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domenica 26 maggio 2024
 
il papa
 

«Intollerabile che il Mediterraneo, da culla di civiltà, diventi tomba e luogo di conflitto»

27/09/2023  Francesco all’udienza generale traccia un bilancio del viaggio a Marsiglia: «Da quest’evento è uscito uno sguardo sul Mediterraneo umano, non ideologico, non strategico, non politicamente corretto né strumentale. Dobbiamo lavorare perché le persone, in piena dignità, possano scegliere di emigrare o di non emigrare»

«Il Mediterraneo è culla di civiltà, e una culla è per la vita! Non è tollerabile che diventi una tomba, e nemmeno un luogo di conflitto. No. Il Mare Mediterraneo è quanto di più opposto ci sia allo scontro tra civiltà, alla guerra, alla tratta di esseri umani. È l'esatto opposto: il Mediterraneo mette in comunicazione l'Africa, l'Asia e l'Europa; il nord e il sud, l'oriente e l'occidente; le persone e le culture, i popoli e le lingue, le filosofie e le religioni».

Papa Francesco dedica l’udienza generale in piazza San Pietro al viaggio dello scorso fine settimana a Marsiglia per concludere i “Rencontres Méditerranéennes”. «Questo», ha detto Bergoglio, «è il sogno, questa è la sfida: che il Mediterraneo recuperi la sua vocazione, di essere laboratorio di civiltà e di pace. A noi è toccato questo periodo storico, in cui le migrazioni forzate sono diventate esse stesse un segno dei tempi, anzi, il segno che ci chiama tutti a fare una scelta di fondo: la scelta tra l'indifferenza e la fraternità».

«Dall'evento di Marsiglia che cosa è uscito?», si è chiesto il Pontefice. «È uscito uno sguardo sul Mediterraneo che definirei semplicemente umano, non ideologico, non strategico, non politicamente corretto né strumentale, no, umano, cioè capace di riferire ogni cosa al valore primario della persona umana e della sua inviolabile dignità. E nello stesso tempo è uscito uno sguardo di speranza. Questo è ogni volta sorprendente», ha sottolineato, «quando ascolti i testimoni che hanno attraversato situazioni disumane o che le hanno condivise, e proprio da loro ricevi una “professione di speranza”, allora ti trovi di fronte all'opera di Dio. E ti accorgi che quest'opera passa sempre attraverso la fraternità: attraverso gli occhi, le mani, i piedi, i cuori di uomini e donne che, nei rispettivi ruoli di responsabilità ecclesiale e civile, cercano di costruire relazioni fraterne e di amicizia sociale».

Il Papa si è soffermato sulle cause dell’immigrazione, invitando tutti a «lavorare perché le persone, in piena dignità, possano scegliere di emigrare o di non emigrare» ricordando che questo è stato anche «il tema della Giornata del Migrante e del Rifugiato appena celebrata». In primo luogo, ha affermato il Pontefice, «dobbiamo impegnarci tutti affinché ognuno possa vivere in pace, sicurezza e prosperità nel proprio Paese di origine. Ciò richiede conversione personale, solidarietà sociale e impegni concreti da parte dei Governi a livello locale e internazionale», ha sottolineato. In secondo luogo, «per quanti non possono rimanere in patria, si tratta di predisporre strutture affinché sia loro assicurata la sicurezza durante il viaggio e siano accolti e integrati là dove arrivano. Ma c'è un altro aspetto complementare: occorre ridare speranza alle nostre società europee, specialmente alle nuove generazioni. Infatti, come possiamo accogliere altri, se non abbiamo noi per primi un orizzonte aperto al futuro? Dei giovani poveri di speranza, chiusi nel privato, preoccupati di gestire la loro precarietà, come possono aprirsi all'incontro e alla condivisione? Le nostre società ammalate di individualismo, di consumismo e di vuote evasioni hanno bisogno di aprirsi, di ossigenare l'anima e lo spirito, e allora potranno leggere la crisi come opportunità e affrontarla in maniera positiva».

«L'Europa», ha aggiunto Bergoglio, «ha bisogno di ritrovare passione ed entusiasmo, e a Marsiglia posso dire che li ho trovati: nel suo pastore, il cardinale Aveline, nei preti e nei consacrati, nei fedeli laici impegnati nella carità, nell'educazione, nel popolo di Dio che ha dimostrato grande calore nella Messa allo Stadio Vélodrome. Ringrazio tutti loro e il presidente della Repubblica, che con la sua presenza ha testimoniato l'attenzione della Francia intera all'evento di Marsiglia».

Papa Francesco ha iniziato l’udienza con il consueto giro tra i vari settori della piazza facendo salire cinque bambini sulla papamobile, contraddistinti – tutti tranne uno – di un cappellino azzurro, per ripararsi dal sole che spende oggi sulla Capitale, con un cielo terso. Lungo il tragitto della jeep bianca scoperta, protagonisti sono stati ancora una volta i bambini, che il Papa ha baciato e accarezzato grazie all’aiuto dei solerti uomini della Gendarmeria vaticana.

Dopo la catechesi, il Pontefice ha salutato i pellegrini presenti. A quelli polacchi ha raccomandato di ricordare i «vostri fratelli e sorelle dell'Ucraina, costretti a lasciare la propria patria, afflitta dalla guerra, che cercano l'aiuto, il rifugio e la benevolenza nel vostro Paese. Manifestate loro l'accoglienza evangelica».

 
 
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