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lunedì 20 maggio 2024
 
LA DENUNCIA
 

Il Papa: "Nella parrocchia della Santa Famiglia non ci sono terroristi, ma famiglie, bambini, disabili"

17/12/2023  «Continuo a ricevere da Gaza notizie molto gravi e dolorose: civili inermi sono oggetto di maltrattamenti e spari e questo è avvenuto persino all'interno del complesso parrocchiale della Santa Famiglia Qualcuno dice: è il terrorismo, è la guerra: per questo la Scrittura afferma che Dio fa cessare le guerre, rompe gli archi e spezza le lance. Preghiamo insieme per la pace».

«Continuo a ricevere da Gaza notizie molto gravi e dolorose: civili inermi sono oggetto di maltrattamenti e spari e questo è avvenuto persino all'interno del complesso parrocchiale della Santa Famiglia, dove non ci sono terroristi, ma famiglie, bambini persone malate, con disabilità, suore: una mamma e sua figlia sono state uccise e altre persone ferite dai tiratori scelti mentre andavano in bagno, è stata danneggiata la casa delle suore di Madre Teresa, colpito il loro generatore. Qualcuno dice: è il terrorismo, è la guerra: per questo la Scrittura afferma che Dio fa cessare le guerre, rompe gli archi e spezza le lance. Preghiamo insieme per la pace».

Sono le parole dirette e preoccupate di Papa Francesco al termine della recita dell’Angelus. Lo stesso invito, alla preghiera, ha rivolto ai bambini degli oratori di Roma accorsi numero in piazza San Pietro per invocare la benedizione sulle statuine di Gesù Bambino dei loro presepi: «Vi chiedo di pregare davanti al presepio per i bambini che vivranno un Natale difficile dei luoghi di guerra, nei campi profughi, in situazioni di grande miseria».

E poco prima aveva ricordato i migranti che tentano di attraversare il pericoloso deserto del Darien, tra Colombia e Panama, «Famiglie con bambini che si avventurano in passaggi pericolosi ingannate da chi falsamente promette loro una via breve e sicura», per poi maltrattarle e derubarle: «non pochi perdono la vita in quella giungla, c’è bisogno dello sforzo congiunto dei Paesi più direttamente interessati e della comunità internazionale per evitare che questa tragica realtà passi sotto silenzio. E per dare insieme una risposta umanitaria. E non dimentichiamo i nosti fratelli e sorelle che soffrono per la guerra in Ucraina, in Palestina, in Israele e in altre zone, l’avvicinarsi del Natale rafforzi l’impegno per strade di pace».

Con queste riflessioni ha concluso dopo la benedizione e la recita dell’Angelus il commento al Vangelo che pubblichiamo di seguito.

 

IL COMMENTO DI FRANCESCO AL VANGELO DELLA TERZA DOMENICA DI AVVENTO

Oggi terza domenica di avvento Vangelo ci parla della missione di Giovanni Battista, indicandolo come profeta mandato da Dio per dare testimonianza alla luce. Riflettiamo su questo: testimoniare la luce. La testimonianza: il Battista è certamente un uomo straordinario, la gente accorre per ascoltarlo, attrata dal suo modo di essere, coerente. Sincero. La sua testimonianza passa attraverso la schiettezza del linguaggio, l'onestà del comportamento e l'austerità di vita. E tutto questo lo rende diverso da altri personaggi famosi e potenti del tempo, che invece investivano molto sull'apparenza. Persone come lui, rette libere, coraggiose, sono figure luminose affascinanti che ci stimolano a elevarci dalla mediocrità e ad essere a nostra volta modelli di vita buona per gli altri.

Il Signore manda in ogni epoca uomini e donne di questo genere, sappiamo di riconoscerli, cerchiamo di imparare dalla loro testimonianza, mettendoci anche in discussione? Oppure ci lasciamo incantare dai personaggi della moda e andiamo in atteggiamenti superficiali. Giovanni, invece, è luminoso in quanto testimonia la luce. Ma qual è la sua luce? Ci risponde lui stesso quando chiaramente alle folle accorse ad ascoltarlo di non essere lui la luce, di non essere lui il Messia: la luce è Gesù, l'Agnello di Dio che ti salva, solo redime, libera, guarisce e illumina. Per questo Giovanni è una voce che accompagna i fratelli alla parola, serve senza cercare onori e protagonismi è una lampada, mentre la luce è Cristo vivo.

Fratelli e sorelle, l’esempio di Giovanni Battista ci insegna almeno due cose. Primo, che da soli non ci possiamo salvare, solo in Dio troviamo la luce della vita. Secondo, che ciascuno di noi con il servizio, la coerenza, l'umiltà, con la testimonianza della vita e sempre con la grazia di Dio può essere una lampada che risplende e aiutare gli altri a trovare la via per incontrare Gesù. Allora ci chiediamo: come posso io, negli ambienti in cui vivo, ora, come posso in questo Natale deve essere testimone di luce, testimone di Cristo? Maria specchio di Santità ci aiuti ad essere uomini e donne che riflettono Gesù, luce che viene nel mondo.

 
 
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