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mercoledì 04 agosto 2021
 
la storia
 

Il Papa e il giovane poeta Luca Milanese: «L'ascolto è la prima forma di tenerezza»

21/01/2021  Il Papa firma la prefazione del libro "Rime a sorpresa" del giovane autore Luca Milanese: «Se il nostro tempo è povero di poesia non è perché è venuta meno la bellezza, ma perché facciamo fatica a metterci ad ascoltare». La postfazione curata da padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica: «Il gesto del Papa è eversivo: non sceglie il noto e il consolidato, ma l’acerbo che cresce»

Un giovane appassionato di poesia, Luca Milanese, e un lettore speciale: papa Francesco. S’intitola Rime a sorpresa (Tau Editore) la silloge del giovane poeta che porta la prefazione firmata dal Pontefice: «La bellezza, di cui Luca si fa portatore», scrive Bergoglio, «non nasce da un faticoso lavoro su grandi temi o da un’accurata scelta di parole erudite, ma nasce come spontanea capacità di far emergere con parole giuste l’interiorità che lo abita e che gli fa vedere legami anche lì dove apparentemente sembra non essercene; sa cogliere nelle cose apparentemente casuali, una profondità nuova, diversa. La poesia di Luca è appunto diversa, potremmo chiamarla “canzoni senza note”. Il suo è uno sguardo interiore di cui la parola ne rappresenta un po’ la musica, lo strumento che usa per scavare e donare a chi l’ascolta, non tanto un concetto ma un’esperienza. La Bellezza è un’esperienza, e questo giovane ne dà prova in tre direzioni diverse: guardando sé stesso, guardando gli altri e guardando Dio».

Luca, aggiunge il Papa, «ci costringe a ricordare che la prima forma di tenerezza è l’ascolto. Non ci sarebbe poesia se non ci fosse qualcuno disposto ad ascoltarla. Se il nostro tempo è povero di poesia non è perché è venuta meno la bellezza, ma perché facciamo fatica a metterci ad ascoltare. É l’ascolto gratuito di chi sa far spazio dentro di sé a cose diverse, nuove, apparentemente contraddittorie, ma che con il tempo appaiono invece profonde e più vere delle altre. La poesia è un esercizio gratuito di ascolto. La poesia è una tenerezza in doppia direzione: per chi la scrive e per chi l’ascolta. Auguro a Luca di poter diventare attraverso queste pagine uno strumento di bellezza e tenerezza, e incoraggiare i più giovani a tirare fuori i talenti che il Signore ha seminato dentro di essi, e che a volte non trovano il coraggio di manifestare per paura del giudizio o del fallimento».

Padre Spadaro: «La poesia di Luca serve a fare esperienza della vita»

«È grazie alla carta e alla penna che Luca recupera forza e brivido, voglia di vivere. Non allontana dalla realtà, come a volte si crede, anzi per lui la “poesia è un punto fermo che mi tiene sulla realtà delle cose”». Padre Antonio Spadaro, nella sua postfazione al testo del giovane, riporta una frase in cui Luca descrive la poesia come qualcosa che «non darà di certo la soluzione», ma può lasciarci «una sensazione di esserci, una carezza al cuore. Potrebbe perfino dare la percezione che c’è qualcosa di straordinario».

Usare la parola nell'espressione poetica, continua Spadaro, è come usare la camera oscura che consente di sviluppare ciò che forse, senza di essa, non osserveremmo dentro e fuori di noi. «Ecco dunque a cosa serve la poesia di Luca Milanese: a sviluppare le immagini della vita, a interrogarci sul suo significato e, forse, a comprenderlo. Serve dunque, in poche parole, a fare veramente ed efficacemente esperienza della vita. Essa consiste in un modo di decifrare il mondo».

Commentando il fatto che Papa Francesco abbia accettato di scrivere la prefazione al libro di un giovane poeta, il direttore de La Civiltà Cattolica osserva che questo caso, forse inedito, ci dice molto di Francesco , ma anche di Luca: «Il gesto del Papa è eversivo: non sceglie il noto e il consolidato, ma l’acerbo che cresce. Mette la sua firma alle parole di chi non ha un discorso compiuto e riconosciuto come tale. Il suo interesse va per il work in progress. E così ci fa capire che è in questa tensione che troviamo la chiave per l’oggi: nell’osservare ciò che si sviluppa, e non il frutto maturo».

La parola, prosegue padre Spadaro, «è l’elemento concreto in cui trova il proprio corpo tutto ciò che sperimentiamo e pensiamo», riconduce ad un'esperienza e non ad una astrazione. E ciò che Luca Milanese compie con la sua poesia è «creare connessioni e cogliere la profondità dell’esperienza, è ascolto della realtà e di sé. Quella che qui leggiamo, dunque, è poesia di crescita dialettica e di contraddizione. Ma - conclude padre Spadaro - anche di respiro, di pace, di calma, proiettata anche negli elementi naturali: è un appello all’armonia, che questi versi sanno invocare in maniera struggente».

Rime a sorpresa

«Se il nostro tempo è povero di poesia non è perché è venuta meno la bellezza, ma perché facciamo fatica a metterci ad ascoltare...»

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