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giovedì 18 agosto 2022
 
l'udienza
 

Il Papa, il ginocchio e i saluti (da seduto): «Questa gamba non funziona»

30/04/2022  Francesco ha incontrato i pellegrini slovacchi: «Dio vi conservi sempre ricchi del sale dell’accoglienza. Costruite ponti di fraternità». Al termine, la confidenza: «A me piace andare, ma questa volta devo obbedire al medico! Per questo vi chiederò il sacrificio di salire le scale e vi saluto da qui. È una umiliazione, ma la offro per il vostro Paese. Grazie»

Le foto di questo servizio sono dell'Osservatore Romano/Vatican News
Le foto di questo servizio sono dell'Osservatore Romano/Vatican News

La confidenza è arrivata alla fine, prima della benedizione conclusiva. Riferendosi alle proprie condizioni di salute, papa Francesco ha detto: «Questa gamba non funziona e il medico mi ha detto di non camminare. A me piace andare, ma questa volta devo obbedire al medico. Per questo vi chiederò il sacrificio di salire le scale e vi saluto da qui, seduto. È un’umiliazione, ma la offro per il vostro Paese». Jorge Mario Bergoglio ha fatto riferimento al suo tribolato ginocchio destro, che lo fa da tempo soffrire,  incontrando nell'Aula Paolo VI i pellegrini slovacchi venuti a ringraziarlo per il recente viaggio apostolico nel loro Paese.

«Porto nel cuore i nostri incontri del settembre scorso a Bratislava, Prešov (Preshov), Košice (Coshitse) e al santuario nazionale della Madonna dei Sette Dolori a Šaštín (Shashtjin)», ha deto il Santo Padre. «È stato per me un grande piacere vedere come la Chiesa in Slovacchia vive la ricchezza della diversità dei riti e delle tradizioni, come un ponte che unisce l’Occidente e l’Oriente cristiano». 

«Ringraziamo il Signore perché, nonostante la pandemia, ho potuto visitare il vostro Paese; che Lui faccia maturare i frutti del viaggio apostolico!»”, ha proseguito papa Francesco, notando che «oggi siete venuti numerosi per ringraziare, ma mi sono reso conto che i pellegrini slovacchi vengono volentieri a Roma: lo vedo nelle udienze generali. Il vostro popolo è molto legato alla sede dei Santi Pietro e Paolo!».

Jorge Mario Bergoglio ha poi ricordato che «venendo in mezzo a voi ho voluto incoraggiarvi a camminare nello stile dell’incontro, tutti insieme: i giovani, le famiglie, gli anziani, le diverse comunità che storicamente fanno parte della vostra società”. “La cultura dell’incontro – ha ribadito – si costruisce nella ricerca dell’armonia tra le diversità, un’armonia che richiede accoglienza, apertura e creatività”.

“Alla radice di questo stile di vita c’è il Vangelo, c’è lo Spirito Santo”, ha ammonito: “Ma sappiamo che nella storia e nella vita concreta questa armonia è a volte ferita dai nostri peccati e dai nostri limiti. Per questo, durante la mia visita, abbiamo pregato anche per la guarigione delle ferite. Mi raccomando: non stancatevi di invocare lo Spirito Santo, che è il Creatore dell’armonia e il balsamo delle ferite!”. “Chi accoglie un bisognoso – ha osservato – compie non solo un atto di carità, ma anche di fede, perché riconosce Gesù nel fratello e nella sorella. Che Dio vi conservi sempre ricchi del sale dell’accoglienza! E che il vostro sale non perda il sapore, rinnovandosi sempre attingendo linfa vitale dalle radici”, l’auspicio di Francesco. Il Papa ha poi invitato a “custodire e coltivare” l’eredità di santi Cirillo e Metodio “per costruire ponti di fraternità insieme a tutti i popoli che si nutrono dalle stesse radici dell’evangelizzazione dell’Europa, con ambedue i polmoni del cristianesimo, di cui parlava il santo Papa Giovanni Paolo II»”.

Il Papa ha poi ringraziato gli slovacchi per la loro fedeltà a Cristo, «manifestata nella testimonianza della fede vissuta, nell’ecumenismo pratico delle relazioni con i vicini, nella carità accogliente anche di chi è diverso, nel rispetto di ogni vita umana e nella cura responsabile per l’ambiente”. Infine, la confidenza: «Adesso vi darò la benedizione e pregheremo insieme perché il Signore benedica tutti voi. E dopo io vi saluterò, ma c’è un problema: questa gamba non va bene, non funziona, e il medico mi ha detto di non camminare...». 

 

 

 
 
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