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venerdì 10 luglio 2020
 
Ucraina
 

Il Papa: "Sia tregua in Ucraina!"

20/02/2015  Francesco riceve tutti i vescovi dell'Ucraina e richiama alla pace e all'unità.

Una dona ucraina accende una candela per i caduti (Reuters).
Una dona ucraina accende una candela per i caduti (Reuters).

Le “intese raggiunte” vanno applicate “di comune accordo, rispettando “il principio della legalità internazionale”. Papa Francesco riceve tutti i vescovi dell’Ucraina, che sono di tre riti (latino, greco-cattolico e bizantino)  e torna sulla crisi ucraina, dopo i numero appelli alla pace delle scorse settimane. Ha chiesto di osservare la tregua e “tutti gli altri impegni che sono condizioni per evitare la ripresa delle ostilità”.

Bergoglio ha rilevato che la crisi “si sta protraendo da vari mesi e continua a mietere numerose vittime innocenti e causare grandi sofferenze all’intera popolazione”. Il Papa ha ha assicurato che la Santa Sede è a fianco dei vescovi ed è impegnata in tutte le sedi internazionali per far comprendere i loro diritti e le loro preoccupazioni: “A livello nazionale voi siete cittadini a pieno titolo del vostro Paese, e perciò avete il diritto di esporre, anche in forma comune, il vostro pensiero circa i suoi destini”. Ma non si tratta, secondo il pontefice, di promuovere “una concreta azione politica”, ma di indicare e riaffermare “i valori che costituiscono l’elemento coagulante della società ucraina, perseverando nell’instancabile ricerca della concordia e del bene comune, pur di fronte alle gravi e complesse difficoltà”.

Il Papa ha chiesto ai vescovi di “ascoltare attentamente le voci che vengono dal territorio”. Infatti, ha raccomandato, solo “ascoltando il vostro popolo, voi vi fate solleciti verso i valori che lo caratterizzano: l’incontro, la collaborazione, la capacità di comporre le controversie. In poche parole: la ricerca della pace possibile”. Bergoglio ha rilevato che la crisi ha grande impatto sulle famiglie, aggravando “una iniqua povertà in una terra generosa e ricca”.  Ha chiesto infine ai vescovi di superare”incomprensioni e ferite”, che nel passato ci sono state tra cattolici delle diverse comunità e riti e anche tra i vescovi: “L’unità dell’episcopato, oltre a dare buona testimonianza al popolo di Dio rende un inestimabile servizio alla nazione sia sul piano culturale e sociale, sia, soprattutto, su quello spirituale”.

Qui il papa è stato molto severo, rivolgendosi in particolare ai greco-cattolici e ai latini: “A me personalmente fa male sentire che vi siano incomprensioni e ferite. C’è bisogno di un medico, e questo è Gesù Cristo, che ambedue servite con generosità e di tutto cuore. Siete un corpo unico e, come vi è stato detto in passato da san Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI, vi esorto a mia volta a trovare fra voi la maniera di accogliervi l’un l'altro e sostenervi generosamente nelle vostre fatiche apostoliche”.

La Chiesa in Ucraina si divide nei gruppi di rito greco-cattolico e di rito latino, ai quali si aggiunge il gruppo più ristretto di rito bizantino, i cosiddetti ruteni.  Il Papa ha ricordato che entrambe le comunità in Ucraina sono state soggette a persecuzioni fino al martirio e ha concluso esortando i vescovi ad essere “sempre generosi nel parlarvi tra fratelli”.

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