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Pandemia: il Papa prega per chi non ha più lavoro

11/05/2020  C'è chi non è stato riassunto e chi lavorava in nero. Francesco prega per tutti quelli che, in questo tempo di crisi, sono disoccupati

Una preghiera per la gente che «in questi giorni ha perso il lavoro», per quelli che «non sono stati riassunti, lavoravano in nero... Preghiamo per questi nostri fratelli e sorelle che soffrono questa mancanza di lavoro». Il Papa ricorda i disoccupati e anche i fedeli di Termoli che oggi festeggiano il ritrovamento del corpo di san Timoteo.

Nell’omelia commenta il Vangelo di Giovanni in cui Gesù dice ai suoi discepoli: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Questa, dice Francesco, «è la promessa dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo che abita con noi e che il Padre è il Figlio inviano per accompagnarci nella vita». Il nome, «Paràclito» significa «colui che sostiene, che accompagna per non cadere, che ti mantiene fermo, che è vicino a te per sostenerti. E il Signore ci ha promesso questo sostegno, che è Dio come Lui: è lo Spirito Santo». E lo Spirito,  dice il Signore, «vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». Il compito dello Spirito, dunque, è «insegnare e ricordare. Ci insegna: ci insegna il mistero della fede, ci insegna a entrare nel mistero, a capire un po’ più il mistero, ci insegna la dottrina di Gesù e ci insegna come sviluppare la nostra fede senza sbagliare, perché la dottrina cresce, ma sempre nella stessa direzione: cresce nella comprensione. E lo Spirito ci aiuta a crescere nella comprensione della fede, comprenderla di più e andare di più a comprendere quello che dice la fede. La fede non è una cosa statica; la dottrina non è una cosa statica: cresce», sottolinea il Pntefice. E cresce sempre nella stessa direzione, con lo Spirito Santo che «evita che la dottrina sbagli, evita che rimanga ferma lì, senza crescere in noi. Ci insegnerà le cose che Gesù ci ha insegnato, svilupperà in noi la comprensione di quello che Gesù ci ha insegnato, farà crescere in noi, fino alla maturità, la dottrina del Signore».

E poi ci insegna a ricordare: «Lo Spirito Santo è come la memoria, ci sveglia», dice Francesco, ci mantiene sempre svegli «nelle cose del Signore e ci fa anche ricordare la nostra vita, quando abbiamo incontrato il Signore o quando lo abbiamo lasciato».

Bergoglio ricorda la preghiera di un ragazzo che, davanti al Signore, diceva: «Signore, io sono lo stesso che da bambino, da ragazzo, aveva questi sogni. Poi, sono andato per cammini sbagliati. Adesso tu mi hai chiamato». Questa «è la memoria dello Spirito Santo nella propria vita. Ti porta alla memoria della salvezza, alla memoria di quello che ha insegnato Gesù, ma anche la memoria della propria vita». E quello del ragazzo «è un bel modo di pregare il Signore: “Sono lo stesso. Ho camminato tanto, ho sbagliato tanto, ma sono lo stesso e tu mi ami”.  È la memoria del cammino della vita».

Una memoria nella quale «lo Spirito Santo ci guida; ci guida per discernere, per discernere cosa devo fare adesso, qual è la strada giusta e qual è la sbagliata, anche nelle piccole decisioni. Se noi chiediamo la luce allo Spirito Santo, Lui ci aiuterà a discernere per prendere le giuste decisioni, le piccole di ogni giorno e le più grandi». Lo Spirito «ci accompagna, ci sostiene nel discernimento» e «ci insegnerà ogni cosa, cioè fa crescere la  fede, ci introduce nel mistero, lo Spirito che ci ricorda: ci ricorda la fede, ci ricorda la propria vita e lo Spirito che in questo insegnamento, in questo ricordo, ci insegna a discernere le decisioni che dobbiamo prendere». E i Vangeli danno un nome allo Spirito Santo, oltre a Paràclito, perché ti sostiene, «un altro nome più bello: è il Dono di Dio. Lo Spirito è il Dono di Dio. Lo Spirito è proprio il Dono: “Non vi lascerò soli, vi invierò un Paràclito che vi sosterrà” e ci aiuterà ad andare avanti, a ricordare, a discernere e a crescere. Il dono di Dio è lo Spirito Santo».

Infine la preghiera per la Comunione spirituale:

«Gesù mio, credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’altare. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a Te. Non permettere che mi abbia mai a separare da Te».

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