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giovedì 06 ottobre 2022
 
Il Papa
 

«Maria è madre, non dea. L'unico redentore è Cristo»

24/03/2021  Francesco all’udienza generale: «Le cose belle che la Chiesa e i Santi dicono di Maria nulla tolgono all’unicità redentrice di Cristo. Sono espressioni d’amore come un figlio alla mamma, alcune volte esagerate. Maria è stata ed è presente nei giorni di pandemia, vicino alle persone che soffrono e muoiono da sole». L’appello per le vittime degli attacchi terroristici in Niger e delle inondazioni in Australia

Ricorda i «recenti attacchi terroristici in Niger, che hanno provocato la morte di 137 persone» e invita a pregare «per le vittime, per le loro famiglie e per l’intera popolazione, affinché la violenza subita non faccia smarrire la fiducia nel cammino della democrazia, della giustizia e della pace». Poi dedica alla “preghiera in comunione con la Vergine Maria”, alla vigilia della solennità dell’Annunciazione, l’udienza generale in diretta streaming dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico.

Papa Francesco ricorda anzitutto che «Cristo è il Mediatore, il ponte che attraversiamo per rivolgerci al Padre. È l’unico Redentore: non ci sono co-redentori con Cristo. È il Mediatore per eccellenza, è il Mediatore. Ogni preghiera che eleviamo a Dio», sottolinea, «è per Cristo, con Cristo e in Cristo e si realizza grazie alla sua intercessione. Lo Spirito Santo estende la mediazione di Cristo ad ogni tempo e ogni luogo: non c’è altro nome nel quale possiamo essere salvati. Gesù Cristo: l’unico Mediatore tra Dio e gli uomini. Dall’unica mediazione di Cristo prendono senso e valore gli altri riferimenti che il cristiano trova per la sua preghiera e la sua devozione, primo tra tutti quello alla Vergine Maria, la Madre di Gesù».

E avverte: «Stiamo attenti, le cose belle che la Chiesa e i Santi dicono di Maria nulla tolgono all’unicità redentrice di Cristo. Lui è l’unico Redentore». Maria, nota ancora il Pontefice, «è sempre presente al capezzale dei suoi figli che partono da questo mondo. Se qualcuno si ritrova solo e abbandonato, ella è Madre, è lì vicino, come era accanto al suo Figlio quando tutti l’avevano abbandonato. Maria è stata ed è presente nei giorni di pandemia, vicino alle persone che purtroppo hanno concluso il loro cammino terreno in una condizione di isolamento, senza il conforto della vicinanza dei loro cari. Maria è sempre lì, accanto a noi, con la sua tenerezza materna».

Le preghiere rivolte a lei, aggiunge Francesco, «non sono vane. Donna del “sì”, che ha accolto con prontezza l’invito dell’Angelo, risponde pure alle nostre suppliche, ascolta le nostre voci, anche quelle che rimangono chiuse nel cuore, che non hanno la forza di uscire ma che Dio conosce meglio di noi stessi. Le ascolta come Madre. Come e più di ogni buona madre, Maria ci difende nei pericoli, si preoccupa per noi, anche quando noi siamo presi dalle nostre cose e perdiamo il senso del cammino, e mettiamo in pericolo non solo la nostra salute ma la nostra salvezza. Maria è lì, a pregare per noi, a pregare per chi non prega. A pregare con noi. Perché? Perché lei è la nostra Madre».

