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giovedì 23 maggio 2024
 
 

Il Papa ai mafiosi: "Conversione pubblica"

21/02/2015  La Chiesa accoglie tutti, ma come chiara e pubblica è stata la scelta del male, altrettanto pubblica deve essere la conversione. "Non si può essere cristiani e fare dell'illegalità il proprio stile di vita", dice papa Francesco ricevendo in udienza la diocesi di Cassano allo Jonio

Come chiara e pubblica è stata la scelta del male chiara e pubblica deve essere la conversione. Papa Francesco riceve in udienza i fedeli di Cassano allo Jonio e, ricordando quanto detto in Calabria alla fine dell asua visita, ripete chiaramente il suo no alla mafia: «Chi ama Gesù, chi ne ascolta e accoglie la Parola e chi vive in maniera sincera la risposta alla chiamata del Signore non può in nessun modo darsi alle opere del male. Non si può dirsi cristiani e violare la dignità delle persone; quanti appartengono alla comunità cristiana non possono programmare e consumare gesti di violenza contro gli altri e contro l’ambiente».
E poi sottolinea chiaramente: «I gesti esteriori di religiosità non accompagnati da vera e pubblica conversione non bastano per considerarsi in comunione con Cristo e con la sua Chiesa. I gesti esteriori di religiosità non bastano per accreditare come credenti quanti, con la cattiveria e l’arroganza tipica dei malavitosi, fanno dell’illegalità il loro stile di vita».
Papa Francesco si rivolge direttamente ai mafiosi, «a quanti hanno scelto la via del male e sono affiliati a organizzazioni malavitose» per rinnovare «il pressante invito alla conversione. Aprite il vostro cuore al Signore! Il Signore vi aspetta e la Chiesa vi accoglie se, come pubblica è stata la vostra scelta di servire il male, chiara e pubblica sarà anche la vostra volontà di servire il bene».
Nel corso dell'udienza il Papa ricordato la bellezza della Calabria e l'impegno perché essa non sia «sfregiata in maniera irreparabile da interessi meschini. Tra le “bellezze” della vostra terra vi è la Comunità Emmanuel, esempio di accoglienza e di condivisione con i più deboli. Giovani devastati dalla droga hanno trovato in voi e nelle vostre strutture il “buon samaritano” che ha saputo chinarsi sulle loro ferite e ha saputo ungerle con il balsamo della vicinanza e dell’affetto». Si tratta di gesti concreti di speranza necessari per ridare prospettive di futuro a giovani e adulti. «Esorto le vostre comunità cristiane», ha concluso il Papa a essere protagoniste di solidarietà, a non fermarsi di fronte a chi, per mero interesse personale, semina egoismo, violenza e ingiustizia. Opponetevi alla cultura della morte e siate testimoni del Vangelo della vita!».

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Udienza alla diocesi di Cassano
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