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giovedì 14 novembre 2019
 
Sudamerica
 

Papa Francesco nell'altra metà del mondo

01/07/2015  Dal 5 al 13 luglio, sette giorni tra Ecuador, Bolivia e Paraguay. Molti incontri privati con amici di lunga data e visite significative alle realtà piu povere. Il viaggio di Bergoglio nella "sua" America. Comun denominatore: l'annuncio del Vangelo "con gioia". Attesa per il secondo rendez-vous del Pontefice con i movimenti popolari.

Quito, Ecuador
Dal nostro inviato

Un viaggio dalle Ande all'Oceano, toccando tre dei cinque Paesi più cattolici del mondo, ma anche tre di quelli tra i più poveri dell'America del Sud.
Il Papa, in partenza per Ecuador, Bolivia e Paraguay, dal 5 al 13 luglio, avrà un'attenzione particolare per le culture locali. Se, infatti, i 22 pronunciamenti (tra omelie, discorsi, angelus e saluti) saranno in spagnolo, è previsto però che il Papa dirà anche qualcosa in in lingua quenchua, aimara e guaranì. Non è un caso che il Papa abbia scelto per il suo primo viaggio sudamericano - dopo quello del Brasile per la Gmg che era però già in agenda prima della sua elezione a Pontefice - tre Nazioni che «non sono al primo posto nell'attenzione mondiale», ha fatto notare il portavoce padre Federico Lombardi. Una scelta, dice sempre il portavoce vaticano, che conferma la linea di «rimettere le periferie al centro» come era già accaduto con i viaggi precedenti in Europa in Albania e Bosnia e, in Italia, con tappe come Lampedusa.

Paesi piccoli se si considera che l'Ecuador ha circa 10 milioni di abitanti, la Bolivia circa 15 milioni e il Paraguay circa sette e dove i cattolici sono maggioranza (rispettivamente l'87,4%, l'82,5% e il 93,8 %). 
Il viaggio si svolgerà in nazioni che risentono ancora di una indipendenza giovane e di questioni interne legate ai confini. E' il caso, per esempio, della Bolivia che rivendica uno sbocco al mare al confine con il Perù. «Ma il Papa sembra che non toccherà la questione dello sbocco al mare», titolano i giornali boliviani ben attenti a spiegare che quella di Francesco è una visita pastorale.

I Paesi visitati, spiega padre Lombardi, «si aspettano dal Papa una parola di rinnovamento della loro vita sociale, politica in generale, nel senso della pace, dello sviluppo partecipativo e democratico».
Si prevedono, secondo il portavoce vaticano, già molti interventi a braccio e "fuori programma". Papa Francesco conosce bene alcuni dei posti che visiterà. In particolare in Ecuador, prima a Guayaquil, seconda città del Paese, e poi a Quito incontrerà alcuni suoi vecchi amici. Tra i padri Gesuiti è previsto l'incontro personale con padre Paquo, dal quale l'arcivescovo Bergolio mandava i suoi seminaristi a studiare.

L'Ecuador si prepara a ricevere il Papa con un massiccio schieramento di forze dell'ordine. Per la Messa nel Parco del bicentenario non sono stati distribuiti biglietti, ma l'afflusso - che si prevede imponente - sarà libero. Papa Francesco si fermerà almeno 48 ore in ciascun Paese visitando almeno due città per ciascuno. In ogni nazione sono state allestite le papamobili scoperte per permettere a Francesco un maggior contatto con il popolo.

In particolare, in Ecuador, dove il Papa si fermerà dal 5 all'8, il Papa incontrerà gli anziani della casa di riposo delle Missionarie della Carità, in Bolivia, dove si ferma dall'8 al 10, incontrerà i ragazzi del carcere di Palmasol, un "villaggio" nato per 800 persone e che, invece, ospita oltre 5.000 detenuti, quasi 80 per cento in attesa di giudizio. In Bolivia ci si aspetta che, in riferimento ai detenuti politici e a molti dei minori in attesa di giudizio il Papa chieda una amnistia. Amnistia già promessa, in Ecuador, dal presidente Correa.

In Paraguay, dove il Papa sarà dal 10 al 12 luglio, è previsto l'incontro con i bambini malati nell'ospedale di Asuncion e la visita al quartiere poverissimo di Banado Norte, una sorta di favelas situata lungo il fiume.



Attesa anche per l'incontro con i movimenti popolari, al loro secondo appuntamento internazionale dopo quello dello scorso anno in Vaticano. Un incontro fortemente appoggiato dalla Santa Sede attraverso il dicastero Giustizia e Pace.
Ad accogliere il Papa per l'incontro che si svolgerà in Bolivia il 9 luglio, il cardinale Turkson, oltre al presidente Evo Morales che aveva già partecipato all'incontro del 24 ottobre in Vaticano. «Probabilmente», ha annunciato padre Lombardi, «i movimenti consegneranno il documento conclusivo al Papa, perché lo abbia presente anche in vista della sua visita all'Onu in settembre».



E se, sulla stampa nazionale, si scatenano le polemiche pro e contro il presidente Morales"che cerca la legittimazione della sua politica attraverso il Papa", Bergoglio si prepara invece a un bagno di folla, che vedrà anche, specialmente in Paraguay, arrivare tanti dalla sua Argentina (pare oltre un milione). Per ribadire i temi di Aparecida e, soprattutto, quelli della Evangelii Gaudium scanditi già dai motti che i tre Paesi hanno scelto per la visita papale: "Evangelizar con alegria", in Ecuador, "Con Francisco anunciamos la alegria del evangelio", in Bolivia, "Mensajero de la alegria y de la paz" in Paraguay.



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