Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
venerdì 19 aprile 2024
 
 

Il Natale dimenticato

27/12/2010  L'Unione Europea distribuisce 3 milioni di agende nelle scuole senza riferimenti al NAtale e alla Pasqua. Insorge Olimpia Tarzia: "Errore politico e ingiustizia storica".

Avete mai visto un'agenda o un calendario senza l'indicazione dei giorni di Natale o Pasqua? Probabilmente no. Il copyright spetta ora di diritto all'Unione Europea, che sta distribuendo in 21mila scuole degli Stati membri ben 3 milioni di agende nelle quali, incredibile a dirsi, non vengono proprio indicati il giorno di Natale e quello di Pasqua. Semplice dimenticanza o disegno premeditato? Il sospetto cade sulla seconda ipotesi, visto che la massima istituzione europea non è nuova a "errori" di questo genere (basti pensare alla querelle della omissione della menzione delle radici cristiane nel Preambolo della Costituzione Europea nel 2004).

     Lo ribadisce anche una nota di Olimpia Tarzia, consigliere regionale e presidente della Commissione Scuola e Università della Regione Lazio: «Atteggiamenti a volte omissivi, incerti e velatamente anticristiani non sono estranei alla storia recente delle istituzioni comunitarie. Si tratta di un errore politico oltre che di una grave ingiustizia di carattere storico». La nota prosegue lodando le iniziative del governo italiano: «Bene ha fatto il nostro Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini a presentare una formale protesta presso la Commissione Europea. Ritengo giusto che il Ministro si adoperi non solo per far ritirare le copie fin qui distribuite, ma anche e soprattutto per ottenere delle spiegazioni su come sia stato possibile un fatto del genere».

«Non si può pensare di gettare solide basi alla nostra convivenza europea», conclude la consigliera del Lazio, «se non si tiene conto delle nostre radici, tra le quali ovviamente c’è, a pieno titolo, la religione Cristiana».

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo