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venerdì 19 agosto 2022
 
 

Il Papa: «La vita eterna dipende da noi»

11/12/2013  Nell'udienza del mercoledì ha commentato l'ultima parte del Credo. “Il giudizio è già in atto, nel corso della nostra esistenza”, ha detto, ed è “pronunciato in ogni istante della vita, come riscontro della nostra accoglienza con fede della salvezza presente e operante in Cristo, oppure della nostra incredulità e chiusura in noi stessi".

Dopo la resurrezione ecco la vita eterna. Papa Francesco continua all’udienza generale la spiegazione del Credo. Legge il testo con le citazione della Sacra Scritture a interviene a braccio con il suo solito stile per rendere più agevole la comprensione. Si sofferma sul giudizio finale e dice che non bisogna “avere paura”. Osserva che in qualche modo siano noi che possiamo decidere molte cose, sapendo come abbiamo trafficato nel corso della vita con l’amore.

Bergoglio la spiega così: “Ma se noi ci chiudiamo, chiudiamo noi stessi all’amore di Gesù, siamo noi stessi che ci condanniamo! Siamo condannati da noi stessi! La salvezza è aprirsi a Gesù e lui ci salva. Se siamo peccatori, tutti, tutti lo siamo, tutti, chiediamo perdono e andiamo con la voglia di essere buoni, il Signore ci perdona. Ma per questo dobbiamo aprirci, aprirci all’amore di Gesù, che è più forte di tutte le altre cose. L’amore di Gesù grande! L’amore di Gesù è misericordioso! L’amore di Gesù perdona! Ma tu devi aprirti e aprirsi significa pentirsi, lamentarsi delle cose che non sono buone che abbiamo fatto”.

Il Papa ha esortato a non stancarsi “di vigilare sui nostri pensieri e sui nostri atteggiamenti, per pregustare fin da ora il calore e lo splendore del volto di Dio. E quello sarà bellissimo! Di quel Dio che nella vita eterna contempleremo in tutta la sua pienezza”. Ma non c’è da temere, ha precisato Papa Francesco: “Avanti, senza paura perché l’amore di Gesù è più grande e se noi chiediamo perdono dei nostri peccati, lui ci perdona! E’ così Gesù! Avanti con questa certezza, che ci porterà alla gloria del cielo”.

Bergoglio al termine della sua  catechesi ha ricordato la campagna mondiale lanciata martedì 10 dicembre dalla Caritas contro la fame e lo spreco del cibo, invitando i fedeli in piazza a ripetere lo slogan della iniziativa: “Una sola famiglia umana, cibo per tutti": “Lo ripetiamo insieme? Una sola famiglia umana, cibo per tutti. Lo scandalo per i milioni di persone che soffrono la fame non deve paralizzarci, ma spingerci ad agire, tutti, singoli, famiglie, comunità, istituzioni, governi, per eliminare questa ingiustizia. Il Vangelo di Gesù ci mostra la strada: fidarsi della provvidenza del Padre e condividere il pane quotidiano senza sprecarlo. Incoraggio la Caritas a portare avanti questo impegno, e invito tutti ad unirsi a questa “onda” di solidarietà”.

 
 
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