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Il Papa lascia Quito: "Servite gratuitamente senza stancarvi"

08/07/2015  Ai religiosi il Papa chiede di non cedere all'alzheimer spirituale che fa perdere la memoria della chiamata gratuita di Dio. Bergoglio lascia l'Ecuador per la Bolivia in un abbraccio di folla senza fine.

Servizio e gratuità. Il Papa lascia l'Ecuador consegnado a sacerdoti, religiosi e religiose queste due parole chiave. Nel santuario mariano "El Quinche", prima di prendere la strada verso l'aeroporto per volare a La Paz, Bergoglio consegna il discorso preparato e parla a braccio.
«Guardando questo popolo che chiede la benedizione, dal più piccolo al più anziano, l'accoglienza, il vostro modo di essere mi sono chiesto: "Cos’ha questo popolo di diverso?" E oggi pregando Gesù ho pensato: Questa consacrazione al Sacro cuore. E ho pensato che dovevo dirvelo. Tutta questa ricchezza che avete voi, questa ricchezza spirituale, questa pietà, questa profondità vengono dal fatto di aver avuto il coraggio di consacrare, coraggio perché in un momento particolare, la nazione al cuore di Cristo, questo cuore divino e umano che ci vuole tanto bene. Custodite questo. E poi pochi anni dopo la consacrazione al cuore di Maria, non dimenticate questa consacrazione è un momento fondamentale del popolo dell’Ecuador». Il Papa insiste: «Da questa consacrazione sento che viene questa grazia, questa cosa che vi rende diversi».
E a quanti sono venuti ad ascoltarlo, nel santuario retto dagli oblati, ricorda di rivolgersi proprio al cuore di Gesù, tutte le sere, per ricollocarsi nella gratuità e dire al SIgnore: «Grazie perché tutto me lo avete dato voi». Il Papa aggiunge: «Un’altra cosa che volevo dirvi è che dovete curarvi la salute, ma soprattutto curate di non cadere in una malattia che è pericolosa, soprattutto per quelli che il Signore ha chiamato gratuitamente a seguirlo, non cadete nell’halzheimer spirituale, non perdete la memoria del luogo da dove siete stati tolti».
Il Papa consiglia, da fratello e padre, di coltivare il sentimento di gratitudine della scelta, di rinnovare il sentimento che tutto è gratis e che non bisogna mai sentirsi importanti, mai cercare la carriera. «E' molto triste quando si vede un sacerdote che magari a casa parlava dialetto o un’altra lingua, magari antica, anche il popolo equadoregno ne ha tanti, è molto triste quando non la vogliono più parlare. Questo significa che si sono dimenticati da dove sono stati tirati fuori. Non dimenticatevi di questo e chiedete la grazia della memoria. Questi due principi, gratitudine e memoria, se li vivete tutti i giorni, vi faranno vivere con due atteggiamenti: il servizio e la gratuità».
Il Papa non si stanca di ripetere: «Servire, servire, servire. E non fare altro. E servire quando siamo stanchi, quando la gente ci disturba. Il santo popolo fedele di Dio è olimpico e ontologicamente disturbante e chi percorre il cammino del servizio deve lasciarsi disturbare senza perdere la pazienza».
E poi il servizio deve essere legato con la gratuità: «Quello che hai ricevuto gratis dallo gratis, per favore non fate pagare la grazia, non chiedete soldi, che la nostra pastorale sia gratuita».
Solo così si avrà anche la gioia, «un dono che Dio ci dà se non ci dimentichiamo di queste due colonne: il senso di gratuita e il non perdere la memoria».
In mattinata, il Papa aveva compiuto la prima tappa della giornata alla casa della carità delle suore di Madre Teresa a Tumbaku, borgo periferico e sconosciuto, tra i più poveri di Quito. Una settantina gli ospiti anziani e malati e un lungo saluto con ciascuno che ha fatto slittare i programmi fino ad arrivare con oltre 40 minuti di ritardo alla partenza per la Bolivia. Ad attendere il Papa l'aereo messo a disposizione dalla Bolivia e ribattezzato, per l'occasione Boliviana pastoral 930.

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