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martedì 28 giugno 2022
 
SANTA MARTA
 

Il Regno di Dio non è un'azienda, non cresce con gli organigrammi

25/10/2016  Il Regno di Dio «è in cammino», ha detto il Papa stamane, «si fa tutti i giorni». Non è nulla di assimilabile a organismi umani, quasi fosse un'azienda. «Tante volte noi siamo docili ai nostri capricci, ai nostri giudizi. "Ma, io faccio quello che voglio …". Così non cresce il Regno di Dio. E non cresciamo noi»

«Qual è l’atteggiamento che il Signore chiede da noi, perché il Regno di Dio cresca e sia pane e abitazione per tutti?». La «docilità», non la «rigidità», ha risposto papa Francesco nell'omelia a Santa Marta. «Il Regno di Dio cresce con la docilità alla forza dello Spirito Santo», ha sottolineato Bergoglio: «La farina lascia di essere farina e diventa pane, perché è docile alla forza del lievito, e il lievito si lascia impastare con la farina. La farina è docile al lievito».

Gesù, nelle sue parabole, parla di «cose della vita quotidiana», ha affermato il Papa. «Lievito e seme – ha osservato Francesco – sono in cammino per fare qualcosa», ma per fare questo «muoiono». «Non è un problema di piccolezza, è piccolo, è poca cosa, o cosa grande. E’ un problema – ha rilevato il Pontefice – di cammino, e nel cammino succede la trasformazione». Il Regno di Dio «è in cammino», «si fa tutti i giorni», non è «una struttura tutta ben fatta, tutto in ordine, organigrammi ben fatti». «L’uomo e la donna docili allo Spirito Santo – ha affermato il Papa – crescono e sono dono per tutti. Anche il seme è docile per essere fecondo, e perde la sua entità di seme e diventa un’altra cosa, molto più grande: si trasforma». Così è il Regno di Dio: «in cammino». In cammino «verso la speranza», «in cammino verso la pienezza». Il Regno di Dio, ha aggiunto, «si fa tutti i giorni, con la docilità allo Spirito Santo, che è quello che unisce il nostro piccolo lievito o il piccolo seme alla forza, e li trasforma per far crescere». Se invece non camminiamo, diventiamo rigidi e «la rigidità ci fa orfani, senza Padre». 

«Tante volte noi siamo docili ai nostri capricci, ai nostri giudizi. "Ma, io faccio quello che voglio …"», ha concluso Francesco: «Così non cresce il Regno, non cresciamo noi. Sarà la docilità allo Spirito Santo che ci farà crescere e trasformare come il lievito e il seme. Che il Signore ci dia a tutti la grazia di questa docilità».

 
 
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