Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
giovedì 25 aprile 2024
 
il papa
 

«Con l’Ascensione festeggiamo la conquista del cielo»

21/05/2023  Francesco al Regina Caeli: «Oggi non solo “tocchiamo il cielo con un dito”, come si dice nei momenti di grande felicità, ma con tutta la nostra carne. Il cielo non è più distante, è casa nostra, è il posto che Gesù è andato a prepararci». Poi ricorda tutti i giornalisti nella Giornata mondiale delle comunicazioni sociali: «Li ringrazio per il loro lavoro e auspico che sia sempre al servizio della verità e del bene comune»

Il pensiero del Papa è per le emergenze di queste settimane che stanno provocando vittime e sfollati come il maltempo: «Rinnovo di cuore la mia vicinanza alla popolazione dell'Emilia Romagna, colpita in questi giorni dalle inondazioni». Ricorda la guerra in Ucraina dove invierà per una delicata missione diplomatica e di pace il cardinale Matteo Zuppi: «Per favore, non abituiamoci ai conflitti e alle violenze. Non abituiamoci alla guerra, per favore. E continuiamo a stare vicini al martoriato popolo ucraino». Tiene i riflettori accesi sul Sudan: «È triste, ma a un mese dallo scoppio delle violenze in quel Paese la situazione continua ad essere grave», afferma, «nell'incoraggiare gli accordi parziali finora raggiunti, rinnovo un accorato appello affinché vengano deposte le armi. E chiedo alla comunità internazionale di non risparmiare alcuno sforzo per far prevalere il dialogo e alleviare la sofferenza della popolazione».

È la domenica dell’Ascensione del Signore e anche la Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali e per l’occasione, richiamando il tema da lui scelto, “Parlare con il cuore”, Francesco ringrazia i giornalisti: «È il cuore che ci muove a una comunicazione aperta, accogliente», sottolinea, «saluto i giornalisti, gli operatori della comunicazione qui presenti. Li ringrazio per il loro lavoro e auspico che sia sempre al servizio della verità e del bene comune. Un applauso a tutti i giornalisti!»

Nella riflessione prima della preghiera mariana del Regina Caeli, che nel periodo di Pasqua sostituisce l’Angelus, Francesco si sofferma sulla solennità dell’Ascensione che è preludio alla grande festa di Pentecoste di domenica prossima: «L’Ascensione è una festa che ben conosciamo, ma che può far sorgere alcune domande, almeno due», afferma Bergoglio, «la prima: perché festeggiare la partenza di Gesù dalla terra? Il suo congedo sembrerebbe un momento triste, non qualcosa di cui gioire! E una seconda domanda: che cosa fa adesso Gesù in cielo, perché è importante che sia lì? Perché festeggiamo e che cosa fa Gesù ora: ecco due domande che ci aiutano a capire quanto celebriamo. Perché festeggiamo. Perché con l’Ascensione è accaduta una cosa nuova e bellissima: Gesù ha portato la nostra umanità in cielo, cioè in Dio. Quell’umanità, che aveva preso in terra, non è rimasta qui, è ascesa in Dio e sarà lì per sempre. Dal giorno dell’Ascensione Dio stesso, potremmo dire, è “cambiato”: da allora non è più solo spirito, ma per quanto ci ama reca in sé la nostra stessa carne, la nostra umanità! Il posto che ci spetta è dunque indicato, il nostro destino è lì».

Il Papa cita il Padre della Chiesa San Gregorio di Nissa: “Splendida notizia! Colui che si è fatto per noi uomo, per renderci suoi fratelli, si presenta come uomo davanti al Padre, per portare con sé tutti coloro che gli sono congiunti”.

La festa di oggi, prosegue, è «“la conquista del cielo”; oggi non solo “tocchiamo il cielo con un dito”, come si dice nei momenti di grande felicità, ma con tutta la nostra carne. Il cielo non è più distante, è casa nostra, è il posto che Gesù è andato a prepararci. Lui ci ha aperto la via e noi possiamo seguirlo, e vivere per sempre in paradiso come figli del Padre». La seconda domanda del Papa è che cosa fa Gesù in cielo? «Lui», risponde, «sta per noi davanti al Padre, gli mostra continuamente la nostra umanità, le piaghe che ha sofferto per noi; “lavora”, per così dire, come nostro avvocato presso il Padre. Perciò non ci ha lasciati soli. Infatti, prima di ascendere ci ha detto, come riporta il Vangelo di oggi: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. È sempre con noi, è “sempre vivo per intercedere” a nostro favore. In una parola, quindi, intercede; è nel “luogo” migliore, davanti al Padre suo e nostro, per intercedere a nostro vantaggio. E dunque aspetta che gli presentiamo le situazioni, i problemi, le persone, ma anche le miserie e i peccati, così da ottenerci perdono e misericordia, e mandare su di noi l’amore suo e del Padre, lo Spirito Santo. L’intercessione è fondamentale. Perciò Gesù nel Vangelo odierno chiede anche a noi di darci da fare, di essere operosi, di “battezzare nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”».

Il Papa sottolinea che «battezzare letteralmente vuol dire “immergere”: oltre al significato sacramentale, possiamo pensare che siamo chiamati a “immergere” in Dio tutto quanto, ciò che viviamo e chi incontriamo. Allora chiediamoci: io intercedo, “immergo” in Dio le persone che conosco, quelle che mi confidano i loro problemi, quelle che attraversano momenti difficili? Mi faccio intercessore per loro presso Gesù, che attende la mia preghiera per donare il suo Spirito a quanti gli presento? Porto al Signore le mie fatiche, ma anche quelle della Chiesa e del mondo?». E conclude: «La Regina del cielo ci aiuti a intercedere con la forza della preghiera».

Al termine del Regina Caeli, il Papa ricorda che oggi inizia la Settimana Laudato Si’: «Ringrazio il dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale e le numerose organizzazioni aderenti. Invito tutti a collaborare per la cura della nostra casa comune. C'è tanto bisogno di mettere insieme competenze e creatività. Ce lo ricordano anche le recenti calamità, come le inondazioni che hanno colpito in questi giorni l'Emilia Romagna, alla cui popolazione rinnovo di cuore la mia vicinanza». «Adesso in piazza saranno distribuiti i libretti sulla Laudato si’che il dicastero ha preparato in collaborazione con l'Istituto ambientale di Stoccolma».

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo