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Il Papa: "Ricordiamoci la data del nostro battesimo, come facciamo col compleanno"

11/04/2018  Francesco all’udienza generale parla del Battesimo che definisce «il compleanno della rinascita». E dà ai fedeli che non la ricordano il «compito a casa» di scoprire la data. E raccomanda: «Non dimenticate di battezzare i bambini e di dare la possibilità di avere dentro di loro lo Spirito Santo che li guidi durante la vita»

«Sono sicuro, sicurissimo che tutti noi ricordiamo la data della nostra nascita. Ma mi domando io, e domando a voi: ognuno di voi ricorda qual è stata la data del suo battesimo? Alcuni dicono di sì – sta bene. Ma è un sì un po’ debole, perché forse tanti non ricordano questo. Ma se noi festeggiamo il giorno della nascita, come non festeggiare – almeno ricordare – il giorno della rinascita?». È la domanda che papa Francesco pone ai circa 22 mila fedeli presenti in piazza San Pietro per l’udienza generale dedicata al Battesimo.

Dopo il ciclo sul significato della Messa, Francesco ne inizia un altro sui sacramenti. A partire da quello della nostra “rinascita”, come spiega, invitando i fedeli a un compito: «Io vi darò un compito a casa, un compito oggi da fare a casa. Coloro di voi che non si ricordano la data del battesimo, domandino alla mamma, agli zii, ai nipoti, ma domandino: “Tu sai qual è la data del battesimo?”, e non dimenticarla mai. E quel giorno ringraziare il Signore, perché è proprio il giorno in cui Gesù è entrato in me, lo Spirito Santo è entrato in me. È un altro compleanno: il compleanno della rinascita. Non dimenticatevi di fare questo, per favore».

Francesco spiega cosa significa la parola battesimo: «Il verbo greco “battezzare” significa “immergere”. Il bagno con l’acqua è un rito comune a varie credenze per esprimere il passaggio da una condizione a un’altra, segno di purificazione per un nuovo inizio. Ma per noi cristiani», precisa il Pontefice, «non deve sfuggire che se è il corpo ad essere immerso nell’acqua, è l’anima ad essere immersa in Cristo per ricevere il perdono dal peccato e risplendere di luce divina. In virtù dello Spirito Santo, il Battesimo ci immerge nella morte e risurrezione del Signore, affogando nel fonte battesimale l’uomo vecchio, dominato dal peccato che divide da Dio, e facendo nascere l’uomo nuovo, ricreato in Gesù. In Lui, tutti i figli di Adamo sono chiamati a vita nuova».

Il Battesimo non è qualcosa che ci meritiamo e ci "cristifica"

Al Sacramento del Battesimo si arriva dopo un cammino di fede, il catecumenato, che, dice il Papa, è evidente quando a battezzarsi è una persona già adulta, mentre i bambini da sempre «sono battezzati nella fede dei genitori». E Francesco a braccio risponde ad una domanda che alcuni si fanno: «Alcuni pensano: ma perché battezzare un bambino che non capisce? Speriamo che cresca, che capisca e sia lui stesso a chiedere il Battesimo. Ma questo significa non avere fiducia nello Spirito Santo, perché quando noi battezziamo un bambino, entra in quel bambino lo Spirito Santo, e lo Spirito Santo fa crescere in quel bambino, da bambino, delle virtù cristiane che poi fioriranno. Sempre si deve dare questa opportunità a tutti, a tutti i bambini, di avere dentro di loro lo Spirito Santo che li guidi durante la vita. Non dimenticate di battezzare i bambini».

Il battesimo non è, conclude Francesco, qualcosa che si “merita”: «Nessuno merita il Battesimo, che è sempre dono gratuito per tutti, adulti e neonati», rimarca il Papa. «Ma come accade per un seme pieno di vita, questo dono attecchisce e porta frutto in un terreno alimentato dalla fede. Le promesse battesimali che ogni anno rinnoviamo nella Veglia Pasquale devono essere ravvivate ogni giorno affinché il Battesimo “cristifichi”: non dobbiamo avere paura di questa parola; il Battesimo ci “cristifica”, chi ha ricevuto il Battesimo e va “cristificato”, assomiglia a Cristo, si trasforma in Cristo e lo rende davvero un altro Cristo».

La Sala Stampa vaticana ha comunicato che il 19 maggio prossimo papa Francesco presiederà il Concistoro ordinario pubblico per alcune cause di canonizzazione di alcuni beati tra i quali papa Paolo VI e l'arcivescovo Oscar Arnulfo Romero.

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