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venerdì 06 agosto 2021
 
la decisione
 

Il Papa trasferisce fuori dal Vaticano il Preseminario San Pio X

25/05/2021  L’istituto dei “chierichetti del Papa”, al centro di un processo in corso per presunti abusi sessuali avvenuti tra il 2006 e il 2012, lascia le mura leonine per decisione del Pontefice che ringrazia il rettore don Angelo Magistrelli «per l'opera compiuta in questi 75 anni dalla fondazione dell'istituzione, riconoscendo che essa conserva la sua validità educativa»

Un'immagine del processo in corso in Vaticano (Ansa)
Un'immagine del processo in corso in Vaticano (Ansa)

Papa Francesco trasferisce fuori dalle mura vaticane il Preseminario San Pio X, che “fornisce” i chierichetti impegnati nelle celebrazioni a San Pietro, i cosiddetti "chierichetti del Papa", avviandoli al sacerdozio e al centro di un processo per presunti abusi sessuali che si sarebbero consumati tra il 2006 e il 2012.

È la decisione drastica che arriva prima della fine del processo che si sta svolgendo in Vaticano nel quale sono imputati don Gabriele Martinelli, 28 anni, accusato di aver violentato e minacciato un ragazzo di un anno più piccolo «in diversi tempi e luoghi nello Stato della Città del Vaticano», il tutto «abusando della sua autorità» sui ragazzini e don Enrico Radice, 71 anni, allora rettore del Preseminario, accusato invece di averlo coperto, ovvero «di avere più volte come rettore, in tempi e luoghi diversi, in Italia e anche all’estero, aiutato Martinelli ad eludere le investigazioni, dopo reati di violenza carnale e libidine». Il processo è iniziato a ottobre e finora si sono svolte dieci udienze.

«Da tempo si stava studiando l'ipotesi di un trasferimento del Preseminario S. Pio X al di fuori delle mura vaticane, anche per favorire la vicinanza dei giovani studenti ai luoghi dove svolgono i loro studi e praticano le loro attività ricreative», si legge nel comunicato della Sala Stampa della Santa Sede. Il Papa ha comunicato al Rettore, don Angelo Magistrelli, «la decisione che il Preseminario, a partire dal prossimo mese di settembre, sposti la sua sede all'esterno della Città del Vaticano, in luogo conveniente».

Il Papa - aggiunge la nota della sala stampa vaticana - «non ha mancato, nell'occasione, di esprimere viva gratitudine a don Magistrelli per l'opera compiuta in questi 75 anni dalla fondazione dell'istituzione, riconoscendo che essa conserva la sua validità educativa e chiedendo che possa continuare l'apprezzato servizio liturgico svolto dai giovani studenti nella Basilica di San Pietro in Vaticano». Per la Santa Sede «si tratta, dunque, di una nuova tappa della vita e dell'attività del Preseminario S. Pio X, che offrirà senz'altro ad esso nuove opportunità di crescita e di sviluppo soprattutto nell'ambito della promozione delle vocazioni al sacro ministero».

Dal settembre prossimo, dunque, non vi saranno più ragazzini che vivono, studiano e dormono all'ombra di San Pietro. Il convitto voluto dalla diocesi di Como e autorizzato da Pio XII nel lontano 1956 per dare una educazione ai bambini e, nello stesso tempo, sollecitare in loro la vocazione al sacerdozio traslocherà.

L’ultima udienza del processo, la decima, si è tenuta il 12 maggio scorso presso il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano. I due imputati, già interrogati in aula, hanno negato ogni addebito. Nel corso dell’udienza, durata tre ore e 20 minuti, dalle 9.35 alle 12.55, sono stati sentiti, come testimoni, Felice Gallo, ex gendarme e responsabile dei servizi di supporto nella Basilica Vaticana all’epoca dei fatti, avvenuti tra il 2006 e il 2012, e gli ex alunni del preseminario Andrea Garzola, M.B., Thomas Compagnoni e don Francesco Vicini, coetaneo di Martinelli, ordinato insieme a lui e dal 2017 vicerettore della struttura gestita dall’Opera don Folci.

Nella prossima udienza, fissata per il 7 giugno alle 9.30, saranno chiamati a deporre, come testimoni, don Ambrogio Marinoni, già vicerettore ed economo del Preseminario all’epoca dei fatti, altri tre sacerdoti e un laico. L’udienza si terrà in una nuova aula (“se sarà pronta”, ha detto il presidente del Tribunale Giuseppe Pignatone): un ex sala polifunzionale nel complesso dei Musei Vaticani, con accesso indipendente rispetto alle collezioni d’arte. Aula che sarà utilizzata dal Tribunale vaticano per i processi che richiedono la presenza di un numero di persone più ampio, come questo, per rispettare le norme anti-covid.

 
 
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