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giovedì 18 aprile 2024
 
Le parole di Francesco
 

«Chi finge di non vedere i poveri disprezza Dio»

18/05/2016  Il Papa commenta la parabola evangelica del ricco Epulone e denuncia «la contraddizione di un mondo in cui immense ricchezze e risorse sono nelle mani di pochi». Poi sottolinea che il ricco escludendo Lazzaro non ha «tenuto in conto né il Signore, né la sua legge» e avverte: «Ignorare il povero è disprezzare Dio!»

Commenta una delle parabole più note di tutto il Vangelo, quella del ricco Epulone, perché serve bene a capire cosa è la misericordia e le contraddizioni di un mondo dove le ricchezze sono nelle mani di pochi. Papa Francesco all’udienza generale in Piazza San Pietro davanti a circa 28mila fedeli insiste sull’insegnamento del Vangelo riguardo a povertà ricchezza e soprattutto disparità nel possesso e nella gestione dei beni. E quel ricco che mangiava senza ritegno e senza nemmeno concedere le briciole al povero Lazzaro che lo supplicava è l’emblema di tutti gli scarti della globalizzazione di oggi che uccide. Insomma Bergoglio fa suo «il grido silenzioso dei poveri di tutti i tempi», di cui Lazzaro è l’icona perfetta per tutti credenti e non credenti. Denuncia infatti «la contraddizione di un mondo in cui immense ricchezze e risorse sono nelle mani di pochi»: «Il portone di casa del ricco è sempre chiuso al povero, che giace lì fuori, cercando di mangiare qualche avanzo della mensa del ricco», ricorda il Papa, «questi indossa vesti di lusso, mentre Lazzaro è coperto di piaghe; il ricco ogni giorno banchetta lautamente, mentre Lazzaro muore di fame. Solo i cani si prendono cura di lui, e vengono a leccare le sue piaghe». Poi echeggia nelle parole del papa il rimprovero del giudizio finale: «Ho avuto fame, ho avuto sete e non mi avete dato da mangiare…». Qui il commento del papa è severo, perché spiega che il ricco escludendo Lazzaro non ha «tenuto in conto né il Signore, né la sua legge»: «Ignorare il povero è disprezzare Dio!». Ammonisce il papa: «I poveri e i ricchi muoiono, hanno lo stesso destino, come tutti noi, non ci sono eccezioni a questo». Ma la situazione davanti a Dio: «Il povero Lazzaro è portato dagli angeli in cielo presso Abramo, il ricco invece precipita tra i tormenti». E solo allora riconosce Lazzaro: «Quante volte, quante volte, la gente fa finta di non vedere i poveri. Per loro il povero non esiste», sottolinea, a braccio, il pontefice. E prosegue: «Prima gli negava pure gli avanzi della sua tavola, e ora vorrebbe che gli portasse da bere! Crede ancora di poter accampare diritti per la sua precedente condizione sociale».

È la risposta di Abramo che offre, secondo Bergoglio, la chiave di comprensione di tutto il racconto: «I beni e mali sono stati distribuiti in modo da compensare l’ingiustizia terrena, e la porta che separava in vita il ricco dal povero, si è trasformata in un grande abisso» e finché Lazzaro stava sotto casa sua – afferma Papa Francesco – per il ricco c’era la possibilità di salvezza, ma ora che entrambi sono morti, la situazione è diventata irreparabile». Ed ecco l’insegnamento che il Papa propone: «La misericordia di Dio verso di noi è legata alla nostra misericordia verso il prossimo; quando manca questa, anche quella non trova spazio nel nostro cuore chiuso, non può entrare. E questo è terribile!». E quindi nessuno può sostituire i poveri nella chiarezza del messaggio di Dio.

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