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Il Papa all’Azione Cattolica: «State tra la gente e non siate clericali»

27/04/2017  Francesco in Vaticano apre i lavori del Forum internazionale dell’associazione fondata in Italia e presente in 52 Paesi e traccia la linea: «Aprite le porte, ma non fate esami di perfezione cristiana alla gente, perché altrimenti promuoverete un fariseismo ipocrita. Evitate di clericalizzare i laici e non siate più restrittivi della stessa Chiesa, né più papisti del Papa»

“State in mezzo al popolo, aprite le porte, ma non fate esami di perfezione cristiana alla gente, perché altrimenti promuoverete un fariseismo ipocrita”. Papa Francesco parla per quasi un’ora e mezzo ai delegati internazionali dell’Azione Cattolica che rappresentano l’associazione in 52 Paesi. Doveva essere un discorso di venti minuti, ma Bergoglio si prende tutto il tempo necessario perché alla più grande e antica organizzazione dei laicato cattolico mondiale, che quest’anno compie 150 anni, ci tiene molto.

Detta in spagnolo una road map dalla quale sarà impossibile deviare e sulla quale bisognerà state attenti ad inciampare. Francesco ha indicato i rischi con chiara limpidezza e trasparenza. E altrettanto ha fatto per il perimetro dell’impegno che nulla deve trascurare e nessuno deve lasciare fuori. Non ha nascosto che ciò “vi causerà problemi, perché vorranno far parte dell’istituzione persone che apparentemente non sono in condizioni di farlo: famiglie in cui i genitori non si sono sposati in Chiesa, fenomeno oggi diffuso, uomini e donne con un passato o un presente difficile ma che lottano, giovani disorientati e feriti. È una sfida alla maternità ecclesiale dell’Azione Cattolica; ricevere tutti e accompagnarli nel cammino della vita con le croci che portano sulle spalle”. Insomma l’Azione Cattolica può offrire “lo spazio di accoglienza e di esperienza cristiana a quanti, per motivi personali, si sentono cristiani di second’ordine”. Ma per farlo bisogna evitare alcune trappole. La prima è quella del “clericalismo”: “Non siate più restrittivi della stessa Chiesa, né più papisti del Papa”.

Ai dirigenti ha chiesto di “non clericalizzare i laici” e di non aspirare di far parte “del sinedrio delle parrocchie che circonda il parroco”, ma di lavorare “con passione per il Regno”, perché uno di Ac è prima di tutto un “missionario”, che sta “tra la gente”. L’altra trappola è la “tentazione dello strutturalismo”, cioè quella “perfezionista dell’eterna preparazione per la missione e delle eterne analisi, che si concludono quando sono già passate di moda o sono superate”.

Il Papa ha denunciato lo spreco di “energie” in piani pastorali che “quando sono terminati” nella loro redazione “sono già passati”. E ha ripetuto la critica alla tentazione di “rimanere fissi”, invece di “ripensare i piani di formazione, le forme di apostolato e perfino la stessa preghiera” in modo tale che siano “essenzialmente e non occasionalmente missionarie”: “Bisogna abbandonare il vecchio criterio del si è sempre fatto così, perché ci sono cose che sono state davvero molto buone e meritorie, che oggi sarebbe fuori contesto se le volessimo ripetere”. Poi va evitato ogni “progetto di proselitismo”.

Un’Azione Cattolica che non si incarna non è cattolica

Bergoglio ha ripetuto le parole di Benedetto XVI, il quale una volta ha detto che “la Chiese cresce non per profetismo, ma per attrazione”: “Mi dà molto fastidio quando vedo agenti pastorali, laici, consacrati, sacerdoti, vescovi che portano avanti il proselitismo. La frase geniale di Benedetto XVI deve marcare il nostro cammino”. Ha indicato l’”incarnazione” nella storia come missione dell’Azione Cattolica, che deve essere presente “nel mondo politico, imprenditoriale, professionale non perché ci si creda perfetti e formati, ma per servire meglio”. Ma deve essere presente anche “nelle carceri, negli ospedali, nelle strade, nelle baraccopoli, nelle fabbriche”. E ha ammonito: “Se così non sarà, sarà un’istituzione di esclusivisti che non dicono nulla nessuno, neppure alla stessa Chiesa”.

Bergoglio ha invitato a non “burocratizzare la grazia”, a non predisporre “dogane”, ad essere “più popolari”, nel senso di stare “in mezzo al popolo”, attraverso “la realtà delle parrocchie”: “Voglio un’ Azione Cattolica tra la gente”. E ha criticato con parole severe “quei gruppuscoli” che “vivono per sé, magari con molto studio”, che sono “magari santi, ma non cattolici” e ha ripetuto che “un’Azione Cattolica che non si incarna non è cattolica, è azione, molto buona magari, ma non è cattolica”.

Al Pontefice prima del suo lungo discorso è stata regalata una Bibbia in inglese che l’Azione Cattolica di Lampedusa ha trovato sul fondo di un barcone, un testo provato dal viaggio per mare con le pagine impastate di sale, ma con una pagina piegata con cura sul salmo 55, che dice: “Porgi l’orecchio Dio alla mia preghiera…Dammi ascolto…mi agito ansioso e sono sconvolto dalle grida del nemico, dall’oppressione del malvagio”. Il Papa l’ha presa e l’ha baciata.

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