Qual è il ruolo della Madonna nella fede cristiana? Il Papa risponde rievocando l’icona di Maria Odigitria, colei che “indica la via” delle Chiese d’Oriente: «Mi viene in mente», dice, «quel bel dipinto antico dell’Odigitria nella cattedrale di Bari, semplice: la Madonna che mostra Gesù, nudo. Poi gli hanno messo la camicia per coprire quella nudità, ma la verità è che Gesù ritratto nudo, ad indicare che lui, uomo nato da Maria, è il Mediatore. E lei segnala il Mediatore: lei è la Odigitria. Nell’iconografia cristiana la sua presenza è ovunque, a volte anche in grande risalto, ma sempre in relazione al Figlio e in funzione di Lui. Le sue mani, i suoi occhi, il suo atteggiamento sono un “catechismo” vivente e sempre segnalano il cardine, il centro: Gesù. Maria è totalmente rivolta a Lui. A tal punto, che possiamo dire che è più discepola che Madre», rimarca il Pontefice, «quella segnalazione, alle nozze di Cana: Maria dice “Fate quello che Lui vi dirà”. Sempre segnala Cristo; ne è la prima discepola. Questo», scandisce, «è il ruolo che Maria ha occupato per tutta la sua vita terrena e che conserva per sempre: essere l’umile ancella del Signore, niente di più. A un certo punto, nei Vangeli, ella sembra quasi scomparire; ma ritorna nei momenti cruciali, come a Cana, quando il Figlio, grazie al suo intervento premuroso, fece il primo “segno”, e poi sul Golgota, ai piedi della croce».

Gesù, ricorda ancora il Papa, in quell’occasione «ha esteso la maternità di Maria a tutta la Chiesa quando le ha affidato il discepolo amato, poco prima di morire in croce. Da quel momento, noi siamo collocati tutti sotto il suo manto, come si vede in certi affreschi o quadri medievali. Anche la prima antifona latina – Sub tuum praesidium confugimus, sancta Dei Genitrix: la Madonna che, come Madre alla quale Gesù ci ha affidati, avvolge tutti noi; ma come Madre, non come dea, non come corredentrice: come Madre. È vero che la pietà cristiana sempre le dà dei titoli belli, come un figlio alla mamma: quante cose belle dice un figlio alla mamma alla quale vuole bene! Ma stiamo attenti», avverte «le cose belle che la Chiesa e i Santi dicono di Maria nulla tolgono all’unicità redentrice di Cristo. Lui è l’unico Redentore. Sono espressioni d’amore come un figlio alla mamma – alcune volte esagerate. Ma l’amore, noi sappiamo, sempre ci fa fare cose esagerate, ma con amore».

Dopo i saluti ai fedeli nelle varie lingue, il Papa ricorda che «oggi in Polonia ricorre la Giornata Nazionale della Vita, stabilita dal Parlamento nel 2004. Domani, nella solennità dell’Annunciazione, la Chiesa in Polonia celebrerà la Giornata della santità della Vita. Per intercessione di Maria, Madre di Dio», è l’invito, «pregate affinché in tutto il mondo ci sia una rinnovata sensibilità nelle coscienze, nelle famiglie, nella Chiesa e nella società riguardo al valore della vita umana in ogni tappa e in ogni condizione».

Infine, rivolge il suo pensiero alle vittime delle «grandi inondazioni che hanno causato gravi danni nello Stato del Nuovo Galles del Sud, in Australia. Sono vicino alle persone e alle famiglie colpite ancora da questa calamità, specialmente a quanti hanno visto distrutte le loro case, e incoraggio coloro che si stanno prodigando per cercare i dispersi e portare soccorso». E ricorda che oggi ricorre la Giornata Mondiale per la lotta contro la Tubercolosi: «Possa questa ricorrenza favorire un rinnovato impulso nella cura di tale malattia e una accresciuta solidarietà nei confronti di quanti ne soffrono. Su di loro e sulle loro famiglie invoco il conforto del Signore».

Prima dei saluti e della benedizione finale, il Papa pensa «agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Domani», aggiunge, «si celebra la solennità dell’Annunciazione del Signore, nella quale ricorderemo la Vergine che accoglie con il suo Sì il disegno salvifico dell’Altissimo. Siate anche voi sempre così disponibili e docili alla volontà di Dio! Amate e pregate Maria Santissima, affinché illumini e conforti la vostra vita».

 
 
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