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sabato 22 gennaio 2022
 
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Il Papa: «Costruiamo democrazie vere, non solo formali»

11/07/2015  Francesco è in Paraguay, terza e ultima tappa del suo viaggio in America Latina. «Mai più guerra tra fratelli! Costruiamo sempre la pace!», ha esclamato Bergoglio, che ha invitato a «consolidare le strutture e le istituzioni democratiche» sapendo che «uno sviluppo economico che non tiene conto dei più deboli e sfortunati, non è vero sviluppo».

Paraguay, venerdì 10 luglio 2015. L'arrivo del Papa ad Asunción. Foto Reuters.
Paraguay, venerdì 10 luglio 2015. L'arrivo del Papa ad Asunción. Foto Reuters.

Il suo arrivo è stato flagellato dal maltempo. In Paraguay, terza e ultima tappa di queso suo viaggio in America Latina, Francesco è arrivato sul finire di venerdì 10 luglio. Una fitta pioggia ha accolto Jorge Mario Bergoglio ad  Asunción, la capitale. Le avversità atmosferiche, però, non hanno scoraggiato i paraguayani che si sono riversati in massa lungo strade e piazze. Una visita attesa,  nella terra delle "reducciones" ("riduzioni") create dai Gesuiti tra il 1610 e il 1750, un riuscito esperimento economico-sociale (soffocato nel sangue da spagnoli e portoghesi) che affrancasse dall'arretratezza e dallo sfruttamento gli indios (coronato da alcuni successi: la prima tipografia dell'America Latina sorse in una delle 33 "riduzioni" sviluppatesi nel corso dei decenni): una pagina di storia che ispirò il famoso film Mission (1986, regia di Roland Joffé, musiche di Ennio Morricone) con Robert De Niro e Jeremy Irons.

 All’aeroporto di Asunción, la cerimonia di benvenuto ha visto una suggestiva coreografia con danze e cori guaranì. Ad accogliere Francesco il presidente Horacio Cartes. Per il primo discorso pubblico si è dovuto attendere l’incontro con le autorità nel Palazzo presidenziale. Il Papa ha ringraziato per il calore dell’ospitalità, ma ha subito ricordato la dolorosa storia del Paraguay tra il 1800 e il 1900, «la sofferenza terribile della guerra, dello scontro fratricida, della mancanza di libertà e della violazione dei diritti umani... Quanto dolore e quanta morte! Ma sono ammirevoli la tenacia e lo spirito di reazione del popolo paraguayano per superare le tante avversità e continuare gli sforzi per costruire una nazione prospera e pacifica».

Paraguay, venerdì 10 luglio 2015. L'arrivo del Papa ad Asunción. Foto Reuters.
Paraguay, venerdì 10 luglio 2015. L'arrivo del Papa ad Asunción. Foto Reuters.

Il Santo Padre ha in particolare lodato il ruolo delle donne che hanno portato il peso più grande di queste luttuose vicende storiche. Riferendosi alla cosiddetta "guerra paraguayana" che tra il 1865 e il 1870 vide il Paraguay, appunto, combattere e perdere contro tre Nazioni alleate tra loro (Argentina, Brasile e Uruguay),  papa Francesco ha espresso tutta la sua «ammirazione» per le donne paraguayane che hanno saputo reagire ai massacri dei loro uomini, a una «guerra iniqua che arrivò quasi a distruggere la fraternità dei nostri popoli… Sulle loro spalle di madri, mogli e vedove hanno portato il peso più grande, sono state in grado di portare avanti le loro famiglie e il loro Paese, infondendo nelle nuove generazioni la speranza di un domani migliore. Dio benedica la donna paraguayana, la più gloriosa dell'Ametrica Latina!». Si sa, infatti, che il conflitto  ridusse sul lastrico il Paraguay, a partire dall'aspetto demografico: dei 525.000 abitanti prima dell'inizio delle ostilità, nel 1871 ne rimasero 221.000,  e di essi solo 28 000 erano uomini.
 
Il Papa ha riaffermato l'importanza della memoria poggiata «sulla giustizia», libera da sentimenti di vendetta e di odio e ha parla nuovamente «dell’assurdità della guerra»: «Nunca más guerras entre hermanos… Mai più guerra tra fratelli! Costruiamo sempre la pace! Anche una pace del giorno per giorno, una pace della vita quotidiana, a cui tutti partecipiamo evitando gesti arroganti, parole offensive, atteggiamenti prepotenti, e promuovendo invece la comprensione, il dialogo e la collaborazione».

Paraguay, venerdì 10 luglio 2015. L'arrivo del Papa ad Asunción. Foto Reuters.
Paraguay, venerdì 10 luglio 2015. L'arrivo del Papa ad Asunción. Foto Reuters.

La priorità va data ai poveri. E il metodo di governo dev'essere onesto, trasparente, capace di armonizzare i vari interessi legittimi senza permettere sopraffazioni e soprusi. Il Papa ha parlato del e al Paese che lo ospita, ma le sue parole valgono per il mondo intero. Bergoglio ha riconosciuto che già «da alcuni anni, il Paraguay è impegnato nella costruzione di un progetto democratico solido e stabile» e a combattere la corruzione e lo ha incoraggiato a «consolidare le strutture e le istituzioni democratiche», evitando ogni tentazione di «democrazia formale». Ha esortato a «potenziare il dialogo come mezzo privilegiato per favorire il bene comune, sulla base della cultura dell’incontro, del rispetto e del riconoscimento delle legittime differenze e delle opinioni degli altri» e a superare le conflittualità e le divisioni ideologiche: «I poveri e i bisognosi devono occupare un posto prioritario. Si stanno compiendo molti sforzi perché il Paraguay progredisca sulla via della crescita economica. Ci sono stati passi importanti nei campi dell’istruzione e della sanità. Non si fermi lo sforzo di tutti gli attori sociali, fino a quando non ci saranno più bambini senza accesso all’istruzione, famiglie senza casa, lavoratori senza un lavoro dignitoso, contadini senza una terra da coltivare e tante persone costrette a migrare verso un futuro incerto; finché non ci saranno più vittime della violenza, della corruzione o del narcotraffico. Uno sviluppo economico che non tiene conto dei più deboli e sfortunati, non è vero sviluppo».

«La misura del modello economico – ha ribadito Bergoglio - dev’essere la dignità integrale dell’essere umano, soprattutto quello più vulnerabile e indifeso». Il Papa ha assicurato la collaborazione della Chiesa Cattolica per «una società equa e inclusiva» e ha indicato «la via della misericordia» aperta da Cristo, che «poggiando sulla giustizia, va oltre, e illumina la carità, in modo che nessuno si tenga ai margini» della società.

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Il Papa in Paraguay: fede, felicità e fango
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