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«Accogliamo i migranti con le braccia ben aperte. Ce lo chiede Cristo»

27/09/2017  Francesco all’udienza appoggia la campagna lanciata da Caritas internazionale #ShareJourney e spiega: «Cristo stesso ci chiede di accogliere i nostri fratelli e sorelle migranti e rifugiati con le braccia ben aperte»

Lo ribadisce anche con un tweet appena finita l’udienza generale. La campagna internazionale lanciata da Caritas internazionale piace a papa Francesco che scrive sul suo account in nove lingue: “Condividiamo senza paura il cammino dei migranti e dei rifugiati. #ShareJourney”. È l’hashtag che contraddistingue in rete la campagna della Caritas “Share the journey”, cioè “Condividiamo il cammino”. Bergoglio ha dedicato l’udienza generale al lancio dell’iniziativa spiegando che è “Cristo stesso” che “ ci chiede di accogliere i nostri fratelli e sorelle migranti e rifugiati con le braccia ben aperte”.

Il Papa ha fatto il gesto delle braccia aperte, diventando così il primo testimonial della campagna. Dopo di lui in rete sono state pubblicate in rete le fotografie di molti vescovi con le braccia aperte che aderiscono all’iniziativa. Tra i primi, il neoarcivescovo di Milano Mario Delpini. Bergoglio ha spiegato il senso dell’iniziativa a sostegno delle famiglie costrette a migrare, sottolineando che “il viaggio si fa in due: quelli che vengono nella nostra terra, e noi che andiamo verso il loro cuore per capirli, capire la loro cultura, la loro lingua”. Poi il Papa è tornato a ricordare l’opportunità per l’Italia di una nuova legge sull’immigrazione “più attinente al contesto attuale”.

Il riferimento riguarda la proposta di una legge di iniziativa popolare intitolata “Ero straniero” che mira a sostituire l’attuale “Bossi-Fini”, appoggiata dalla Caritas italiana e da molte altre organizzazioni laiche e cattoliche, tra cui il Centro Astalli dei Gesuiti. Il Papa aveva già fatto un appello per sostenere la legge di iniziativa popolare già a giugno. Il responsabile delle migrazioni della Caritas italiana Oliviero Forti, che insieme ai vertici di Caritas internationalis ha partecipato all’udienza generale auspica che una nuova legge possa vedere la luce “nella prossima legislativa”. A proposito della campagna “Condividiamo il viaggio” Forti ne sottolinea il carattere fortemente pedagogico: “Non nasce casualmente, è una campagna contro la paura, vogliamo parlare a chi ha paura degli immigrati”.

Il viaggio senza la speranza non si può fare

Il Papa nel corso dell’udienza, proseguendo il ciclo di catechesi dedicate alla speranza cristiana, ha osservato che essa “è la spinta nel cuore di chi parte lasciando la casa, la terra, a volte familiari e parenti, penso ai migranti, per cercare una vita migliore, più degna per sé e per i propri cari. Ed è anche la spinta nel cuore di chi accoglie: il desiderio di incontrarsi, di conoscersi, di dialogare… La speranza è la spinta a ‘condividere il viaggio’ perché il viaggio si fa in due: quelli che vengono nella nostra terra e noi che andiamo verso il loro cuore per capirli, capire la loro cultura, la loro lingua”. E “un viaggio in due e senza la speranza non si può fare”. Poi ha esclamato: “Fratelli, non abbiamo paura di condividere il viaggio! Non abbiamo paura di condividere la speranza!”.

Il presidente di Caritas Internationalis, il cardinale filippino Luis Tagle, presentando la campagna nella Sala stampa della Santa Sede ha insistito sul fatto che“ogni migrante può dare un contributo alla comunità che lo accoglie”. Interpellato su cosa direbbe ai leader di paesi come gli Stati Uniti, o la Germania, dove correnti xenofobe invitano alla correzione delle politiche migratorie il cardinale non è voluto nel merito di valutazioni politiche, ma ha confermato che ognuno “arricchisce la comunità che lo accoglie”: “Guardate me, mio nonno era un cinese senza un soldo, poverissimo, che mai avrebbe pensato che suo nipote sarebbe diventato un cardinale”.

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I selfie del Papa con i migranti: «Accogliamoli a braccia aperte»
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