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martedì 23 aprile 2024
 
il discorso
 

Il Papa: «Serve un’economia più giusta, la gente vuole far sentire la propria voce»

05/12/2016  Ci sono troppi poveri nel mondo e continuano ad aumentare, occorre promuovere con urgenza un nuovo modello economico, più giusto. È quanto ha detto Papa Francesco incontrando sabato 3 dicembre in Sala Clementina gli imprenditori che hanno partecipato al convegno promosso a Roma e in Vaticano da Time-Life

Pubblichiamo il testo integrale del discorso del Santo Padre rivolto agli imprenditori partecipanti al Fortune Time-Global Forum ricevuti in Vaticano il 3 dicembre.


Cari amici,

Sono lieto di accogliere tutti voi, partecipanti al Fortune-Time Global Forum, ed esprimo il mio apprezzamento per il vostro lavoro in questi due giorni. Ringrazio la Signora Nancy Gibbs e il Signor Alan Murray per le loro cortesi parole. Il tema da voi scelto, “La sfida del 21º secolo: creare un nuovo patto sociale”, è davvero opportuno e ha di mira il bisogno urgente di più inclusivi e giusti modelli economici. Il tempo trascorso insieme vi ha permesso un consistente scambio di idee e la condivisione di informazioni. E ciò è tanto importante, che quanto ora si richiede non è un nuovo accordo sociale in astratto, ma sono idee concrete e un’azione efficace che andrà a vantaggio di tutti e inizierà a rispondere alle pressanti questioni dei nostri giorni.

Vorrei dire un grazie speciale per quanto state facendo per promuovere la centralità e la dignità della persona umana all’interno delle istituzioni e dei modelli economici, e per attirare l’attenzione sulla piaga dei poveri e dei rifugiati, che sono così spesso dimenticati dalla società. Quando ignoriamo il grido di tanti nostri fratelli e sorelle in ogni parte del mondo, non solo neghiamo loro i diritti e i valori che hanno ricevuto da Dio, ma anche rifiutiamo la loro saggezza e impediamo ad essi di offrire al mondo i loro talenti, le loro tradizioni e le loro culture. Questi comportamenti accrescono la sofferenza dei poveri e degli emarginati, e noi stessi diventiamo più poveri, non solo materialmente, ma moralmente e spiritualmente.

Il nostro mondo oggi è segnato da grande inquietudine. La disuguaglianza tra i popoli continua a crescere e molte comunità sono direttamente colpite dalla guerra e dalla povertà o dalla partenza forzata di migranti e profughi. La gente vuole far sentire la propria voce ed esprimere le proprie preoccupazioni e paure. Vuole dare il proprio legittimo contributo alle comunità locali e alla più vasta società, e beneficiare delle risorse e dello sviluppo troppo spesso riservati a pochi. E ciò, mentre può creare conflitti e mettere a nudo le molte sofferenze del nostro mondo, ci permette anche di capire che stiamo vivendo un momento di speranza. Perché quando riconosciamo finalmente il male in mezzo a noi, possiamo cercare di sanarlo applicando la giusta cura. Proprio la vostra presenza qui oggi è un segno di tale speranza, perché dimostra che voi riconoscete i problemi che ci stanno di fronte e la necessità di agire con decisione. Questa strategia di rinnovamento e speranza richiede una conversione istituzionale e personale; un cambiamento del cuore che conferisce il primato alle più profonde espressioni della nostra comune umanità, delle nostre culture, delle nostre convinzioni religiose e delle nostre tradizioni.

Questo rinnovamento fondamentale non deve avere a che fare semplicemente con l’economia di mercato, con numeri da far quadrare, con lo sviluppo di materie prime e miglioramenti alle infrastrutture. No, ciò di cui stiamo parlando è il bene comune dell’umanità, il diritto di ogni persona di aver parte alle risorse di questo mondo e di avere le medesime opportunità di realizzare le proprie potenzialità, potenzialità che in ultima analisi si basano sulla dignità di figli di Dio, creati a sua immagine e somiglianza.

La nostra grande sfida è di rispondere ai livelli globali di ingiustizia promuovendo un senso di responsabilità locale, anzi personale, in modo che nessuno venga escluso dalla partecipazione sociale. Pertanto, la domanda da porci è come meglio incoraggiarci l’un l’altro e incoraggiare le nostre rispettive comunità a rispondere alle sofferenze e ai bisogni che vediamo, sia lontani sia in mezzo a noi. Il rinnovamento, la purificazione e il rafforzamento di solidi modelli economici dipende dalla nostra personale conversione e generosità verso i bisognosi.

Vi incoraggio a continuare il lavoro che avete iniziato in questo Forum e a cercare vie sempre più creative per trasformare le istituzioni e le strutture economiche in modo che sappiano rispondere ai bisogni di oggi e siano al servizio della persona umana, specialmente di quanti sono emarginati ed esclusi. Prego anche perché possiate coinvolgere nei vostri sforzi coloro che cercate di aiutare; date loro voce, ascoltate le loro storie, imparate dalle loro esperienze e comprendete i loro bisogni. Vedete in loro un fratello e una sorella, un figlio e una figlia, una madre e un padre. Tra le sfide di oggi, guardate il volto umano di coloro che sinceramente cercate di aiutare.

Vi assicuro la mia preghiera perché i vostri sforzi portino frutto e l’impegno della Chiesa Cattolica di farsi voce di quanti altrimenti sono messi a tacere. Su di voi, sulle vostre famiglie e su tutti i vostri colleghi, invoco le divine benedizioni di sapienza, fortezza e pace. Grazie. 

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