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sabato 25 giugno 2022
 
Il Papa
 

«Io comunista? I poveri sono al centro del Vangelo»

04/04/2014  In un colloquio registrato il 31 marzo scorso con cinque giovani belgi di lingua fiamminga il Pontefice risponde alle "inquietudini" dei giovani. Di sè dice che "ha sbagliato e continua a farlo" ma che è felice e con una profonda "pace interiore"

«Questo è il cuore del Vangelo, io sono credente in Dio e in Gesù Cristo, per me il cuore del Vangelo è nei poveri. Ho sentito due mesi fa che una persona ha detto: con questo parlare dei poveri, questo Papa è un comunista! No questa è una bandiera del Vangelo, la povertà senza ideologia, i poveri sono al centro del Vangelo di Gesù».
È uno dei passaggi più importanti del dialogo tra papa Francesco e cinque giovani belgi di lingua fiamminga che il 31 marzo scorso hanno incontrato Bergoglio nel Palazzo apostolico per un’intervista che doveva durare 20 minuti ma alla fine si allunga a 45. 

L'iniziativa è nata da un progetto di comunicazione, «Verse Vis», della pastorale giovanile delle Fiandre. I giovani hanno lavorato e grazie a monsignor Lucas Van Looy, vescovo di Gent, hanno ottenuto l'intervista con il Pontefice. Le domande sono in inglese, Bergoglio risponde in italiano. Ciò che colpisce è la spontaneità e la semplicità del dialogo. I giovani «hanno inquietudini, e io sento come un mio dovere servire a questi giovani, perché l'inquietudine è come un segno. Mi sento di fare un servizio a quello che è più prezioso in questo momento, che è la vostra inquietudine», ha detto Francesco rispondendo alla prima domanda sul perché ha accettato di fare l’intervista.

«In questo momento della storia»,  ha proseguito il Papa, «l'uomo è stato buttato via dal centro, è scivolato verso la periferia e al centro, almeno in questo momento, c'è il potere, c'è il denaro. In questo mondo i giovani sono cacciati via. Sono cacciati via i bambini - non vogliamo bambini, solo famiglie piccole -  e sono cacciati via gli anziani: tanti di loro muoiono per una eutanasia nascosta perché non si ha cura di loro. E adesso sono cacciati via anche i giovani: in Italia ad esempio la disoccupazione dai 25 anni in giù è quasi del 50 per cento. Siamo entrati in una cultura dello scarto quello che non serve a questa globalizzazione si scarta, gli anziani, bambini e giovani».

Ma il Papa, riferendosi anche alla sua esperienza di arcivescovo a Buenos Aires ha detto di aver incontrato e parlato «con tanti giovani politici», di destra e di sinistra, e di essere rimasto «contento perché parlano con una nuova musica, un nuovo stile di politica».    

Rispondendo a un'altra domanda, sul futuro dell'umanità, Bergoglio dice «Dove Dio e dov'è l'uomo? Tu uomo del secolo XXI dove stai? E questo mi fa pensare: Dio dove sta? Quando l'uomo trova se stesso, cerca Dio, forse non riesce a trovarlo, ma va su una strada di onestà cercando verità, e in una strada di bontà e di bellezza. Il cammino è lungo e alcune persone non trovano Dio nella loro vita, ma sono tanto vere e oneste con se stesse, e amanti della bellezza, che alla fine hanno una personalità capace di incontro con Dio, che è sempre una grazia».

Al Papa viene chiesto anche se sbaglia. «Ho sbagliato e sbaglio», ha risposto con un sorriso. «Si dice che l'uomo è l'unico animale che cade due volte nello stesso posto. Gli sbagli nella mia vita sono stati così, grandi maestri di vita. Io non direi che ho imparato da tutti i miei sbagli: da alcuni no, sono testardo. Ma da tanti altri sbagli ho imparato e questo mi ha fatto bene». I giovani gli chiedono di fare un esempio concreto e Francesco non si sottrae: «Lo dirò... l'ho scritto in un libro, è pubblico. Sono stato nominato superiore molto giovane, avevo 36 anni, e ho fatto molti sbagli con l'autoritarismo. Poi ho imparato che bisogna dialogare, vedere che cosa pensano gli altri. Ma non ho imparato una volta per tutte...  ancora sbaglio».    

A Francesco viene chiesto se ha paura di qualcosa. «Di me stesso!», risponde sorridendo. «Nel Vangelo Gesù ripete tante volte: "Non abbiate paura!". Tante volte lo dice, perché lui sa che la paura è una cosa normale, tra virgolette: abbiamo paura delle sfide della vita, paura davanti a Dio. Tutti abbiamo paura, tutti, non dobbiamo preoccuparci di aver paura.. Devi cercare di chiarire la situazione. C'è una paura  cattiva e una paura buona: quest'ultima è la prudenza. Quella cattiva ti annienta, non ti lascia fare, e questa dobbiamo buttarla fuori».    

Alla fine il giovane che filma con la telecamera mobile chiede al Papa se è felice. Francesco sorride e risponde sicuro: «Assolutamente, assolutamente sono felice. Ho una certa pace interiore, una pace grande. È una felicità che viene con l'età e anche con una strada...  Nella mia vita e anche ora ho sempre avuto dei  problemi, ma questa felicità non va via con i problemi».  

Per concludere i giovani hanno chiesto al Papa quale fosse la sua domanda per loro. «Non è una domanda originale quella che vi faccio, la prendo dal Vangelo,», è stata la risposta di Bergoglio, «ma credo che dopo avervi sentito forse sia quella giusta in questo momento: dove è il tuo tesoro, dove riposa il tuo cuore? Su quale tesoro riposa il tuo cuore? Perché dov'è il tuo tesoro, là è la tua vita. Il cuore è attaccato al tesoro: possono essere i soldi o l'orgoglio, oppure la bontà, la bellezza, la voglia di fare il bene. Dovete rispondere voi stessi, da soli, a casa vostra. Grazie, vi ringrazio e pregate per me».

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