo ha lasciato. Una vita, come ha raccontato il cardinale Óscar Rodríguez Maradiaga, rivolta al prossimo e, in particolare, ai più giovani. Di loro parlerà domani mattina la Superiora delle Figlie di Maria Ausiliatrice, madre Yvonne Reungoat, mentre giovedì sarà Don Artime, decimo successore di Don Bosco, a introdurre una proposta di riflessione per il futuro delle nuove generazioni e venerdì ci si ritroverà per la liturgia penitenziale.

Nel pomeriggio, invece, quattro itinerari per visitare le storiche sedi della congregazione, gli oratori, le chiese più belle di Torino e i tanti Santi, da San Giuseppe Cottolengo al beato Giuseppe Allamano, che come Don Bosco hanno donato la loro esistenza a questa città.

«Bisogna sognare il futuro, essere forti e non avere paura», ha ricordato nell’omelia della Messa d’apertura monsignor Van Looy, già segretario del Rettor Maggiore e oggi presidente della Caritas Europa. È questo lo spirito che anima il grande evento che ha già registrato il tutto esaurito: un’incredibile partecipazione che per Don Artime è «espressione universale di come Don Bosco continui a toccare i cuori di tutti i giovani».

Tre lingue ufficiali (italiano, inglese e spagnolo), un’app con tutte le informazioni su ospitalità e programma e incontri in diretta streaming sul sito www.symdonbosco2015.org, per permettere a tutti di condividere la gioia della festa.Poi, sabato mattina, tutti sul pullman, direzione Castelnuovo: dopo la camminata, l’ultima notte di preghiere e canti sotto le stelle, prima della messa solenne che chiuderà il Bicentenario all’insegna dello slogan “Come Don Bosco, con i giovani, per i giovani”.

 
 
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