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martedì 25 gennaio 2022
 
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«La misericordia rende insensate la violenza e la vendetta»

23/04/2017  Francesco al Regina Coeli ricorda Wojtyla e dice: «La misericordia ci fa capire che la violenza, il rancore, la vendetta non hanno alcun senso, e la prima vittima è chi vive di questi sentimenti, perché si priva della propria dignità»

È la domenica della Divina Misericordia e, per antica tradizione, è anche la domenica “in albis”, la prima dopo la Pasqua. Papa Francesco al Regina Coeli, la preghiera mariana che nel periodo pasquale sostituisce l’Angelus, spiega ai fedeli in piazza San Pietro il significato di questa duplica ricorrenza: «L’espressione “in albis”», chiarisce Francesco, «intendeva richiamare il rito che compivano quanti avevano ricevuto il battesimo nella Veglia di Pasqua. A ciascuno di loro veniva consegnata una veste bianca – “alba”, “bianca” – per indicare la nuova dignità dei figli di Dio. Ancora oggi si fa questo: ai neonati si offre una piccola veste simbolica, mentre gli adulti ne indossano una vera e propria, come abbiamo visto nella Veglia pasquale. E quella veste bianca, nel passato, veniva indossata per una settimana, fino a questa domenica, e da questo deriva il nome in albis deponendis, che significa la domenica in cui si toglie la veste bianca. E così, tolta la veste bianca, i neofiti iniziavano la loro nuova vita in Cristo e nella Chiesa».

Papa Francesco ricorda anche che fu San Giovanni Paolo II a voler dedicare questa domenica alla Divina Misericordia: «È vero, è stata una bella intuizione: è stato lo Spirito Santo a ispirarlo in questo», sottolinea Bergoglio che definisce la misericordia come una vera e propria “forma di conoscenza”: «Sappiamo che si conosce attraverso tante forme», spiega il Papa, «si conosce attraverso i sensi, si consce attraverso l’intuizione, attraverso la ragione e altre forme ancora. Bene, si può conoscere anche attraverso l’esperienza della misericordia, perché la misericordia apre la porta della mente per comprendere meglio il mistero di Dio e della nostra esistenza personale. La misericordia ci fa capire che la violenza, il rancore, la vendetta non hanno alcun senso, e la prima vittima è chi vive di questi sentimenti, perché si priva della propria dignità. La misericordia apre anche la porta del cuore e permette di esprimere la vicinanza soprattutto con quanti sono soli ed emarginati, perché li fa sentire fratelli e figli di un solo Padre. Essa favorisce il riconoscimento di quanti hanno bisogno di consolazione e fa trovare parole adeguate per dare conforto».

Fedeli a San Pietro durante il Regina Coeli del Papa
Fedeli a San Pietro durante il Regina Coeli del Papa

«Il primo compito della Chiesa è annunciare il perdono, segno visibile della misericordia di Dio»

Bergoglio si sofferma sul collegamento tra la Pasqua e questa festa e richiama il Giubileo straordinario concluso da poco: «Il senso della misericordia si presenta proprio nel giorno della risurrezione di Gesù come perdono dei peccati», dice, «Gesù Risorto ha trasmesso alla sua Chiesa, come primo compito, la sua stessa missione di portare a tutti l’annuncio concreto del perdono. Questo è il primo compito: annunciare il perdono. Questo segno visibile della sua misericordia porta con sé la pace del cuore e la gioia dell’incontro rinnovato con il Signore».

E conclude: «La misericordia riscalda il cuore e lo rende sensibile alle necessità dei fratelli con la condivisione e partecipazione. La misericordia, insomma, impegna tutti ad essere strumenti di giustizia, di riconciliazione e di pace. Non dimentichiamo mai che la misericordia è la chiave di volta nella vita di fede, e la forma concreta con cui diamo visibilità alla risurrezione di Gesù».

Dopo la preghiera, il Pontefice ricorda la beatificazione sabato a Oviedo, in Spagna, del sacerdote Luis Antonio Rosa Ormières, il quale, ricorda, «spese le sue tante qualità umane e spirituali al servizio dell’educazione, e per questo fondò la Congregazione delle Suore dell’Angelo Custode. Il suo esempio e la sua intercessione aiutino in particolare quanti lavorano nella scuola e nel xampo educativo». Infine, i saluti ai pellegrini polacchi, il «vivo apprezzamento per l’iniziativa della Caritas Polonia a sostegno di tante famiglie in Siria» e, aggiunge il Papa, «un saluto speciale ai devoti della Divina Misericordia convenuti oggi nella chiesa di Santo Spirito in Sassia».

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