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sabato 27 novembre 2021
 
L'angelus al gemelli
 

Il Papa: «La sanità accessibile a tutti è un bene prezioso da non perdere»

11/07/2021  Francesco, accolto dal boato dei fedeli, parla e prega dal decimo piano del Policlinico dov’è ricoverato da una settimana: «Ho sentito molto la vostra vicinanza. Grazie di cuore!». Poi pensa ai malati: «Nessuno sia lasciato solo. In questi giorni ho sperimentato quanto sia importante un buon servizio sanitario, accessibile a tutti, come c'è in Italia e in altri Paesi»

Il boato della folla sotto il solleone nel piazzale del Policlinico Gemelli accanto alla statua di San Giovanni Paolo II. La sorpresa del Papa nel vedere un’accoglienza così calorosa e affettuosa. Francesco, anche se la voce a tratti è un po’ flebile e quasi roca, appare in discreta forma dal decimo piano del Policlinico Gemelli dov’è ricoverato da una settimana per l’intervento al colon. Accanto a lui, sul balconcino, ci sono i bambini ricoverati nell’ospedale dell’Università Cattolica che papa Wojtyla definì il “Vaticano terzo” per via dei suoi frequenti ricoveri.

«Sono contento di poter mantenere l’appuntamento domenicale dell’Angelus anche qui dal Policlinico Gemelli», sono le prime parole di Bergoglio, «vi ringrazio tutti, ho sentito il sostegno della vostra vicinanza e delle vostre preghiere. Grazie di cuore». L’ultimo impegno pubblico del Pontefice era stato proprio l’Angelus da piazza San Pietro una settimana fa, poche ore prima del ricovero e di una settimana scandita dai bollettini medici forniti dalla Sala Stampa vaticana ogni giorno.

Papa Francesco definisce «una carezza» la premura dei medici e operatori sanitari che lo hanno assistito e assistono quotidianamente i pazienti. «Il Vangelo di oggi dice che i discepoli di Gesù, inviati da Lui, “ungevano con olio molti infermi e li guarivano”. Questo olio ci fa pensare anche al sacramento dell'Unzione dei malati, che dà conforto allo spirito e al corpo», sottolinea, «ma questo olio è anche l'ascolto, la vicinanza, la premura, la tenerezza di chi si prende cura della persona malata: è come una carezza che fa stare meglio, lenisce il dolore e risolleva. Tutti noi, tutti, abbiamo bisogno prima o poi di questa “unzione” della vicinanza e della tenerezza, e tutti possiamo donarla a qualcun altro, con una visita, una telefonata, una mano tesa a chi ha bisogno di aiuto».

Il Papa torna a sottolineare l'importanza di un «buon» servizio sanitario «accessibile a tutti»: «In questi giorni di ricovero in ospedale, ho sperimentato quanto sia importante un buon servizio sanitario, accessibile a tutti, come c'è in Italia e in altri Paesi», afferma, «un servizio sanitario gratuito che assicuri un buon servizio accessibile a tutti. Non bisogna perdere questo bene prezioso. Bisogna mantenerlo! E per questo occorre impegnarsi tutti, perché serve a tutti e chiede il contributo di tutti». Francesco torna anche a ribadire tutto il suo apprezzamento per i medici e gli operatori sanitari, come aveva più volte fatto in questi mesi di pandemia. «Voglio dire il mio apprezzamento e il mio incoraggiamento ai medici e a tutti gli operatori sanitari e al personale di questo ospedali e degli altri ospedali. Lavorano tanto», sottolinea Francesco.

Tra i fedeli, ad ascoltare l’Angelus ci sono anche il rettore dell'Università Cattolica, Franco Anelli, il direttore generale Marco Elefanti e l'assistenza ecclesiastico, monsignor Claudio Giuliodori. Alcune persone, in attesa dalla mattina, gridano più volte e a gran voce “Viva il Papa”. È stato predisposto anche un maxi-schermo per agevolare i fedeli e tutto il personale dell'ospedale a partecipare all'Angelus. Sotto il balconcino sullo stesso piano dell'appartamento dove ha trascorso l'ultima settimana per la degenza, diversi medici si sono affacciati dalle finestre per ascoltare e applaudire Bergoglio. Un signore e una signora peruviani da trent'anni in Italia, spiegano ai tanti cronisti presenti: «Siamo qui perché Francesco è uno di noi».

Francesco, a braccio, aggiunge: «Qui accanto a me ci sono alcuni bambini malati: perché soffrono i bambini? È una domanda che tocca il cuore, accompagniamoli con la preghiera e preghiamo per i malati, soprattutto per quelli in condizioni più difficili. Nessuno sia lasciato solo, ognuno possa ricevere l’unzione dell’ascolto, della vicinanza, della tenerezza, e della cura», è il suo auspicio

«Anche nella Chiesa succede a volte che qualche istituzione sanitaria per una non buona gestione non va bene economicamente», sottolinea il Papa tornando sull’importanza di assicurare le cure a tutti, «il primo pensiero che ti viene è venderla. Ma la tua vocazione di Chiesa non è avere dei quattrini è fare il servizio e il servizio sempre gratuito. Non dimenticatevi: salvare le istituzioni gratuite».

Al termine della recita dell'Angelus, Francesco ha rivolto un appello per la situazione ad Haiti auspicando che nel Paese vengano deposte le armi e si scelga di vivere insieme fraternamente. Ha ricordato poi che oggi in Italia, per iniziativa della Conferenza episcopale, si celebra la Domenica del Mare, dedicata in modo particolare ai marittimi, assicurando per loro la sua preghiera e raccomandando di curare la salute del mare: «niente plastica in mare!», ha affermato. Il Papa ha ricordato poi «quanti oggi in Polonia partecipano al pellegrinaggio della famiglia di Radio Maria al Santuario di Czestochowa». Infine ha rivolto gli auguri «ai Benedettini e alle Benedettine in tutto il mondo», e ha fatto gli auguri all’Europa: «Che sia unita nei suoi valori fondanti», nell'odierna festa di San Benedetto, Abate e Patrono d’Europa.

L’ultima volta di un Angelus del Papa al Policlinico Gemelli risale all’inverno del 2005 durante l’agonia di Giovanni Paolo II. Il testo delle parole del Santo Padre venne letto dall’allora Sostituto della segreteria di Stato, ora cardinale Leonardo Sandri. Nella mente e nel cuore rimane impresso quando il 13 marzo, dalla finestra al decimo piano del Gemelli, tradizionalmente riservato ai Pontefici, Wojtyla tornò a pronunciare qualche parola in pubblico dopo la tracheotomia per benedire e salutare l'umanità intera.

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Le immagini più belle dell'Angelus del Papa in ospedale
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