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martedì 28 giugno 2022
 
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«Il chiacchiericcio è assassino, fa fuori la gente. Succede anche oggi in politica»

17/05/2018  Francesco a Santa Marta mette in guardia dalla «finta unità» che si crea nella vita civile e anche parrocchie per diffamare le persone: «Quando si vuole fare un colpo di Stato: i media incominciano a sparlare della gente, dei dirigenti, e, con la calunnia, la diffamazione, li sporcano»

C’è una vera unità e una falsa unità dove si sparla, si condanna, e alla fine ci si divide. Papa Francesco nella Messa a Santa Marta riflette su questi due tipi di unità prendendo spunto dalle letture del giorno e avverte: «Il chiacchiericcio è un atteggiamento assassino, perché uccide, fa fuori la gente, fa fuori la “fama” della gente». L’unità vera è quella di cui parla Gesù nel Vangelo, quella che Lui ha con il Padre e alla quale vuole portare anche noi. Si tratta di «un’unità di salvezza, che fa la Chiesa», un’unità che va verso l’eternità. «Quando noi – sottolinea il Papa - nella vita, nella Chiesa o nella società civile, lavoriamo per l’unità» siamo sulla strada che Gesù ha tracciato. Poi però c’è anche l’“unità finta”, come quella degli accusatori di San Paolo nella Prima Lettura di oggi tratta dagli Atti degli Apostoli. Inizialmente si presentano come un blocco unico per accusarlo. Ma Paolo che era «svelto», cioè aveva una saggezza umana e anche la saggezza dello Spirito Santo, butta «la pietra della divisione» dicendo di essere «chiamato in giudizio a motivo della speranza nella risurrezione dei morti».

Una parte di questa finta unità era, infatti, composta da sadducei che affermavano che non «c’è risurrezione né angeli né spiriti» mentre i farisei professavano queste cose. Paolo riesce quindi a distruggere questa unità finta, che «non aveva consistenza», perché scoppia una disputa e l’assemblea che lo accusava si divide. In altre persecuzioni subite da San Paolo, si vede poi che il popolo grida senza nemmeno sapere cosa stia dicendo, e sono “i dirigenti” a suggerire cosa gridare: «Questa strumentalizzazione del popolo», dice il Papa, «è anche un disprezzo del popolo, perché lo converti da popolo in massa. È un elemento che si ripete tanto, dai primi tempi fino adesso. Pensiamoci su. La domenica delle Palme è: tutti li acclamano, “Benedetto sei tu, che vieni in nome del Signore”. Venerdì dopo, la stessa gente grida: “Crocifiggilo”. Cosa è successo? Gli hanno lavato il cervello, e gli hanno cambiato le cose. E hanno convertito il popolo in massa, che distrugge».

«Quando si vuole fare un colpo di Stato si comincia a calunniare la gente e i dirigenti»

Il metodo con cui è stato perseguitato Gesù, Paolo, Stefano e tutti martiri è molto usato anche oggi, secondo il Pontefice. Ad esempio, sottolinea, «nella vita civile, nella vita politica, quando si vuole fare un colpo di Stato: i media incominciano a sparlare della gente, dei dirigenti, e, con la calunnia, la diffamazione, li sporcano». Poi arriva la giustizia, «li condanna, e alla fine si fa il colpo di Stato». Si arriva alla condanna delle persone sempre quando ci si trova in un «ambiente di unità finta», evidenzia Francesco che spiega: «E anche, in una misura più ristretta, succede lo stesso nelle nostre comunità parrocchiali per esempio, quando due o tre incominciano a criticare un altro. E incominciano a sparlare di quello… E fanno una unità finta per condannarlo; si sentono sicuri e lo condannano. Lo condannano mentalmente, come atteggiamento; poi si separano e sparlano uno contro l’altro, perché sono divisi. Per questo il chiacchiericcio è un atteggiamento assassino, perché uccide, fa fuori la gente, fa fuori la “fama” della gente».

E ha concluso: «Pensiamo alla grande vocazione alla quale siamo stati chiamati: la unità con Gesù, il Padre. E su questa strada dobbiamo andare, uomini e donne che si uniscano e che sempre cercano di andare avanti sulla strada dell’unità. E non le unità finte, che non hanno sostanza, e che soltanto servono per dare un passo oltre e condannare la gente, e portare avanti interessi che non sono i nostri: interessi del principe di questo mondo, che è la distruzione. Che il Signore ci dia la grazia di camminare sempre sulla strada della vera unità».

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