Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
martedì 23 aprile 2024
 
dossier
 

Il Papa apre il Sinodo: "Accogliere tutti e non puntare il dito"

04/10/2015  Bergoglio ripropone l'immagine della Chiesa come ospedale da campo. Verità, carità e misericordia. Una Chiesa con le porte chiuse tradisce se stessa. Attenti al legalismo.E all'Angelus chiede di essere società-famiglia e non società-fortezze.

Papa Francesco apre il Sinodo ordinario dei vescovi sulla famiglia, di cui è presidente, citando san Giovanni Paolo II. “L’uomo che sbaglia deve essere compreso e amato”. Ripropone l’immagine della Chiesa “ospedale da campo”, che non punta “il dito per giudicare gli altri, ma fedele alla sua missione di madre, si sente in dovere di cercare e curare le coppie ferite con l’olio dell’accoglienza e della misericordia”. Ribadisce che la Chiesa deve avere le “porte aperte” ed “accogliere chiunque bussa chiedendo aiuto e sostegno”.

Una Chiesa “con le porte chiuse tradisce se stessa e la sua missione e invece di essere un ponte diventa una barriera”. Bergoglio ha spiegato che sono tre gli argomenti del Sinodo: “Il dramma della solitudine, l’amore tra uomo-donna e la famiglia”. La solitudine è “il dramma che ancora oggi affligge tanti uomini e donne”. Il papa cita gli “anziani abbandonati perfino dai loro cari e dai propri figli”, pensa “ai vedovi e alle vedove, ai tanti uomini e donne lasciati dalla propria moglie e dal proprio marito, a tante persone che di fatto si sentono sole, non capite e non ascoltate; ai migranti e ai profughi che scappano da guerre e persecuzioni; e ai tanti giovani vittime della cultura del consumismo, dell’usa e getta e della cultura dello scarto”.

Denuncia “il paradosso di un mondo globalizzato dove vediamo tante abitazioni lussuose e grattacieli, ma sempre meno il calore della casa e della famiglia; tanti progetti ambiziosi, ma poco tempo per vivere ciò che è stato realizzato; tanti mezzi sofisticati di divertimento, ma sempre di più un vuoto profondo nel cuore; tanti piaceri, ma poco amore; tanta libertà, ma poca autonomia”. E aggiunge che aumentano “le persone che si sentono sole, ma anche quelle che si chiudono nell’egoismo, nella malinconia, nella violenza distruttiva e nello schiavismo del piacere e del dio denaro”. In questo contesto, spiega, che l’ “amore duraturo” è “deriso”: “ Sembrerebbe che le società più avanzate siano proprio quelle che hanno la percentuale più bassa di natalità e la percentuale più alta di aborto, di divorzio, di suicidi e di inquinamento ambientale e sociale”. La Chiesa invece propone “l’amore fedele e incoraggia le numerosissime famiglie che vivono il loro matrimonio come uno spazio in cui si manifesta l’amore divino”, difende “la sacralità della vita, di ogni vita” e l’”unità e l’indissolubilità del vincolo coniugale, come segno della grazia di Dio e della capacità dell’uomo di amare seriamente”.

Il matrimonio non va reso ridicolo, perché “per Dio non è utopia adolescenziale”. Poi Francesco sottolinea che la verità “non si muta secondo le mode passeggere o le opinioni dominanti: “La verità che protegge l’uomo e l’umanità dalle tentazioni dell’autoreferenzialità e dal trasformare l’amore fecondo in egoismo sterile, l’unione fedele in legami temporanei”. E qui cita Benedetto XVI che nella enciclica Caritas in veritate scriveva. “Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo. L’amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell’amore in una cultura senza verità”. Dunque verità, ma nella carità, ricordandosi, rimarca Bergoglio, che nel Vangelo Gesù è molto chiaro circa il fatto che “il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per i, sabato” e che Gesù è venuto non per i giusti, ma per i peccatori, e che sono i malati ad aver bisogno del medico”.

L’indicazione del papa è andare oltre ogni legalismo. Al termine della messa durante l’Angelus il papa ha chiesto di nuovo di pregare per i lavori del Sinodo: “Terremo lo sguardo fisso su Gesù per individuare, sulla base del suo insegnamento di verità e misericordia, le strade più opportune per un impegno adeguato della Chiesa con le famiglie e per le famiglie”.

Poi è tornato a parlare del dramma della guerra, evocando l’immagine di tanti bambini affamati, sfruttati e costretti alla guerra, che “bussano con sguardo smarrito alle nostre porte”: “Il Signore ci aiuti a non essere società-fortezze, ma società-famiglia, capaci di accogliere con regole adeguate, ma di accogliere, accogliere sempre con amore”.

Multimedia
Sinodo: in aula anche bimbi e telefonini
Correlati
I vostri commenti
1

Stai visualizzando  dei 1 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo