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venerdì 15 novembre 2019
 
Assemblea Cei
 

Il Papa alla Chiesa italiana: "Basta ritardi"

20/05/2019  Sinodalità, nullità matrimoniale, rapporti tra il vescovo e il presbiterio. Bergoglio apre la 73esima Assemblea della Cei e chiede di rimuovere gli ostacoli che rallentano l'applicazione delle riforme. E spunta l'ipotesi di un Sinodo della Chiesa italiana.

Un discorso in tre punti, quello di papa Francesco all’apertura della 73esima Assemblea della Cei. Questioni, dice lo stesso Bergoglio «di cui abbiamo già parlato» e sulle quali il Papa vuole sapere a che punto è il cammino della Chiesa italiana. La prima questione è quella della sinodalità e della collegialità. Sinodalità, come il Papa aveva già detto nel 2015 commemorando i 50 anni di istituzione del Sinodo, «che è il cammino che Dio aspetta dalla Chiesa del terzo millennio». Il Papa parla di un probabile Sinodo della Chiesa italiana, che coinvolga anche i laici e tutta la base della Chiesa, «non si può fare un grande Sinodo senza cominciare dal basso».

Il secondo punto è quello del processo matrimoniale nelle sue tre forme: ordinario, breviore e documentale. Le nuove disposizioni di papa Francesco, di cui aveva già parlato alla 71esima assemblea generale con l’abolizione della doppia conforme e cioè la nullità di matrimonio con una sola sentenza affermativa nel processo ordinario (lasciando comunque la possibilità dell’appello della parte contraria); e l’introduzione di un tipo assolutamente nuovo di processo quello detto breviore, da pronunciarsi personalmente dal vescovo che guida la Diocesi, «in gran parte delle diocesi» non sono applicate, sottolinea «con rammarico» il Papa che chiede di non impedire o rallentare oltre l’applicazione della riforma. Il Papa sottolinea che né la paura di perdere potere né quella di perdere soldi può ritardare ancora l’applicazione delle nuove norme, che invece vogliono favorire la vicinanza dei pastori alle persone colpite da «un amore ferito» ed evitare che le cause di nullità siano eccessivamente onerose.

Infine la terza questione: la vicinanza del presbiterio al proprio vescovo e viceversa. Vicinanza per i sacerdoti «che hanno bisogno di trovare la porta del loro vescovo sempre aperta, i sacerdoti hanno bisogno di trovare il vescovo padre, il vescovo fratello», dice il Papa. Che ricorda anche come alcuni possono sentirsi ridicolizzati o messi sotto attacco dalla stampa per comportamenti di «alcuni loro colleghi» e di come, proprio in questi momenti abbiano bisogno di sentire il vescovo vicino.

Dopo la breve introduzione i lavori sono continuati a porte chiuse con le domande dei vescovi direttamente a Francesco, secondo un dialogo franco che il Papa ha incoraggiato fin dalla prima Assemblea cui ha partecipato.

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