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sabato 22 gennaio 2022
 
Petizione di una mamma
 

«Il mondo è cambiato, scuole aperte anche d'estate»

15/05/2016  Alberta Alessi, di Pavullo, paese dell’Appennino modenese, 32 anni, tre figli, logopedista, ha lanciato una petizione on line: “Cambiamo il calendario scolastico”. Ha raccolto 3000 firme in due giorni. Tutto è nato quasi per caso, da uno sfogo sul web tra mamme lavoratrici preoccupate di come sistemare i bambini durante l’estate. «Mi rendo conto delle difficoltà che può incontrare la mia richiesta, ma il mondo è cambiato e le famiglie hanno necessità di avere una scuola aperta in estate, almeno a giugno».

Scuole aperte anche d’estate? Qualcosa su questo fronte si sta muovendo. Mentre è al via il progetto del ministro Giannini “Scuola al Centro”, che prevede la possibilità di prolungare l’apertura delle scuole in quattro aree metropolitane, Milano, Roma, Napoli e Palermo, le mamme emiliane si preoccupano dell’immediato futuro e chiedono un passo in avanti almeno per i bambini che frequentano le scuole elementari.

La logopedista Alberta Alessi.
La logopedista Alberta Alessi.

A lanciare la petizione è stata una mamma di Pavullo, un paese dell’Appennino modenese, Alberta Alessi, 32 anni, tre figli, di professione logopedista. Tutto è nato quasi per caso, da uno sfogo sul web tra mamme lavoratrici preoccupate di come sistemare i bambini durante l’estate. Quando entrambi i genitori lavorano, infatti, a volte le vacanze troppo lunghe rischiano di trasformarsi in un problema. Un problema molto sentito tanto che la petizione on line “Cambiamo il calendario scolastico” ha raccolto 3000 firme in soli due giorni. La richiesta è quella di prolungare l’apertura fino al 30 giugno almeno per i bambini delle scuole elementari, dove gli insegnanti non sono impegnati per gli esami come avviene invece per i cicli successivi.

Il dibattito è più che mai acceso. In Italia, come noto, le vacanze estive sono molto più lunghe rispetto ad altri paesi europei, ma è anche vero che i nostri insegnanti sono tra i meno pagati. “Mi rendo conto delle difficoltà che può incontrare la mia richiesta, ma il mondo è cambiato e le famiglie hanno necessità di avere una scuola aperta in estate, almeno a giugno", ha dichiarato la giovane mamma.

Alberta Alessi ragiona anche sui costi che le famiglie si trovano costrette a sostenere, in assenza di alternative. “Per un centro estivo si spendono sui 400, 500 euro al mese, ci sono famiglie costrette a rinunciare alle vacanze per pagarselo. Considero quello degli insegnanti il lavoro più importante al mondo: che siano pagati di più, questo è giusto, che siano gratificati per quello che fanno. Ma veniamoci incontro".

Intanto, a partire dal 15 giugno, le scuole delle quattro aree metropolitane interessate dal progetto ministeriale potranno presentare le proprie candidature per poter aprire la sessione estiva dal 1 luglio, a fronte di un finanziamento di circa 15.000 euro. In un’intervista ad Avvenire il ministro Giannini ha spiegato che l’apertura estiva delle scuole punta a risollevare le aree più difficili, per evitare che i bambini e i ragazzi “nelle tante Caivano d’Italia, restino per strada e diventino preda di chi ha cattive intenzioni o punta a reclutarli”. Il riferimento è al Comune del napoletano teatro dell’orrendo crimine contro la piccola Fortuna. “A Caivano sono stata personalmente ed è stato come ricevere un pugno nello stomaco”, ha aggiunto. C’è da augurarsi che le scuole dei territori interessati, Caivano compresa, siano sollecite nell’attivarsi almeno quanto lo sono state le mamme emiliane.

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