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sabato 25 giugno 2022
 
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«Dio non ha secondi fini, la gioia che ci offre non è mai annacquata»

16/01/2022  Francesco all’Angelus: «Il “segno” delle nozze di Cana dimostra come agisce Dio, con vicinanza e discrezione. Lui vuole per noi il meglio, ci vuole felici. Non si pone limiti e non ci chiede interessi»

Ricorda che 18 al 25 gennaio si svolgerà la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani e invita a pregare per quest’importante appuntamento ecumenico e poi esprime «vicinanza alle persone colpite da forti piogge e inondazioni in diverse regioni del Brasile nelle ultime settimane. Prego in particolare per le vittime, i loro familiari e per coloro che hanno perso la casa. Che Dio sostenga l'impegno di quanti stanno portando soccorso».

Papa Francesco all’Angelus commenta il brano evangelico delle nozze di Cana, in cui Gesù trasforma l’acqua in vino per la gioia degli sposi. «Questo fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui», dice l’evangelista Giovanni. Il Papa fa notare che l'evangelista «non parla di miracolo, cioè di un fatto potente e straordinario che genera meraviglia». Si parla di segno, che suscita la fede dei discepoli. Da qui l'invito del Pontefice ad approfodire le caratteristiche del “segno” secondo il Vangelo: «È un indizio che rivela l’amore di Dio, che non richiama cioè l’attenzione sulla potenza del gesto, ma sull’amore che lo ha provocato. Ci insegna qualcosa dell’amore di Dio, che è sempre vicino, tenero e compassionevole. Il primo segno avviene mentre due sposi sono in difficoltà nel giorno più importante della loro vita. Nel bel mezzo della festa manca un elemento essenziale, il vino, e la gioia rischia di spegnersi tra le critiche e l’insoddisfazione degli invitati».

Il Pontefice sottolinea che è la Madonna la prima ad accorgersi della mancanza del vino, e ciò che contraddistingue il modo in cui lo segnala a Gesù è la sua discrezione, che rispecchia lo stile di Dio: «E Lui», commenta, «interviene senza clamore, senza quasi darlo a vedere. Tutto si svolge nel riserbo, “dietro le quinte”: Gesù dice ai servi di riempire le anfore d’acqua, che diventa vino. Così agisce Dio, con vicinanza e discrezione. I discepoli di Gesù colgono questo: vedono che grazie a Lui la festa di nozze è diventata ancora più bella. E vedono anche il modo di agire di Gesù, questo suo servire nel nascondimento, tanto che i complimenti per il vino buono vanno poi allo sposo. Così comincia a svilupparsi in loro il germe della fede, cioè credono che in Gesù è presente Dio, l’amore di Dio».

Ciò che accade alle nozze di Cana «non è una guarigione straordinaria o un prodigio nel tempio di Gerusalemme - precisa il Papa - ma un gesto che viene incontro a un bisogno semplice e concreto di gente comune». Francesco lo descrive come un «gesto domestico», un miracolo “in punta di piedi”, discreto, silenzioso: «Così ama agire Dio. E se noi, come Maria a Cana, lo interpelliamo, Egli è pronto ad aiutarci, a risollevarci. E allora, se siamo attenti a questi “segni”, veniamo conquistati dal suo amore e diventiamo suoi discepoli».

Francesco si sofferma, inoltre, su un altro tratto distintivo del segno di Cana. Mentre, infatti, in genere il vino che si dava alla fine della festa era quello "meno buono, quello annacquato", Gesù fa in modo "che la festa si concluda con il vino migliore": «Simbolicamente questo ci dice che Dio vuole per noi il meglio, ci vuole felici. Non si pone limiti e non ci chiede interessi. Nel segno di Gesù non c’è spazio per secondi fini, per pretese verso gli sposi. No, la gioia che Gesù lascia nel cuore è piena e disinteressata. Non è mai annacquata!».

Il Papa conclude proponendo un esercizio, che, dice, «ci può fare molto bene», ossia ricordare «quel momento difficile in cui Dio mi ha fatto sperimentare il suo amore…». E poi c'è l'invito a porsi delle domande: «Con quali segni, discreti e premurosi, mi ha fatto sentire la sua tenerezza? Quando io ho sentito più vicino il Signore, quando ho sentito la sua tenerezza, compassione? Facciamo memoria. Come ho scoperto la sua vicinanza e mi è rimasta nel cuore una grande gioia? Facciamo rivivere i momenti in cui abbiamo sperimentato la sua presenza e l’intercessione di Maria. Lei, la Madre, che come a Cana è sempre attenta, ci aiuti a fare tesoro dei segni di Dio nella nostra vita».

Dopo la preghiera mariana il Papa ricordato che dal 18 al 25 gennaio si svolgerà la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani: «"Siamo in cammino, pellegrini, verso la piena unità», ha detto, invitando in questo tempo ad offrire le nostre fatiche e sofferenze per l’unità dei cristiani.

 
 
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