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Fede&valori
 

Il Papa: «Leggete la Bibbia con ogni mezzo, anche sul tablet»

06/04/2014  All'Angelus Francesco dona ai fedeli un Vangelo tascabile e chiede, in cambio, un gesto concreto di carità. Poi aggunge: «L’importante è leggere la Parola di Dio, accessibile con tanti strumenti tecnologici perché è Gesù che ci parla lì! E accoglierla con cuore aperto. Allora il buon seme porta frutto!». Poi il ricordo del XX anniversario del genocidio in Ruanda e del terremoto dell'Aquila di cinque anni fa

Una giovane volontaria distribuisce ai fedeli in piazza San Pietro il Vangelo tascabile, dono di papa Francesco (Reuters)
Una giovane volontaria distribuisce ai fedeli in piazza San Pietro il Vangelo tascabile, dono di papa Francesco (Reuters)

Migliaia di copie tascabili del Vangelo, dono personale di papa Francesco, sono state distribuite ai circa 60 mila fedeli che domenica mattina gremivano piazza San Pietro per la recita dell'Angelus. Il Pontefice lo definisce «un gesto semplice», ricorda di aver suggerito nelle scorse domeniche di procurarsi un piccolo Vangelo, da portare con sé durante la giornata, per poterlo leggere spesso e di aver ripensato all’antica tradizione della Chiesa, durante la Quaresima, di consegnare il Vangelo ai catecumeni, a coloro cioè che si preparano a ricevere il sacramento del Battesimo nella veglia di Pasqua. Da qui l’iniziativa di far distribuire in Piazza «ma come segno per tutti», sottolinea il Papa, un Vangelo tascabile. «Leggetelo ogni giorno», è stato il consiglio di Francesco, «è la parola di Gesù, è lui stesso che vi parla!». Poi aggiunge a braccio che forse qualcuno non crede che sia davvero gratuito. È gratuito, assicura il Papa, che aggiunge: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date! In cambio di questo dono, fate un atto di carità, un gesto di amore gratuito: una preghiera per i vostri nemici, magari, un atto di riconciliazione». Francesco ricorda anche che «oggi si può leggere il Vangelo anche con tanti strumenti tecnologici, in un telefonino, in un tablet»: «L’importante», ha detto, «è leggere la Parola di Dio, con tutti i mezzi, ma leggere la Parola di Dio: è Gesù che ci parla lì! E accoglierla con cuore aperto. Allora il buon seme porta frutto!».

Durante la riflessione, il Papa ha commentato la risurrezione di Lazzaro proposta dal Vangelo di questa quinta domenica di Quaresima: «Cristo non si rassegna ai sepolcri che ci siamo costruiti con le nostre scelte di male e di morte», dice. Per questo tutti possiamo «uscire dalla tomba in cui i nostri peccati ci hanno sprofondato. Lasciamoci liberare dalle bende, dalle “bende” dell’orgoglio. Ma perché l’orgoglio ci fa schiavi, schiavi di noi stessi, schiavi di tanti idoli, di tante cose».
Papa Francesco ricorda che Gesù «ci chiama insistentemente ad uscire dal buio della prigione in cui ci siamo rinchiusi», una prigione che è «una vita falsa, egoistica, mediocre». Come a Lazzaro, Gesù dice a ciascuno di noi: «Vieni fuori! È un bell’invito alla vera libertà.Tante volte noi siamo mascherati dal peccato, le maschere devono cadere! E noi ritrovare il coraggio del nostro volto originale, creato a immagine e somiglianza di Dio». Da qui, spiega il Papa, comincia la nostra risurrezione. Il gesto di Gesù che risuscita Lazzaro, infine, «mostra fin dove può arrivare la forza della Grazia di Dio, e dunque fin dove può arrivare la nostra conversione, il nostro cambiamento». E conclude: «Sentite bene: non c’è alcun limite alla misericordia divina offerta a tutti! Il Signore è sempre pronto a sollevare la pietra tombale dei nostri peccati, che ci separa da Lui, la luce dei viventi. Non c’è alcun limite alla misericordia divina offerta a tutti! ricordatevi bene questa frase». E invita i fedeli a ripeterla insieme tutti.

Al termine della preghiera mariana, il pensiero del Papa è andato al Rwanda nel XX anniversario dell’inizio del genocidio contro i Tutsi: «Desidero esprimere la mia paterna vicinanza al popolo ruandese», ha detto incoraggiandolo «a continuare, con determinazione e speranza, il processo di riconciliazione che ha già manifestato i suoi frutti, e l’impegno di ricostruzione umana e spirituale del Paese. Non abbiate paura! Sulla roccia del Vangelo costruite la vostra società, nell’amore e nella concordia, perché solo così si genera una pace duratura! Ricordo con affetto i vescovi ruandesi che sono stati qui, in Vaticano, la settimana scorsa. E a tutti voi invito, adesso, a pregare la Madonna di Nostra Signora di Kibeho».
Poi il ricordo del terremoto che esattamente 5 anni fa all’Aquila provocò distruzione e più di 300 morti. Una comunità, dice il Papa, che «ha tanto sofferto, ancora soffre, lotta e spera» con tanta fiducia in Dio e nella Madonna. La preghiera di Francesco è «per le vittime del terremoto e per il cammino di risurrezione del popolo aquilano».

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