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venerdì 07 agosto 2020
 
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Il Papa: «I cuori di pietra fanno soffrire la Chiesa e sanno solo condannare»

02/05/2017  L’invocazione di Francesco a Santa Marta: il Signore intenerisca i cuori duri, che condannano tutto quello che è fuori dalla Legge e non conoscono la grande tenerezza di Dio che è capace di mutare un cuore di pietra in un cuore di carne

I cuori duri sanno soltanto condannare tutto ciò che è fuori dalla legge mentre la tenerezza di Dio è così grande da riuscire a togliere un cuore di pietra e mettere al suo posto un cuore di carne. Papa Francesco celebra la Messa a Santa Marta e nell’omelia commenta le letture del giorno. La prima lettura narra del martirio di Santo Stefano, il primo martire della cristianità. Egli, dice il Papa, è un «testimone di obbedienza» come Gesù e per questo è stato perseguitato. Coloro che lo lapidarono, non capivano la Parola di Dio. Stefano li aveva chiamati “testardi”, “incirconcisi nel cuore e nelle orecchie” e dire ad una persona “incirconciso”, nota il Papa, equivaleva a dirgli “pagano”.

Francesco chiede quindi di riflettere sui diversi modi di non capire la Parola di Dio e traccia un confronto tra i discepoli di Emmaus che «avevano paura ma erano buoni e aperti alla verità», sottolinea, e coloro che lapidarono Stefano che invece «erano furibondi», non volevano ascoltare. Questo è il dramma della “chiusura del cuore”: “il cuore duro”, dice il Papa. Nel salmo 94 il Signore ammonisce infatti il suo popolo esortando a non indurire il cuore e poi, con il profeta Ezechiele, fa una “promessa bellissima”: quella di cambiare il cuore di pietra con uno di carne, cioè un cuore «che sappia ascoltare e ricevere la testimonianza dell’obbedienza».

I cuori duri, continua il Papa, «fanno soffrire tanto, tanto, la Chiesa: i cuori chiusi, i cuori di pietra, i cuori che non vogliono aprirsi, che non vogliono sentire; i cuori che soltanto conoscono il linguaggio della condanna: sanno condannare; non sanno dire: “Ma, spiegami, perché tu dici questo? Perché questo? Spiegami”. No: sono chiusi. Sanno tutto. Non hanno bisogno di spiegazioni».

I duri di cuore non conoscono la tenerezza di Dio

Un cuore chiuso infatti non lascia entrare lo Spirito Santo: «Non c’era posto nel loro cuore per lo Spirito Santo. Invece, la Lettura di oggi ci dice che Stefano, pieno di Spirito Santo, aveva capito tutto: era testimone dell’obbedienza del Verbo fatto carne, e questo lo fa lo Spirito Santo. Era pieno. Un cuore chiuso, un cuore testardo, un cuore pagano non lascia entrare lo Spirito e si sente sufficiente in se stesso».

I due discepoli di Emmaus «siamo noi», dice il Papa, «con tanti dubbi, tanti peccati», che tante volte «vogliamo allontanarci dalla Croce, dalle prove, ma facciamo spazio per sentire Gesù che ci riscalda il cuore». Bergoglio conclude l’omelia facendo riferimento all’episodio dell’adultera, che era una peccatrice. «Ognuno di noi - sottolinea - entra in un dialogo fra Gesù e la vittima dei cuori di pietra: l’adultera». A coloro che volevano lapidarla, Gesù risponde soltanto: «Guardate voi dentro». Alla fine, conclude: «E oggi, guardiamo questa tenerezza di Gesù: il testimone dell’obbedienza, il Grande Testimone, Gesù, che ha dato la vita ci fa vedere la tenerezza di Dio in confronto a noi, ai nostri peccati, alle nostre debolezze. Entriamo in questo dialogo e chiediamo la grazia che il Signore ammorbidisca un po’ il cuore di questi rigidi, di quella gente che è chiusa sempre nella Legge e condanna tutto quello che è fuori da quella Legge. Non sanno che il Verbo è venuto in carne, che il Verbo è testimone di obbedienza. Non sanno che la tenerezza di Dio è capace di spostare un cuore di pietra e mettere al suo posto un cuore di carne».

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