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sabato 31 luglio 2021
 
il papa
 

«I vescovi epuloni si spoglino di più delle loro ricchezze per aiutare i fratelli»

22/06/2018  Francesco riceve in udienza l’Opera di Aiuto alle Chiese Orientali (Roaco) e denuncia il «grande peccato della guerra e della voglia di potere» che affligge il Medio Oriente. E denuncia: «Ci sono alcuni preti, vescovi e congregazioni religiosi che professano la povertà e vivono da ricchi. Sono epuloni religiosi cristiani»

«In Medio Oriente c’è il rischio, non voglio dire la volontà di qualcuno, di cancellare i cristiani. Un Medio Oriente senza cristiani, non sarebbe Medio Oriente». Papa Francesco riceve in udienza nella Sala Clementina la Riunione Opere Aiuto Chiese Orientali (Roaco), per il suo cinquantenario di fondazione, e con un discorso interamente a braccio mette in guardia dai «peccati» che dilaniano quelle terre martoriate. C’è, ricorda, il «grande peccato» della guerra, condotta con armamenti sofisticati, c’è il «peccato della voglia di potere», al quale non sono estranee le «potenze mondiali» che non sono preoccupati della cultura, della fede e della vita di quei popoli ma hanno l’unico obiettivo di «prendere un pezzo e avere più dominio», provocando grandi flussi di emigrati verso altri paesi mediorientali e verso l’Europa. C’è, infine, anche il peccato di alcuni «preti, qualche vescovo, qualche congregazione religiosa» che ricevono i «soli delle vedove» ma vivono da ricchi: «Vorrei», ha detto Francesco, «che questi epuloni religiosi cristiani, qualche vescovo, qualche congregazione religiosa si spogliasse di più in favore dei suoi fratelli delle sue sorelle».

Il Pontefice mette da parte il testo scritto che aveva preparato e fa alcune riflessioni spontanee: «Per i 50 anni della Roaco», spiega, «volevo leggervi questo discorso, tutti voi lo avete in inglese, ma come la preoccupazione per il Medio Oriente è grande, mi permetto di dire qualcosa che mi venga e consegno il discorso al cardinale Sandri perché lo conosciate tutti. E così non vi annoio ripetendo le cose». La Roaco, scandisce il Papa, «è una cosa molto importante: il Medio Oriente oggi è un crocevia di situazioni difficili, sofferenti e anche in Medio Oriente c’è il rischio, non voglio dire la volontà di qualcuno, di cancellare i cristiani».

Il Medio Oriente, ha detto Francesco, «oggi soffre, piange e le potenze mondiali lo guardano non con tanta preoccupazione per la cultura, la fede, la vita di quei popoli ma per prendere un pezzo e avere più dominio. I cristiani tutti dicono “sono i primi nel Medio Oriente, dobbiamo rispettarli” ma i fatti non sono così. Il numero di cristiani diminuisce, parlavo l’altro giorno con il cardinale Zenari: diminuisce. E tanti non vogliono tornare, perché la sofferenza è forte: amano la terra, amano la fede ma la sofferenza è forte. E il Medio Oriente è la culla del cristianesimo, la terra di Gesù. Il vostro lavoro di aiuto al Medio Oriente, di preoccupazione per il Medio Oriente è molto grande, vi ringrazio tanto». Bergoglio ricorda ancora che «in Medio Oriente ci sono le grandi Chiese antiche, con la loro teologia, la loro liturgia, queste bellezze, i loro santi padri, i loro maestri spirituali. Questa grande tradizione del Medio Oriente. Dobbiamo custodire questo», rimarca, «Dobbiamo lottare per questo: voi lo fate e vi ringrazio, perché è anche il succo che viene dalle radici per dare vita alla nostra anima. Quanti di noi usiamo per la nostra vita spirituale la dottrina dei padri dell’Oriente, dei monaci antichi che ci insegnano la strada della contemplazione e della santità?».

«Il peccato della voglia di potere e della guerra lo soffre la povera gente»

Il Medio Oriente «in questo momento di dolore», ha aggiunto, «è terra di migrazioni, è uno dei problemi più gravi. Pensare che in Libano la metà sono libanesi e la metà siriani, perché ha accolto tanti siriani. Pensare che in Giordania anche c’è un numero grande di siriani che soffrono, e anche in Turchia. Poi l’Europa… quando sono stato a Lesbo c’erano tanti siriani, tanti, cristiani e islamici, fuggivano. E in Italia lo stesso. È terra di migrazione (verso) fuori e anche fra i Paesi del Medio Oriente».

Francesco, inoltre, si è soffermato sul grande «peccato» che affligge il Medio Oriente: «Lo soffre la povera gente, il peccato della voglia di potere, il peccato della guerra. Ogni volta più forte, più forte, anche con armamenti sofisticati. Soffre la gente, i bambini, il Medio Oriente oggi non diciamo che è senza scuole ma con poche scuole, perché i bombardamenti distruggono tutto, (ci sono) pochi ospedali. Questo è il dolore del Medio oriente: è il grande peccato della guerra». Ma il Medio Oriente, aggiunge il Papa, è afflitto anche dal «nostro peccato, il peccato della incoerenza fra vita e fede. Ci sono forze, non tante ma alcune, preti, qualche vescovo, qualche congregazione religiosa che professa la povertà ma vive da ricco. E la Roaco riceve i soldi anche delle vedove, come ha detto il cardinale prefetto come simbolo, il poco degli umili. Ma io vorrei che questi epuloni religiosi cristiani, qualche vescovo, qualche congregazione religiosa si spogliasse di più in favore dei suoi fratelli delle sue sorelle».

La Roaco, guidata dal cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, si è riunita da martedì 19 a venerdì 22 per la 91esima volta, per celebrare il 50esimo anniversario della propria fondazione. Si è parlato soprattutto della situazione di Turchia, Siria Iraq e Terra Santa, con la partecipazione dei rappresentanti Pontifici della Siria, il cardinale Mario Zenari, quello della Turchia, monsignor Paul Russell, quello dell’Iraq e Giordania, monsignor Alberto Ortega, nonché di mons. Segundo Tejado Muñoz, sotto-segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale e, del vicario Apostolico di Anatolia Paolo Bizzeti.

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