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domenica 27 settembre 2020
 
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«Il mio dolore insopportabile per gli scandali di cui sono i pieni i giornali del mondo»

07/03/2019  Francesco incontra i preti della diocesi di Roma all’inizio della Quaresima: «Il peccato ci deturpa ma non scoraggiamoci, il Signore sta purificando la sua Sposa e ci sta salvando dall'ipocrisia, dalla spiritualità delle apparenze »

Un dialogo a porte chiuse con i sacerdoti della diocesi di Roma dove accanto all’amarezza è emersa anche la fiducia per il futuro. «Sento di condividere con voi il dolore e la pena insopportabile che causano in tutto il corpo ecclesiale l’onda degli scandali di cui i giornali del mondo intero sono ormai pieni», ha detto papa Francesco giovedì mattina nella basilica di San Giovanni in Laterano per il tradizionale incontro di inizio Quaresima, «non scoraggiamoci, il Signore sta purificando la sua Sposa» e «ci sta salvando dall’ipocrisia». All’inizio dell’incontro, che si tiene tradizionalmente il giorno dopo il Mercoledì delle Ceneri, il Papa ha confessato alcuni sacerdoti.

Quest’anno il Pontefice non ha risposto a domande come avvenuto nei precedenti incontri, ma ha parlato per circa mezz’ora seguendo un discorso scritto intervallato da diverse frasi a braccio. Francesco, affiancato dal suo vicario, il cardinale Angelo De Donatis, ha confidato ai preti della «sua» diocesi il proprio stato d'animo segnato dai recenti scandali di abusi, la cui risonanza ha fatto il giro del mondo con la recente condanna del cardinale australiano George Pell, mentre è di stamane quella dell'arcivescovo di Lione, il cardinale Philippe Barbarin, con in più i vari casi in Cile, negli Stati Uniti e in diversi Paesi europei.

«È evidente che il vero significato di ciò che sta accadendo è da cercare nello spirito del male, nel nemico che agisce con la pretesa di essere padrone del mondo», ha detto il Papa secondo quanto riferito a Vatican Insider da alcuni presenti in Basilica. «Eppure non scoraggiamoci, il Signore sta purificando la sua Sposa, ci sta convertendo tutti a sé, ci sta facendo sperimentare la prova perché comprendiamo che senza di Lui siamo polvere, ci sta salvando dall'ipocrisia, dalla spiritualità delle apparenze. Egli sta soffiando il suo Spirito per ridare bellezza alla sua Sposa, sorpresa in flagrante adulterio». «Il peccato ci deturpa e ne facciamo con dolore l'umiliante esperienza quando noi stessi o uno dei nostri fratelli sacerdoti o vescovi cade nel baratro senza fondo del vizio, della corruzione, o peggio ancora del crimine che distrugge la vita degli altri», ha affermato Francesco. Che ha espresso, tuttavia, fiducia per il futuro, specie in questo inizio di Quaresima che «è un tempo di grazia, perché rimettiamo Dio al centro».

Bergoglio ha ricordato che «siamo un popolo di miserabili resi ricchi dalla povertà di Dio. Ma senza Dio non possiamo far nulla. È Lui il centro», ha affermato, ed è a Lui che dobbiamo rivolgerci «faccia a faccia». Perché «Dio conosce la nostra vergognosa nudità». «Questa - ha sottolineato il Pontefice - è una cosa grande: chiedere al Signore che custodisca la mia nudità. Lui le conosce tutte. Dio conosce la nostra vergognosa nudità, eppure non si stanca di servirsi di noi per offrire agli uomini la riconciliazione. Siamo poverissimi, peccatori, eppure Dio ci prende per intercedere per i nostri fratelli e per distribuire attraverso le nostre mani per nulla innocenti la salvezza che rigenera».

Il libro dell'Esodo per il cammino di riflessione

A conclusione dell'incontro, il Papa ha indicato al clero il cammino per i prossimi sette anni fino al Giubileo del 2025, scandito dalle riflessioni del libro dell'Esodo scelto «come paradigma per passare da non-popolo a popolo». Come tradizione ha regalato un libro ai presenti e ha incoraggiato l'iniziativa della Caritas diocesana «Come in cielo, così in strada», una settimana dedicata alla carità per i poveri e i senza fissa dimora che si terrà dal 31 marzo al 6 aprile.

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