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Il Papa: "Lottate contro la disperazione"

15/08/2014  Un cancro che si diffonde nella nostra società. Papa Francesco, nel giorno dell'Assunta e festa della liberazione della Corea, sprona a cercare modelli di sviluppo che non generino povertà e a lottare contro il vuoto che si diffonde anche in mezzo alla ricchezza.

Eredi di una nobile tradizione, chiamati a trasmettere questa eredità alle nuove generazioni. Papa Francesco, nella messa celebrata a Daejion, nel giorno dell'Assunta parla della libertà cristiana che cambia il mondo e sprona a «una rinnovata conversione alla Parola di Dio e un’intensa sollecitudine per i poveri, i bisognosi e i deboli in mezzo a noi». Davanti a una folla di 50 mila persone, tra le quali anche i familiari delle 300 vittime dell'affondamento del traghetto Se-Wol, affondato il 16 aprile per cause ancora non chiarite, il Papa ha invitato i cristiani a «essere una forza generosa di rinnovamento spirituale in ogni ambito della società» e li ha invitati a combattere «il fascino di un materialismo che soffoca gli autentici valori spirituali e culturali e lo spirito di sfrenata competizione che genera egoismo e conflitti» e a respingere «modelli economici disumani che creano nuove forme di povertà ed emarginano i lavoratori, e la cultura della morte che svaluta l’immagine di Dio, il Dio della vita, e viola la dignità di ogni uomo, donna e bambino».
E, infine, ha voluto toccare anche la piaga della disperazione che «sembra crescere come un cancro in mezzo alla società che è esteriormente ricca, ma tuttavia spesso sperimenta interiore amarezza e vuoto. A quanti nostri giovani tale disperazione ha fatto pagare il suo tributo! Possano i giovani che sono attorno a noi in questi giorni con la loro gioia e la loro fiducia, non essere mai derubati della loro speranza!».
Subito dopo la messa, nella cornice dell'avveniristico World cup stadium, e prima del pranzo in seminario con una quarantina di giovani in rappresentanza di tutti quelli giunti in Corea per il sesto incontro della gioventù asiatica, il Papa ha pregato con l'Angelus. Un applauso irrituale ha salutato le parole del Papa quando ha affidato a Maria «in modo particolare tutti coloro che hanno perso la vita nell’affondamento del traghetto “Se Wol”, come anche quanti tuttora soffrono le conseguenze di questo grande disastro nazionale. Il Signore accolga i defunti nella sua pace, consoli coloro che piangono, e continui a sostenere quanti così generosamente sono venuti in aiuto dei loro fratelli e sorelle. Questo tragico evento, che ha unito tutti i Coreani nel dolore, confermi il loro impegno a collaborare insieme, solidali, per il bene comune». Il Papa ha anche invocato la benedizione su quanti si «trovano nella sofferenza, particolarmente sui malati, sui poveri e su chi è privo di un lavoro dignitoso» e ha chiesto alla Madonna, «nel giorno in cui la Corea celebra la sua liberazione, di vegliare su questa nobile nazione ed i suoi cittadini» affidando «alla sua protezione tutti i giovani che si sono radunati qui da tutta l’Asia. Possano essere araldi gioiosi dell’alba di un mondo dipace, secondo il disegno benedetto di Dio».

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In Corea tra smartphone e folla in festa
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