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martedì 25 gennaio 2022
 
 

Papa alla Cei: Chiesa non burocratica

28/04/2013  Nel colloquio con il cardinale Angelo Bagnasco, papa Francesco invita la Chiesa italiana a essere sobria e agile. Evitando sprechi e dispendi di risorse.

«Sua Santità ha condiviso la necessità di avere strutture agili evitando sprechi e dispendi di risorse; mi ha raccomandato esplicitamente di non moltiplicare organismi, che alla fine appesantiscono inutilmente». Il cardinale Angelo Bagnasco, dopo il colloquio di circa un’ora con papa Francesco, al quale ha «portato l’affetto delle nostre Chiese», spiega che, con il vescovo di Roma, si è parlato a lungo del metodo di lavoro della Cei e della programmazione in corso sull’educazione. «Papa Francesco ha colto la puntualità di aver messo a fuoco l’educazione, nell’impegno di ricondurla innanzitutto al suo principio originante, ossia l’annuncio di Gesù Cristo. Ci siamo soffermati a lungo sulla mutazione antropologica in atto: mi ha confermato come essa riguardi non tanto o solo il contesto europeo, ma anche l’America Latina e, più in generale, il mondo intero. A fronte di questa situazione abbiamo condiviso la via dell’educazione alla fede per riscoprire una precisa idea di uomo e di umanità, a partire dal mistero della persona di Cristo».

Tra gli altri argomenti del colloquio anche la prossima assemblea generale della Cei, in programma dal 20 al 24 maggio. Il Papa ha confermato la sua presenza invitando il cardinale Bagnasco, nella sua prolusione «a insistere sul fatto che la Chiesa è un organismo vivo, vivente, e non un’organizzazione burocratica, a cui a volte qualcuno vorrebbe ridurla».

Il presidente della Cei, già confermato a marzo dello scorso anno alla guida della Conferenza episcopale per un altro mandato, resterà in carica per i prossimi quattro anni.

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