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Francesco dialoga con i pentecostali

27/07/2014  Per la prima volta un Papa va in visita privata ad un pastore pentecostale, Giovanni Traettino, amico di Bergoglio fin dai tempi di Buenos Aires. I carismatici sono ormai due terzi dei protestanti, 600 milioni di fedeli, cioè un terzo dei due miliardi di cristiani, cattolici compresi, che ci sono nel mondo. E i vescovi dell'America Latina hanno aperto un dialogo con loro.

Jorge Mario Bergoglio – dopo la visita di sabato pomeriggio – torna lunedì mattina a Caserta per incontrare il pastore Giovanni Traettino, presidente della Chiesa evangelica della riconciliazione, una delle chiese protestanti pentecostaliste, la realtà più nuova, più movimentista, meno dogmatica del protestantesimo mondiale e anche italiano. Conosce il pastore dal 2006, quando Traettino partecipò a Buenos Aires ad un incontro ecumenico tra cattolici ed “evangelical”, cioè la corrente pentecostale del protestantesimo molto diffusa in America latina a cui fanno capo molte Chiese, comprese quelle dei telepredicatori, spesso definite “sette”, che negli ultimi decenni hanno portato via molti fedeli alla Chiesa cattolica.

L’entusiasmo dei pentecostali è una sfida soprattutto in America latina e i vescovi del continente lo hanno capito, aprendo con loro un dialogo. Lo ha fatto Bergoglio da cardinale in Argentina e lo hanno fatto i vescovi brasiliani, dove il fenomeno dei carismatici pentecostali è molto diffuso. Si tratta di Chiese molto criticate, che considerano il fenomeno religioso dal punto di vista soprattutto delle emozioni, a volte ai limiti dell’isteria, accusate di vendere la fede in uno sorta di supermarket del sacro, con una lettura della Bibbia fondamentalista, con il rischio di manipolazioni soprattutto delle masse più povere. In America Latina sono diventate un fenomeno clamoroso, con la quale la Chiesa cattolica non si può più evitare di fare i conti.

Anche Clodovis Boff, uno dei maggiori esponenti della teologia della liberazione, pur critico della arroganza e del rigorismo dei telepredicatori, ha spiegato tuttavia che il bilancio delle cose positive supera quello delle ombre. Le chiese pentecostali consolano i poveri, li aiutano, sono vicini alle classi più diseredate e in ogni caso, annota Boff, “annunciano Cristo”. Dunque bisogna farci i conti. Bergoglio è di questa idea e l’ha sperimentata più volte in Argentina. Si tratta della realtà più vivace dei cristiani protestanti. I carismatici sono ormai due terzi dei protestanti, 600 milioni di fedeli, cioè un terzo dei due miliardi di cristiani, cattolici compresi, che ci sono nel mondo.

Nel mondo protestante i rapporti tra loro e le denominazioni “storiche” degli evangelici non sono facili. I pentecostali le accusano di addormentare la fede, di avere poco entusiasmo evangelico, di essere tristi e di non essere in grado di diffondere la gioia della fede. Anche in Italia avviene la stessa cosa. Sono diventate maggioritarie nel mondo protestante, circa 200 mila fedeli, più di tutti gli altri protestanti messi insieme. E macinano conversioni. E anche da noi il rapporto con il protestantesimo tradizionale non è facile. La Federazione delle Chiese pentecostali ha sospeso recentemente il dialogo con valdesi e metodisti dopo la benedizione di una coppia gay nella chiesa valdese di Milano, esprimendo «netta contrarietà sul piano biblico e teologico al riconoscimento di questo tipo di unione».

Nei giorni scorsi il mondo protestante tradizionale italiano ha criticato l’incontro tra il pastore Traettino e Papa Francesco. In una lettera molto severa pubblicata al termine di un seminario di studio ad Aversa, due passi da Caserta, hanno criticato le “aperture ecumeniche” da parte di “ambienti evangelici e pentecostali internazionali e nazionali nei confronti della Chiesa cattolica romana e del suo attuale Pontefice”, come “incompatibile con l’insegnamento della Scrittura”.

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Le foto dell'incontro: «Tra cristiani unità nella diversità»
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