logo san paolo
domenica 16 gennaio 2022
 
 

Il Papa: no alla tratta delle persone

24/05/2013  «È un’attività ignobile, una vergogna per le nostre società che si dicono civilizzate», ha detto Francesco, «sfruttatori e clienti dovrebbero fare un esame di coscienza»

«Un’attività ignobile, una vergogna per le nostre società che si dicono civilizzate». Papa Francesco, ricevendo in udienza i partecipanti all’assemblea plenaria del Pontificio consiglio della pastorale per i Migranti e gli itineranti, ha tuonato contro «la tratta delle persone. Sfruttatori e clienti a tutti i livelli dovrebbero fare un serio esame di coscienza davanti a se stessi e davanti a Dio!». 

E poi, agli astanti, che hanno lavorato in questi giorni sul tema “La sollecitudine pastorale della Chiesa nel contesto delle migrazioni forzate” ha ricordato l’appello della Chiesa «affinché siano sempre tutelate la dignità e la centralità di ogni persona, nel rispetto dei diritti fondamentali, come sottolinea la sua Dottrina Sociale, diritti che chiede siano estesi realmente là dove non sono riconosciuti a milioni di uomini e donne in ogni Continente. In un mondo in cui si parla molto di diritti, quante volte viene di fatto calpestata la dignità umana».

Il Papa si è poi a lungo soffermato sulle responsabilità dei governi e sull’urgenza, per «i legislatori e l’intera Comunità Internazionale a considerare la realtà delle persone forzatamente sradicate con iniziative efficaci e nuovi approcci per tutelare la loro dignità, migliorare la loro qualità di vita e far fronte alle sfide che emergono da forme moderne di persecuzione, di oppressione e di schiavitù».

Gli immigrati, in particolare i richiedenti asilo, «fanno appello alla solidarietà e all’assistenza, sono persone che hanno bisogno di interventi urgenti, ma anche e soprattutto di comprensione e di bontà. La loro condizione non può lasciare indifferenti».

Nel giorno in cui anche Giorgio Napolitano, ricevendo i giocatori di Lazio e Roma ha sottolineato che il razzismo «è il segno di un imbarbarimento della società civile», papa Francesco ha invitato tutti a «cogliere negli occhi e nel cuore dei rifugiati e delle persone forzatamente sradicate anche la luce della speranza. Speranza che si esprime nelle aspettative per il futuro, nella voglia di relazioni d’amicizia, nel desiderio di partecipare alla società che li accoglie, anche mediante l’apprendimento della lingua, l’accesso al lavoro e l`istruzione per i più piccoli. Ammiro il coraggio di chi spera di poter gradualmente riprendere la vita normale, in attesa che la gioia e l’amore tornino a rallegrare la sua esistenza. Tutti possiamo e dobbiamo alimentare questa speranza!».

Che passa anche, ha spiegato il cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio consiglio, per lo ius soli. «Sarebbe una dimostrazione di civiltà, di generosità e di responsabilità se l'Italia, per esempio, valutasse seriamente l’ipotesi di concedere la cittadinanza a quanti sono nati e cresciuti sul suo territorio».  

I vostri commenti
1

Stai visualizzando  dei 1 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo