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domenica 05 dicembre 2021
 
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«Non basta andare a Messa se il nostro cuore resta duro e ostile»

28/03/2019  Francesco a Santa Marta: «Bisogna ascoltare la voce del Signore per non finire con il cuore ostinato e infedele e screditare Dio. La Quaresima serve a questo»

«Un popolo senza fedeltà, che ha perso il senso della fedeltà. E questa è la domanda che oggi la Chiesa vuole che noi ci facciamo, ognuno: “Io, ho perso la fedeltà al Signore?” – “No, no, vado tutte le domeniche a Messa …” – “Sì, sì: ma quella fedeltà del cuore: io ho perso quella fedeltà, o il mio cuore è duro, è ostinato, è sordo, non lascia entrare il Signore, si arrangia da solo con tre o quattro cose poi fa quello che vuole?”. Questa è una domanda per ognuno di noi: tutti dobbiamo farcela, perché la Quaresima serve a questo, per riseminare il nostro cuore».

Papa Francesco celebra la Messa a Santa Marta e rinnova l’invito alla conversione che non deve partire da gesti esteriori ma dal cambiamento del cuore: «Quando uno», avverte, «vive con il cuore duro, che non ascolta il Signore, va oltre il non ascoltarlo e quando c’è qualcosa del Signore che non gli piace, lascia da parte il Signore con qualche pretesto, scredita il Signore, calunnia il Signore, diffama il Signore».

Un atteggiamento, questo, di cui è stato vittima anche Gesù, ricorda il Papa richiamandosi alla pagina del Vangelo di oggi (Lc 11,14-23), per far comprendere cosa significhi screditare il Signore: «Gesù cerca di convincerli, ma non va», spiega Francesco, «E alla fine, così come il profeta finisce con questa frase chiara – “la fedeltà è sparita” – Gesù finisce con un’altra frase che può aiutarci: “Chi non è con me, è contro di me”. “No, no, io sono con Gesù, ma a una certa distanza, non mi avvicino troppo”: no, questo non esiste. O sei con Gesù, o sei contro Gesù; o sei fedele o sei infedele; o hai il cuore obbediente o hai perso la fedeltà. Ognuno di noi pensi, oggi, durante la Messa e poi durante la giornata: un po’ ci pensi. “Come va la mia fedeltà? Io, per rifiutare il Signore, cerco qualche pretesto, qualche cosa e scredito il Signore?”. Non perdere la speranza. E queste due parole – “la fedeltà è sparita” e “chi non è con me è contro di me” – ancora lasciano spazio alla speranza, anche a noi».

Il Papa conclude l’omelia ricordando però che si è chiamati a ritornare al Signore, come si esorta a fare nell’Acclamazione al Vangelo: “Ritornate a me con tutto il cuore”, dice il Signore, “perché sono misericordioso e pietoso”: «Questo è il tempo della misericordia, è il tempo della pietà del Signore: apriamo il cuore perché Lui venga in noi».

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