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martedì 24 maggio 2022
 
 

«Facciamo nostro il grido dei poveri, no ai robot senz'anima»

20/01/2016  Jorge Mario Bergoglio invia un messaggio agli imprenditori e agli economisti che discutono di Quarta rivoluzione industriale in Svizzera e mette in guardia sugli effetti della robotica: distrugge il lavoro umano.

Foto Reuters.
Foto Reuters.

Bisogna dare vita a “a nuovi modelli imprenditoriali che, nel promuovere lo sviluppo di tecnologie avanzate, siano anche in grado di utilizzarle per creare un lavoro dignitoso per tutti, sostenere e consolidare i diritti sociali e proteggere l’ambiente”. Lo scrive il papa in un messaggio al Forum economico mondiale, che si è aperto oggi a Davos sul tema “Padroneggiare la quarta rivoluzione industriale, nel quale richiama i leader mondiali per “assicurare che l’imminente “quarta rivoluzione industriale”, gli effetti della robotica e delle innovazioni scientifiche e tecnologiche non conducano alla distruzione della persona umana — ad essere rimpiazzata da una macchina senz’anima — o alla trasformazione del nostro pianeta in un giardino vuoto per il diletto di pochi scelti”. Al contrario, “il momento presente offre una preziosa opportunità per dirigere e governare i processi in corso e per edificare società inclusive, basate sul rispetto della dignità umana, sulla tolleranza, sulla compassione e sulla misericordia”.

Ribadisce che deve essere “l’uomo deve guidare lo sviluppo tecnologico, senza lasciarsi dominare da esso”, e rinnova il suo appello a non dimenticare i poveri: “Questa è la sfida primaria  che, come dirigenti nel mondo degli affari, avete dinanzi”. Con parole severe papa Francesco esorta a non permettere mai “che la cultura del benessere ci anestetizzi”, anche perché “piangere davanti al dramma degli altri non significa solo partecipare alle loro sofferenze, ma anche, e soprattutto, rendersi conto che le nostre stesse azioni sono causa di ingiustizia e disuguaglianza”. Bergoglio ripete insomma quanto aveva scritto nella Bolla di indizione dell’Anno santo della Misericordia e cioè “aprire gli occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignità” e, ascoltando “il loro grido di aiuto”. Quindi aggiunge che non bisogna avere “paura di aprire le menti e i cuori ai poveri”, perché solo così si dà “completa libertà di azione ai talenti economici e tecnici” ed è possibile scoprire “la felicità di una vita piena, che il consumismo di per sé non può procurare”. Bergoglio conclude il messaggio invitando “a riprendere nuovamente la conversazione su come costruire il futuro del pianeta, la nostra casa comune”  e chiede di fare “di fare uno sforzo congiunto al fine di perseguire uno sviluppo sostenibile ed integrale”.

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