logo san paolo
venerdì 03 dicembre 2021
 
il papa
 

«Cari poliziotti, siate misericordiosi con le persone disagiate che incontrate»

20/11/2017  Francesco riceve i dirigenti e il personale della Polizia stradale e ferroviaria e li invita ad avere uno «stile di misericordia con persone bisognose o disagiate». E ricorda: «Molti incidenti causati dall’irresponsabilità dei guidatori che parlano al cellulare mentre guidano»

Richiama il prezioso servizio che svolgono «spesso non adeguatamente stimato», li esorta a «usare misericordia» nelle «innumerevoli situazioni di debolezza e di dolore» affrontate quotidianamente non solo nel caso di incidenti di varia natura, causati non di rado dalla distrazione di chi guida col cellulare o di una fretta che trasforma le strade «in piste di Formula uno», «ma anche nell’incontro con persone bisognose o disagiate».

All’indomani della Giornata mondiale delle vittime della strada papa Francesco ha ricevuto in Vaticano i dirigenti e il personale di Polizia stradale e Polizia ferroviaria. «Sulle strade, l’opera di accertamento delle violazioni, di regolazione del traffico, di prevenzione, soccorso e rilevazione degli incidenti, deve fare i conti con una realtà – quella delle strade – sempre più complessa e tumultuosa», ha detto il Papa. «Accanto alle carenze del sistema stradale, bisognoso di ingenti investimenti di ammodernamento e di messa in sicurezza, si deve fare i conti con lo scarso senso di responsabilità da parte di molti conducenti, che sembrano spesso non avvedersi delle conseguenze anche gravi della loro disattenzione (per esempio con l’uso improprio dei cellulari) o della loro sregolatezza».

L’incontro è stato aperto dal capo della Polizia Franco Gabrielli, che ha ricordato come l’udienza papale arrivi nell’anno nel quale la Polizia stradale celebra i propri 70 anni di vita e la Polizia ferroviaria 110. Gabrielli ha evidenziato che nel loro lavoro quotidiano i poliziotti preposti al controllo delle strade e delle ferrovie incontrano situazioni di dolore come persone che si levano la vita buttandosi sotto un treno, migranti, persone che versano in condizioni di disagio e finiscono col gravitare attorno alle stazioni, oltre a menzionare il «triste primato di morti giovanili per incidenti stradali» e il dato degli agenti morti in servizio: 373 uomini e donne della Polizia stradale e 19 della Polizia ferroviaria negli ultimi 50 anni.

L'uso della forza non degeneri mai in violenza

Francesco si è rivolto ai poliziotti raccomandando loro come «sia nelle azioni di controllo che in quelle repressive, è importante fare affidamento su un uso della forza che non degeneri mai in violenza. A questo fine», ha aggiunto, «servono grande saggezza e autocontrollo, soprattutto quando il poliziotto viene visto con diffidenza o sentito quasi come nemico, invece che come custode del bene comune. Quest’ultimo purtroppo è un male diffuso, che in certe zone raggiunge il picco di una contrapposizione tra il tessuto sociale e lo Stato, insieme a quanti lo rappresentano».

Il Pontefice ha richiamato tutti gli agenti ad avere nel loro lavoro uno «stile di misericordia»: «Misericordia», ha precisato il Papa, «non è sinonimo di debolezza, né richiede la rinuncia all’uso della forza; significa invece essere capaci di non identificare il colpevole con il reato che ha commesso, finendo per creargli danno e generare un senso di rivalsa; significa anche compiere lo sforzo di comprendere le esigenze e le ragioni delle persone che incontrate nel vostro lavoro. Esso chiede a voi di usare misericordia anche nelle innumerevoli situazioni di debolezza e di dolore che affrontate quotidianamente, non solo nel caso di sinistri di varia natura, ma anche nell’incontro con persone bisognose o disagiate».

Infine, ha concluso con una riflessione su san Michele Arcangelo, patrono della Polizia, descritto nel libro dell’Apocalisse mentre lotta contro Satana: «Questa immagine biblica», ha spiegato Bergoglio, «ci fa riflettere sulla lotta sempre in atto tra il bene e il male, dalla quale mai ci possiamo chiamare fuori. Nella prospettiva biblica, questo scontro ha come primi protagonisti Dio e Satana, l’uno che rappresenta la pienezza del bene e di ciò che è favorevole all’uomo, l’altro che incarna il male e quanto si oppone alla riuscita dell’esistenza umana».

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo