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mercoledì 08 dicembre 2021
 
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Un giovane: «Santo Padre, su Chiesa, omosessualità e pedofilia non capisco ma mi adeguo»

19/09/2018  «Rispondo come mi dicono in parrocchia, ma...» Mathieu, 16 anni si rivolge al Papa: «Mi fanno domande su fatti di attualità nei quali la Chiesa è molto criticata. Io rispondo quello che mi hanno insegnato gli animatori, ma in fondo in fondo non ci credo veramente…» La risposta di Francesco

Mathieu:

Santo Padre, mi chiamo Mathieu, ho 16 anni e i miei amici, al liceo, mi fanno delle domande su fatti di attualità nei quali la Chiesa è molto criticata, come l’omosessualità o la pedofilia. Io rispondo quello che mi hanno insegnato gli animatori, ma in fondo in fondo non ci credo veramente…

Rémy:

Santo Padre, mi chiamo Rémy, ho 14 anni e questa è la mia domanda: come attualizzare, oggi, il messaggio della Chiesa perché io possa comprenderlo e ritrasmetterlo a giovani che non necessariamente credono?

Papa Francesco:

Io non posso rispondere in francese… Ce n’est pas facile pour moi…a questa tua domanda: “come trasmettere il messaggio della Chiesa?”. Io dirò una parola, una parola che è il segreto per trasmettere il messaggio della Chiesa: prossimitàvicinanza. Ma che significa questo? Significa prima di tutto fare quello che ha fatto Dio con il suo popolo. Nel Libro del Deuteronomio, Dio dice così al popolo: “Quale popolo ha i suoi dei così vicini a sé, come tu [hai vicino il Signore]? Dio si è fatto prossimo al suo popolo. Ma non è finita lì la cosa. Voleva farsi tanto prossimo che si è fatto uno di noi, uomo. Questa prossimità cristiana è il primo passo: anzi, è “l’ambiente”, il clima in cui si deve trasmettere il messaggio cristiano. Il messaggio cristiano è un messaggio di prossimità.

Poi, sull’effatà: prima di parlare, ascoltare. L’apostolato “dell’orecchio”: sentire, ascoltare. “E poi, padre, parlare?”. No, fermati. Prima di parlare, fare. Una volta, un giovane universitario mi ha fatto questa domanda: “Io nell’università ho tanti amici che sono agnostici, cosa devo dirgli perché diventino cristiani?”. Io ho detto: l’ultima cosa che tu devi fare è dire delle cose. L’ultima. Prima devi fare, e lui vedrà come tu gestisci la vita. Sarà lui a domandarti: “Perché fai questo?”. E allora lì puoi parlare. La testimonianza prima della parola. Questa è la cornice del messaggio cristiano. Ecouterfaire, e poi dire, parlare.

Inoltre, il messaggio cristiano non si può trasmettere “in poltrona”: sempre è in cammino. Sempre. Se tu non ti metti in cammino non potrai trasmetterlo. Gesù è stato tre anni in cammino. Sembrava che vivesse sulla strada. In cammino, sempre, facendo qualcosa. In cammino. Ascoltare, testimoniare, rispondere alle domande, ma in cammino. Un giovane che non si mette in cammino è un giovane pensionato a vent’anni. È brutto andare in pensione a vent’anni! Non so… ho risposto alla tua domanda o no? Sì? Sei capace di ripeterla? Avanti…

 
 
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