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martedì 09 agosto 2022
 
 

Il Papa: «Anche Dio è un carcerato»

23/10/2013  Francesco ha ricevuto mercoledì mattina nell'Aula Nervi in Vaticano i cappellani delle carceri italiane: «Anche il Signore», ha detto, «è carcerato dei nostri egoismi, dei nostri sistemi, di tante ingiustizie, perché è facile punire i più deboli, ma i pesci grossi nuotano liberamente nelle acque».

Un discorso a braccio, breve ma intenso dove ha indicato che l’obiettivo di una «giustizia di speranza e di porte aperte non è una utopia».

Prima dell’udienza generale in piazza San Pietro, dove c’erano circa 100 mila fedeli, papa Francesco ha incontrato mercoledì mattina nell’Aula Paolo VI i cappellani delle carceri italiane. «Anche il Signore», ha detto il Papa, «è carcerato dai nostri egoismi e sistemi, dalle tante ingiustizie che sono facili per punire i più deboli mentre i pesci grandi nuotano».

«Recentemente », ha continuato il Papa che ha ricevuto in dono una borsa da viaggio fabbricata per lui dalle detenute del carcere femminile di Rebibbia, «avete parlato di una giustizia di riconciliazione, ma anche una giustizia di speranza, di porte aperte, di orizzonti, questa non è una utopia si può fare, non è facile perché le nostre debolezze ci sono dappertutto, il diavolo è dappertutto, le tentazioni, ma si deve tentare, vi auguro che il Signore sia con voi e la Madonna vi custodisca, la madre di tutti voi e di tutti loro in carcere».

Papa Francesco ha poi chiesto ai cappellani di «dire ai detenuti che prego per loro, prego il Signore e la Madonna che possano superare positivamente questo periodo difficile della loro vita. Che non si scoraggino, non si chiudano, perché il Signore è vicino; non è fuori, non rimane fuori dalla loro cella, ma è dentro».

Nel suo saluto al Papa, don Virgilio Balducchi, a nome di tutti i cappellani ha avanzato tre richieste al Papa: l’istituzione di un «luogo permanente» per i detenuti e problemi delle carceri, all’interno di un dicastero vaticano, «magari», ha suggerito, «”Giustizia e pace”»; una «celebrazione di riconciliazione qui in Vaticano, con lei», da fare l’anno prossimo, incentrata sul tema delle carceri; infine che il Papa sostenga «anche davanti ai politici dell’Italia che anche in Italia c’è bisogno di una giustizia maggiormente riconciliativa, e sarebbe ora che la si applicasse».

 
 
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