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Il Papa: «I poveri non siano occasione di guadagno»

04/12/2014  Bisogna «lottare contro le cause strutturali della povertà». Questa l’esortazione di Bergoglio nell’udienza alla Focsiv, la Federazione degli Organismi di Volontariato di ispirazione cristiana, in occasione del Premio del volontario dell’anno. Il Pontefice ha avvertito che «i poveri non possono diventare un’occasione di guadagno» ed ha chiesto un maggiore impegno per la pace, i profughi e i migranti

«I poveri non possono diventare una occasione di guadagno». E avere solidarietà per queste persone significa anzitutto «lottare contro le cause strutturali della povertà» stessa facendo attenzione ad evitare «presunte opere altruistiche che riducono l'altro alla passività».
Papa Francesco lo ha detto con grande chiarezza nell’udienza di giovedì mattina con la Federazione degli Organismi di Volontariato di ispirazione cristiana in occasione della XXI edizione del “Premio del volontariato internazionale” le cui candidature sono state raccolte sul sito di Famiglia Cristiana.

Solidarietà con i poveri «è anche lottare la «solidarietà è un modo di fare storia con i poveri, rifuggendo da presunte opere altruistiche che riducono l'altro alla passività», ha detto Bergoglio sottolineando l'importanza del «volontariato disinteressato» e del protagonismo dei poveri nella propria liberazione.
Il Pontefice si è anche soffermato sul rapporto tra povertà e fenomeni migratori. A questo proposito ha rimarcato che non si possono lasciare i migranti «in balia del mare e di trafficanti senza scrupoli» ed «è necessaria una fattiva collaborazione tra gli Stati per regolare e gestire efficacemente tali fenomeni».

«Tra le cause principali della povertà», ha ancora detto il Pontefice, «c'è un sistema economico che saccheggia la natura, penso in particolare alla deforestazione, ma anche alla perdita della biodiversità». E ha ribadito che «il creato non è una proprietà, ma un dono», e meno ancora è «una proprietà solo di pochi».
Ricordando che molti volontari della Focsiv operano in zone di guerra, papa Francesco ne ha ricordato gli «orrori»: le tante «vite spezzate, la sofferenza e distruzione, i perseguitati per fede», ha detto di pensare «ai migranti e rifugiati, i quali cercano di lasciarsi alle spalle dure condizioni di vita e pericoli di ogni sorta» e ha incitato alla «collaborazione di tutti, istituzioni, ONG e comunità ecclesiali, per promuovere percorsi di convivenza armonica tra persone e culture diverse».

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